Epalinges
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Simone Brigolin

Epalinges
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Social Housing - Losanna (CH) - Concorso aperto in due fasi: progetto finalista
Il progetto presentato è stato selezionato per la seconda fase di un concorso di progettazione per 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica e relativi servizi (uffici e spazi comuni) da realizzare ad Epalinges, cittadina a nord di Losanna nel cantone Vaud, nel cuore della Svizzera francese.
IL CONTESTO: città stratificata – città pianificata
Il progetto trae ispirazione dal contesto, caratterizzato da piccoli centri urbani “stratificati”, pensati per essere vissuti a misura d'uomo, dove il sistema della mobilità è costituito generalmente da strade di dimensione contenuta, che sfociano in ampi spazi di socializzazione (le piazze). Le strade sono spesso tortuose e di dimensioni diverse l'una dall'altra, gli edifici non sono tutti allineati sul fronte strada e le loro caratteristiche dimensionali e cromatiche sono anch'esse variabili. Ne deriva una spazialità articolata di piccola scala ed un rapporto tra pieni e vuoti ben definito, coi piccoli vuoti delle strade e i grandi pieni degli edifici. Il modello di città pianificata perde questa scala umana, per favorire la fruizione dello spazio attraverso l’automobile. Le strade sono più ampie e lineari e non è più presente quell'articolazione e quella complessità degli spazi propria del paese: il rapporto tra pieni e vuoti è sostanzialmente cambiato e vede ampi vuoti e ampi pieni.
In questo senso si è scelto di rifiutare la rigidità della griglia tipica del tessuto urbano e la tipologia residenziale a blocco, a favore di un modello rurale fatto di relazioni particolari piuttosto che assolute, che mantiene i caratteri tipologici tradizionali e il tessuto urbano di Epalinges. La soluzione proposta unisce sinergicamente la dimensione intima della casa a scala umana con l’articolazione e la complessità dell’agglomerato edilizio del paese, inteso come spazio di incontro della collettività.
IL LOTTO: orientamento e pendio
Il lotto, caratterizzato da una pendenza significativa, si rivolge a sud verso il lago di Losanna e a nord verso un’area collinare quasi priva di elementi costruiti. La topografia costituisce parte i ntegrante dell’ architettura del progetto. Il territorio diviene generatore di luoghi, modellando la distribuzione degli edifici. Tutte le zone giorno godono di doppio affaccio (nord-sud) e vista sul lago, garantendo un'alta qualità dello spazio interno.
GLI SPAZI ESTERNI: il ruolo sociale dell’architettura a scala umana
Il risultato delle scelte fin qui descritte è una varietà di spazi su livelli diversi fra loro interconnessi, come se il complesso si fosse naturalmente sviluppato con la città, in una rilettura contemporanea degli elementi identificativi del villaggio tradizionale.
Il paesaggio si caratterizza quindi come una successione di nuovi scenari, che alternano luoghi di ritrovo, spazi di gioco, spazi privati e spazi comuni. Gli spazi esterni sono separati e connessi al tempo stesso dalla disposizione dei volumi che coesistono sinergicamente tra di loro. Il ruolo dell’architettura sta nel modulare le distanze, definire i confini: è nel vuoto, nello spazio residuale tra gli edifici, nel tessuto connettivo tra gli spazi privati dell’abitare, che risiede lo spazio di socializzazione e di scambio intergenerazionale. Il cammino stesso nel verde diventa esperienza: i volumi così disposti regalano nuovi scorci e viste inaspettate verso il pendio, creando piccole piazze che divengono luoghi di incontro.
Il villaggio che si viene a creare riporta ad una scala umana, che pone l’utente al c entro del progetto .
ACCESSIBILITÀ - La consapevole disposizione degli edifici attraverso il modello a padiglioni permette la convivenza rispettosa e sinergica delle diverse destinazioni d'uso all'interno del progetto, dando intimità agli alloggi e rendendo gli uffici e gli spazi comuni facilmente accessibili.
Particolare attenzione è stata data all'accessibilità per i disabili, con un sistema di percorsi e accessi a raso, che hanno portato all'eliminazione delle barriere architettoniche, sfruttando la naturale topografia del terreno per favorire la connessione e l'accessibilità tra le diverse funzioni di progetto disposte lungo livelli differenti (parcheggio in terrato, alloggi, giardini, piazzette, uffici e spazi comuni).
SOSTENIBILITÀ - Riduzione dell’energia grigia - La filosofia di sostenibilità dell’intervento mira alla minimizzazione dei consumi di energia grigia, secondo le certificazioni MINERGIE ECO. L’ energia grigia è definita come la somma dei fabbisogni energetici necessari per i processi di produzione, trasporto, trasformazione ed estrazione delle materie prime necessarie per la produzione dei materiali da costruzione. I criteri di valutazione sono dunque la rinnovabilità, la disponibilità e gli effetti ambientali diretti provocati da tali materiali.
Alla luce delle suddette considerazioni, ci si è orientati nella scelta dei seguenti materiali:
- legno a telaio e tavole per le pareti divisorie interne, dal bassissimo contenuto di energia grigia (il 36% rispetto ad una costruzione in muratura);
- pannelli in legno XLAM per solai e pareti portanti, che richiedono un consumo energetico notevolmente inferiore rispetto alla costruzione di una soletta in ca rivestita con materiale isolante;
- fondazioni e basamento degli edifici in calcestruzzo riciclato.
Dal punto di vista impiantistico, viene previsto un sistema di riscaldamento a pavimento radiante a bassa inerzia termica, alimentato da pompa di calore geotermica. Questa soluzione permette una veloce messa a regime del fabbricato e il raggiungimento di un ottimo comfort termoigrometrico, garantendo un’elevata efficienza energetica.
La produzione dell’acqua calda avverrà mediante pompa di calore, integrata con pannelli solari e bollitore a doppio serpentino.

 

Simone Brigolin - Nel 2009 si laurea con lode allo IUAV di Venezia. Dal 2011 al 2013 lavora presso C.M.T. a Copenhagen. Ha collaborato con Cecchetto&Associati dal 2010. È ora libero professionista.
Elena Colonnello - Nel 2009 si laurea con lode allo IUAV di Venezia. Dal 2010 collabora con l’arch. T.Scarpa al progetto dell’Isola della Certosa di Venezia. Il progetto è segnalato dalla Commissione del Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa nel 2011 e premiato a Vienna per il 'SustainableRemediation 2012'.
Gabriel Laghi - Nel 2009 si laurea con lode allo IUAV di Venezia. Tra il 2008 e il 2010 collabora con il prof. A.Villa ai progetti per metro Milano per Expo2015. Collabora con 5+1AA e Cecchetto&Associati. È ora libero professionista.
Paolo Oliva - Studia a Venezia, Madrid e Mendrisio, dove si laurea nel 2011 con l’arch. M.Botta.
Ha seguito Master Classes con M.Klotz, A.Bucci, Office kgdvs e Christ&Gantenbein. Ha collaborato con S.Benitez e 5+1AA. Attualmente collabora con lo studio MoDus Architects.

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