Complesso residenziale sul lago
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Complesso residenziale sul lago

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Complesso residenziale sul lago
Scritto da Alessandra Segantini -
Ancient Wisdom, Rather Cosmic
So-shu dreamed,
And having dreamed that he was a bird, a bee and a butterfly,
He was uncertain why he should try to feel like anything else,
Hence his contentment.
Ezra Pound, 1915

Il progetto di riqualificazione urbana dell’area ex Enel di Largo San Giorgio a Pordenone nasce dalla volontà di restituire un parco alla città di Pordenone collegando due aree a quote diverse grazie a un percorso che ricuce insieme il lago, il parco e la piazza della chiesa di San Giorgio. Il progetto delle residenze e dei servizi alla parrocchia ribalta il punto di vista e l’attenzione sul tema delle relazioni tra architettura e paesaggio.
Gli edifici si piegano alla giacitura del lago e vengono disegnati da grandi serramenti in legno che portano il verde all’interno delle case o lo riflettono, raddoppiandolo una prima volta sulle vetrate, per poi specchiarle, ancora, in acqua, con lo stesso riflesso.
Gli edifici sono silenziosi protagonisti del fondale che abbiamo disegnato per le due piazze: una minerale, la piazza di San Giorgio e l’altra liquida, il lago.
Gli edifici si radicano sulla piazza, generati dalla stessa pietra piasentina che disegna lo spazio pubblico, qui una caditoia centrale, in pietra d’Istria, raccoglie l’acqua e diventa la traccia dove si riavvolge, di giorno, il cancello metallico che viene svolto la sera, per garantire la sicurezza. La pietra a terra e i volumi in altezza crescono, accompagnano il primo salto di quota a livello della chiusa che un tempo generava elettricità e dove la piazza diventa percorso, verso il lago.
È questa una prima compressione che subito si dilata leggermente, in corrispondenza degli ingressi delle case e cambia materia. Diventa legno. Dopo la sosta sulle panche di pietra davanti agli ingressi delle case, il cammino lascia il bordo del lago, si sporge in acqua, ricuce insieme gli elementi nel ponte sospeso sui pilastri metallici inclinati. Non esiste più un punto preciso in cui acqua e terra si incontrano. Come nella magia del riflesso, il confine si fa spazio. E l’acqua suolo. Lasciato il lago, la strada ritorna città e con la città pietra. In piazza San Giorgio, si apre il percorso che conduce sull’altro lato del lago. È un percorso più discreto, del colore della terra (ottenuto colorando in pasta il Levocell) e che si insinua tra le canne esistenti. Da questa strada è il lago a diventare sfondo filtrato dalla sequenza fitta dei giunchi. Solo a un tratto un varco, un ponte, collega le due sponde.
Grandi aperture sul paesaggio del verde e del lago scandiscono le pieghe dei fronti anche su questo lato alternandosi a generose specchiature lignee scorrevoli per l’oscuramento.
Le leggere differenze cromatiche nella colorazione dei fronti giocano con i toni di luce per rendere quasi impossibile dire se il diverso colore non sia invece il risultato dell’ombra di una giacitura differente.
Il fronte nord della piazza ha carattere più aulico, di edificio pubblico. Ospita i servizi della parrocchia (aule e residenze) e un auditorium parzialmente incassato nel terreno.
Gli accessi ai diversi elementi del progetto non sono “porte”. Non vi è un passaggio diretto tra esterno e interno. Anche in questo caso il confine è dilatato. Lo spazio pubblico si delinea in diversi aspetti, climatizzato. Diventa “sotoportego”, scale, atrii che mettono in relazione il verde o la piazza con i giardini retrostanti, quasi un invito verso l’auditorium con le sue variazioni delle stesse materie e degli stessi colori.
Poco abbiamo raccontato della sostenibilità ambientale ed energetica del progetto. Urban Lake Housing è pensato come un sistema urbano che trae la propria energia dal lago, utilizzando un innovativo impianto per il riscaldamento e il raffrescamento dell’aria degli edifici tramite un sistema a pompe di calore che sfrutta per il cambiamento la temperatura costante dell’acqua
In questo modo il lago entra nella contemporaneità, diventando il motore dell’energia, della collettività. Dell’immaginazione.

Alessandra Segantini
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