Due complessi residenzialI - 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo
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Due complessi residenzialI

5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo

Scritto da Francesco Pagliari - 29 agosto 2014

Due complessi residenziali a Brescia, città che si confronta col rilievo delle Prealpi: gli interventi - l’uno d’iniziativa privata, l’altro di edilizia pubblica per 72 alloggi in affitto, a canone sociale e a canone moderato - divergono anche nelle modalità di raffronto con la città. Ad ovest, il quartiere d’iniziativa privata “Life”, in una zona di cerniera fra la città storica e la frammentata urbanizzazione più recente: il sito, nella prima fascia d’industrializzazione dismessa oltre le mura, concentra valori urbani strategici, per la connessione col tessuto storico e la contiguità col sistema del verde a ridosso delle mura. A sud-est, l’intervento d’edilizia pubblica si confronta con un paesaggio composito: terreni liberi, infrastrutture di grande comunicazione, e la soverchiante presenza del quartiere d’edilizia residenziale popolare, costruito nella seconda metà del ‘900 con varie tipologie e densità, concentrate in alte torri o diffuse secondo blocchi in linea e basse case a schiera. In lontananza il Monte Maddalena, elemento con cui si confronta soprattutto il progetto residenziale pubblico.
Carattere nodale negli interventi è l’esigenza di connotarli con una determinante forza progettuale, una forza architettonica in senso proprio. Riflettere sulle relazioni fra i singoli interventi e la città, concentrarsi sui riferimenti con il paesaggio per definire tratti fondativi dell’architettura, ribadire la necessità di connotare i complessi per produrre una riconoscibilità generale ed individualizzata rispettivamente per edifici e per singoli alloggi: in tal senso i progetti dichiarano l’efficacia dell’architettura nel creare la città, nel polarizzare le vicende urbane con il contributo del progetto, per ordinare e ricomporre le immagini delle case, ma anche e soprattutto le “qualità” nell’abitare e nel vivere in un intorno sociale, dalla scala di quartiere alla città.
Il complesso “Life” persegue definizioni architettoniche per riassemblare idee a forte caratura: i blocchi a quattro piani generano vie di permeabilità, l’intervento racchiude una porzione di verde di valore, fruibile come un parco. Gli edifici mostrano l’idea di appartenenza ad un intervento unitario segnalando al contempo un arco di variabili tradotte in singole unità abitative parallele, al medesimo livello qualitativo. I tratti distintivi si sostanziano attraverso scelte architettoniche di lunga portata. Sulle superfici esterne si assemblano materiali diversificati in un ragionamento compositivo per suggerire differenze, imprimendo suggestioni visive, materiche e di diversa capacità di riflessione della luce, per ordinare ritmi di suddivisioni verticali e intrecci fra volumi aggettanti scanditi in orizzontale e fondali suggestivi: il progetto costruisce parallelismi con una struttura urbana risultante nel tempo storico, attraverso un larvato contrasto fra continuità della cortina edilizia ed individualità dei singoli edifici. Il confronto fra pieni e vuoti nei prospetti diviene ulteriore variabile, associata alle materie di rivestimento, per definire un grado superiore di riconoscibilità per gli alloggi. Il progetto promuove sia qualità omogenee nelle dotazioni impiantistiche, nella garanzia di classe energetica A, sia un aggregato architettonico in cui la “distinzione” è tema fondamentale. I rivestimenti esterni saturano questa immagine, con la concretezza delle soluzioni per colori e materiali: grès porcellanato in parete ventilata o rivestimento per riflettenti superfici diamantate; pannelli in fibrocemento per superfici colorate; intonaci; listelli di legno per superfici frammentate in un serrato ritmo “pieno - vuoto” a scala di dettaglio.
La medesima intensità di ricerca progettuale sottende l’intervento d’edilizia sociale, in una logica compositiva che modernizza la tripartizione in zoccolo, elevazione e coronamento, e garantisce elevata classe energetica: traguardare il fondale del paesaggio prealpino si traduce in un ritmo spezzettato delle coperture, che rende variegata la sagoma del coronamento nei quattro blocchi a quattro piani; gli alloggi divengono individuali, creando un senso di appartenenza forte, nella suddivisione libera dei prospetti, per settori intonacati color vinaccia o rivestiti in legno.

Francesco Pagliari


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