Costruire con lo zinco: libertà di linguaggio nell’architettura del XXI secolo - VM Zinc
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Costruire con lo zinco: libertà di linguaggio nell’architettura del XXI secolo

VM Zinc

Scritto da Redazione The Plan - 7 novembre 2011
Lo zinco è uno dei più versatili materiali da costruzione in uso al giorno d’oggi. Impiegato in origine per le coperture, è apprezzato da molti architetti per la durata e il basso impatto ambientale: è riciclabile al 100%, richiede poca energia per produrlo rispetto ad altri metalli, è duttile e non necessita di manutenzione. VM Zinc, marchio del gruppo Umicore in passato della compagnia Vieille Montagne con sede vicino a Liegi in Belgio dove lo si estrae dal 1837, non si presenta con un unico colore, il grigio dei tetti: dal 2005 viene offerto dall’azienda in una vasta gamma di colori e finiture prepatinate oramai indispensabili in molti contesti.
A Londra VM Zinc, in quanto prodotto versatile, è regolarmente scelto dagli architetti più importanti per i vantaggi che offre. Il Mint Hotel Tower of London dello studio associato Bennetts completato nel dicembre 2010, il più grande albergo costruito a Londra negli ultimi 35 anni, con 583 camere compact, impiega lo zinco all’interno di una gamma integrata di materiali, su facciata, torre dell’ascensore ed ai lati delle finestre. Sono in zinco anche le persiane semiperforate dell’undicesimo piano che ospita una SkyLounge per 300 persone e un giardino pensile con vista a 360 gradi del quartiere finanziario di Londra e dei suoi edifici-icona: la Heron Tower, i Lloyds, il Gherkin, la Torre di Londra, St Pauls e l’ex sede dell’Amministrazione del Porto di Londra. Da lassù si può vedere anche la grande parete verde che giunge fino alla copertura della hall d’ingresso. Progettando questo grattacielo gli architetti hanno armonizzato la sua volumetria in altezza e nei materiali con gli edifici circostanti, ma hanno trattato volutamente la SkyLounge come elemento distinto, elevandola discretamente al di sopra dei tetti degli edifici adiacenti e conferendo alle persiane in zinco un ruolo determinante nella percezione di una diversità creata dall’uso di questo materiale.
”E’ un bel prodotto, a bassa manutenzione e con una forte componente di materiale di riciclo. Mi piace come si presenta”, dice il co-fondatore Rab Bennetts. “Abbiamo tentato di limitare la scelta dei materiali a calcestruzzo (la struttura è in calcestruzzo prefabbricato), pietra e zinco”. L’edificio è situato in uno stretto isolato fra la stazione di Fenchurch Street a nord e le aree oggetto di salvaguardia a sud e ovest. Il tessuto urbano del quartiere è compatto e denso e la maggior parte dei complessi di edifici è delimitata da strade medievali che si aprono a ventaglio dal punto in cui sorgeva una delle antiche porte della City. Per la costruzione si è fatto ricorso per lo più a elementi prefabbricati e montati in situ, un metodo funzionale per un luogo come questo, dotando l’albergo anche di un parcheggio sotterraneo privato. Lungo il lato sud si trova l’ingresso all’hotel le cui proporzioni imponenti sono introdotte da possenti colonne in calcestruzzo gettate in situ. L’atrio dell’albergo è un immenso spazio centrale che si apre alla vista della parete verde. Bar, ristorante, strutture per riunioni e conferenze sono dislocate al piano terra e al primo piano; agli altri piani le camere e le suite. Le stanze e le sale da ricevimento hanno finestre a tutta altezza che rendono luminosissimi gli interni. Per gli incontri informali gli operatori della city scelgono di preferenza la SkyLounge: ”E’ un punto ideale da cui avere una visione dall’alto su tutto”, dice Bennetts.
VMZinc è stato usato di recente anche in un complesso abitativo progettato da Brady Maillalieu a Laycock Street nel quartiere di Islington, con incluso un ambulatorio per 12 medici. Intorno ad un cortile comune gli architetti hanno disposto un mix di residenze in edifici a più piani, villette e appartamenti. È stata usata una vasta gamma di materiali, dal rivestimento in zinco al rame, creando un insieme vario e stimolante per 68 nuove case di altezze diverse. Una parte è dedicata all’edilizia sociale ma non si differenzia nell’aspetto dal resto delle unità abitative presentando la stessa texture fatta di un mix di materiali: una scelta significativa e insolita nel Regno Unito. “Volevamo che i materiali richiedessero una manutenzione minima” ha detto Angela Brady, co-fondatrice di Brady Maillalieu. Gli appartamenti, tutti dotati di balconi, hanno le finestre rivolte a nord e a sud come l’Unité d’Habitation di Le Corbusier. La proposta varia da dieci case unifamiliari con quattro camere da letto ad appartamenti con una o due camere. La corte è un luogo tranquillo e ricorda, nella maniera armonica con cui concilia l’aspetto sociale e quello estetico, gli edifici dell’architetto olandese Herman Hertzberger.
Dal lato interno gli appartamenti affacciano su un accogliente spazio ricreativo, con un’area giardino collegata in modo intelligente alla cucina. “Le abitazioni che abbiamo progettato si differenziano tra loro perché preferiamo la varietà”, dice Brady, ma la differenza non è qualitativa. L’aspetto generale è coeso, con molto verde tenue e zinco grigio, anche se lo studio medico presenta una nuda parete di calcestruzzo. Gli architetti amano lo zinco “perché è un materiale naturale che conserva il suo colore ed è bello da vedere. Lo usiamo per la maggior parte dei nostri ponti”, aggiunge Brady. Nell’edilizia abitativa lo zinco dimostra tutta la sua versatilità applicativa, come risulta dal progetto degli architetti Proctor and Matthews per uno sviluppo residenziale in Lett Road vicino al parco olimpico 2012 nella zona est di Londra, dove è stato usato per il rivestimento delle facciate e per i sedili del giardino pensile: non si presenta come un prezioso materiale fuori moda, suggerisce invece qualità e valori ecologici, è di grande longevità e richiede pochissima manutenzione. E’ quindi un prodotto di centrale importanza nel linguaggio architettonico del ventunesimo secolo.

Lucy Bullivant

VM ZINC
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