Espace Mayenne, eventi che nascono sotto un velo bianco
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Espace Mayenne, eventi che nascono sotto un velo bianco

Uno spazio, infiniti eventi: sportivi, culturali, musicali

Hérault Arnod Architectures

Espace Mayenne, eventi che nascono sotto un velo bianco
Scritto da Redazione The Plan -

Un velo bianco che, mosso dal vento, va ad adagiarsi sul terreno; adattandosi a esso, sollevandosi in un angolo e nascondendosi tra il verde della natura. È questa l’idea che si ha osservando l’Espace Mayenne di Laval, in Francia, il complesso multifunzionale del quartiere Ferriè che, oltre a essere un nuovo polo di attrazione culturale e sportivo, va nella direzione di una riqualificazione di un ex sito militare e di una rivitalizzazione complessiva della città. Alla base del progetto firmato dallo studio Hérault Arnod Architectures, partito con un approfondito studio urbanistico e del paesaggio, vi è infatti la volontà di dare vita a un hub innovativo e al passo con i tempi, ma soprattutto rispettoso del territorio, della sua memoria storica e del patrimonio naturale limitrofo.

L’Espace Mayenne, con la sua struttura principale affiancata da un ampio velodromo con pista centrale da allenamento e parcheggio poco distante, è infatti immerso in un’area verde caratterizzata da prati, zone umide con specchi d’acqua, boschi e alberi storici e monumentali da preservare. Anche per questo, in fase di progettazione e di realizzazione, si è data importanza al controllo del consumo di suolo, limitando la superficie costruita e lasciando allo stesso tempo spazio per eventuali future evoluzioni e ulteriori sviluppi all’interno del lotto. Un rispetto della topografia del luogo, dunque, determinante per la conformazione stessa del centro e dei suoi piani, come anche quella della pista da ciclismo e sportiva, studiata per far adagiare gli spazi sul terreno.

 

Osservando l’Espace Mayenne dall’esterno

Espace Mayenne, Hérault Arnod Architectures ©Cyrille Weiner, courtesy of Hèrault Arnod Architectures

Come anticipato, l’Espace Mayenne può essere paragonato nel suo aspetto esterno a un velo bianco appoggiato a terra che, in alcuni punti, ricopre la struttura in tutta la sua altezza (dal suolo alla copertura), in altri si alza, lasciando intravedere le vetrate sottostanti. È il caso, quest’ultimo, dell’atrio di ingresso principale, dal quale si può dunque avere la sensazione di essere in costante contatto con l'esterno.

La “facciata-nastro”, in lastre di alluminio bianche, contiene e abbraccia tutti gli spazi sportivi e ricreativi all’interno dell’hub, trasmettendo un senso di fluidità e di organicità delicata nonostante la sua compattezza. Tale effetto di costante movimento, inoltre, fa sì che l’immagine dell’Espace Mayenne non sia mai uguale a sé; diversa in ogni punto prospettico.

L’effetto fluttuante della facciata è dato, da un punto di vista concettuale e progettuale, dalla sovrapposizione di tre diversi strati, come fossero fogli, per poi essere ruotati l’uno sull’altro a individuare spazi di intersezione.

 

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Gli spazi interni

Espace Mayenne, Hérault Arnod Architectures ©Cyrille Weiner, courtesy of Hèrault Arnod Architectures

All’interno dell’Espace Mayenne, al quale si accede attraverso una hall posta all’intersezione tra i tre strati e caratterizzata da soffitti a conchiglia rovesciata e con rivestimento acustico in pannelli di legno, si articolano tre diversi spazi: un impianto sportivo convertibile in spazio intrattenimento, una palestra da arrampicata e una sala conferenze. Il primo di questi tre può essere trasformato rapidamente con una differente organizzazione degli arredi e dei sistemi, passando così da impianto per eventi sportivi a sala per spettacoli o appuntamenti culturali, musicali e ricreativi. Se, nel primo caso, le gradinate (con 4.500 posti a sedere) circondano completamente la pista; nel secondo, le sedute vengono ridistribuite su un lato per lasciare spazio, sul lato opposto, al palco.

La duplicità di funzioni ha reso indispensabile il lavoro di gestione del suono, in collaborazione con tecnici e fonici. Per una sua giusta distribuzione, per la regolazione del riverbero e dell’assorbimento, le pareti sono in cemento bianco grezzo ondulato e in feltro di lana. Questo stesso materiale è presente nei pannelli sospesi del soffitto i quali, spiccando rispetto alla griglia tecnica scura soprastante, creano un pattern geometrico dal valore funzionale ed estetico. La possibilità di conversione da spazio sportivo a spazio ricreativo è inoltre resa efficace dai sistemi a soffitto nascosti dietro i pannelli di feltro di lana, consentendo maggior flessibilità nelle attrezzature.

 

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Credits

Location: Laval, France
Architects: Hérault Arnod Architectures
Surface: 15.100 m2
Client: Conseil Départemental de la Mayenne

Project Team: Hérault Arnod Architectures, design and project supervisor
Study team: Mickael Dusson and Jérôme Moenne-Loccoz, project managers, with Thomas Féraud, Paola Figueroa, Rana Abi Ghanem
Execution team: Florent Bellet, project manager, with Arnaud Gilet

Partners:
Structure: Batiserf
Economics: BMF
Scenography: Ducks Scéno
Acoustic: Lasa
Landscape: Sempervirens
Roads and utilities: B3i
Graphic design: Gérard Plénacoste
Outdoor lighting: Hervé Audibert

Photography by Cyrille Weiner, courtesy of Hèrault Arnod Architectures

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