Cervantes Theatre - Ensamble Studio
  1. Home
  2. Architettura
  3. Cervantes Theatre

Cervantes Theatre

Ensamble Studio

Scritto da Caterina Testa - 13 giugno 2013

Dovela, la chiave di volta di un arco in spagnolo, indica nella cultura azteca un monolite di basalto ritrovato a Città del Messico, presso el Zócalo, piazza principale e centralità urbana.
L’incisione rappresenta il volto del sole con i suoi raggi: il Dio Sole, simbolo del bisogno umano di luce ed energia.
Per Aztechi, Inca, Maya, Egiziani il sole fu spirito di vita, connessione tra materia e anima. Nella scultura azteca l’alternanza di pieno e vuoto, del rilievo e del suo negativo, di luce ed ombra rappresentano la dualità e la complementarietà di materia e spiritualità.
Il progetto di Ensamble Studio si presta a molteplici chiavi di lettura, attraverso diversi livelli di realtà capaci di restituirne la complessità: dalla scelta di un simbolo antico che lo collega alla storia profonda della cultura del luogo, al rapporto con la luce e l’ombra, fino alla relazione con la città in cui la nuova architettura si inserisce.
La dovela, intesa sia come simulacro solare, sia come chiave di volta dell’arco, diventa il riferimento concettuale per il progetto della copertura del Teatro Cervantes di Città del Messico. Come i rilievi nella scultura emergono dalle parti scavate e dalla luce che li colpisce, nella copertura progettata da Ensamble Studio, una griglia fatta di alte lame metalliche disposte ortogonalmente ma con inclinazioni e distanze diverse, orienta i raggi solari diventando la struttura portante della luce che raggiunge il teatro sotterraneo. Quattro appoggi metallici, irregolari e di volta in volta diversi, sospendono la copertura leggera e imponente, massiva ed eterea al tempo stesso, a pochi metri dalla piazza da cui si accede al teatro.
La verticalità e la trasparenza delle architetture circostanti fanno da contraltare alla profondità nascosta del teatro Cervantes di cui l’unico segno in superficie è la copertura di travi metalliche: un servizio pubblico urbano che segnala la sua presenza attraverso uno spazio semi coperto, aperto e accessibile a tutti.
Il riferimento del Teatro Cervantes alla dovela azteca assume molteplici significati. Guardando ad un arco temporale ampio ed esteso al passato e al futuro, la pietra azteca diventa espressione della connessione che unisce e sovrappone i diversi strati di storia e cultura. Non solo come stratificazione e sedimentazione fisica e materiale, ma attraverso un approccio che trova i suoi riferimenti anche nella tradizione artistica, culturale e religiosa di un popolo.
La scultura, come l’architettura, diventa strumento per dare forma all’intangibile: è la luce che scava, illumina e riempie di senso il vuoto, il negativo.
Da un punto di vista strutturale e costruttivo la dovela, separa e protegge lo spazio sottostante dell’arco, pietra che separa la materialità terrena dall’intangibilità del cielo. In modo analogo la pietra d’aria di Ensamble Studio evidenzia e sottolinea la linea di separazione tra terra e cielo, tra dimensione sotterranea e celeste, la sua accentuata orizzontalità segnala la profonda cavità sotterranea altrimenti invisibile e nascosta.
Dalla piazza coperta si scende con un sistema di scale mobili ad uno spazio aperto a una quota inferiore, elemento di distribuzione per il programma funzionale sotterraneo: allo stesso livello si trova il ristorante e una piccola sala congressi; una scala mobile permette di raggiungere i piani sottostanti con due ampi auditorium e salette per spettacoli più raccolti.
Ad esclusione della copertura e della piazza sottostante, il cantiere per terminare gli spazi teatrali sotterranei è stato interrotto: esempio di come il contatto tra passato, presente e incertezza futura si concretizzino e prendano forma all’interno di un’unica opera.

Caterina Testa


© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054