Copertura di ingresso Veronafiere
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Copertura di ingresso Veronafiere

Tecnologia e lavoro di squadra

Maffeis Engineering

Scritto da Redazione The Plan -

Il progetto della nuova copertura che segna l’accesso al polo di Veronafiere dall’ingresso Re Tedorico - primo passo di un più ampio percorso di riqualificazione dell’hub fieristico - è il frutto della collaborazione tra i committenti, lo studio Maffeis Engineering che ha curato la progettazione architettonica e strutturale e Pichler Projects, che si è occupata del progetto costruttivo e della realizzazione di strutture e rivestimenti.

Estesa su un’area di 6.750 m2, la copertura a forma di L è costituita da una struttura metallica realizzata con elementi tubolari in acciaio interamente saldati tra loro che definiscono un disegno basato sulla decomposizione di Voronoi, con 36 diversi moduli geometrici che formano un
macro-modulo di copertura, ripetuto
fino a coprire l’intera superficie.

Ogni modulo è rivestito con un cuscino in ETFE, materiale trasparente e leggero, resistente, isolante e permeabile alla luce.

Il film dei cuscini muta secondo tre differenti percentuali di opacità, ottenute grazie ad altrettanti tipi di stampaggio, e ogni cuscino è gonfiato a pressione costante tramite un sistema canalizzato servito da quattro macchine predisposte per il pompaggio dell’aria all’interno degli stessi cuscini.

Ogni macro-modulo determina, tramite la pendenza dei profili costituenti le celle, un bacino idraulico “a conca”, che fa convergere in un punto di minimo l’acqua piovana successivamente convogliata nella cella inferiore di raccolta e portata a terra da un sistema sifonico interno alla struttura metallica.

La copertura poggia su pilastri realizzati anch’essi interamente in profilati tubolari in acciaio e caratterizzati da una geometria irregolare. Da un fusto composto da profili CHS406, uniti alla base e in sommità,
si diparte un primo ordine di rami, costituiti da singoli profili a sezione CHS406 che a loro volta si biforcano formando un secondo ordine di rami sagomati; questi ultimi si restringono verso la sommità fino a raggiungere una sezione CHS169 nel punto di giunzione con la copertura.

A partire dal progetto sviluppato in modo parametrico su formato BIM da Maffeis Engineering, Pichler Projects ha elaborato un modello 3D della struttura implementandone i particolari costruttivi. Questa fase è stata condotta in stretto coordinamento con i tecnici preposti al progetto del rivestimento in ETFE, in considerazione delle numerose interconnessioni presenti nella carpenteria e della poca tolleranza ammessa.

Tutti gli elementi della carpenteria metallica sono stati prodotti in officina e successivamente consegnati in cantiere per la fase di montaggio, che si è svolta in due tempi per non interferire con lo svolgimento degli eventi fieristici.

Al fine di ottimizzare lo svolgersi della fase cantieristica in termini di velocità e precisione, già in fase progettuale sono state studiate numerose soluzioni ad hoc sui singoli componenti della copertura.

La collaborazione e sinergia tra tutte le parti coinvolte nell’opera hanno permesso di rispettare i tempi e il budget previsti, dimostrando quanto un lavoro di squadra e di integrazione di tutte le competenze sia fondamentale nella riuscita di una commessa per quanto complessa e delicata.

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#Sistemi per Involucri  #Pichler  #Verona  #Italia  #Europa  #2020  #Maffeis Engineering  #Report  #The Plan 126 

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