Centro natatorio a Brescia - Camillo Botticini
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Centro natatorio a Brescia

Camillo Botticini

Scritto da Francesco Pagliari - 19 giugno 2015

A Brescia, il complesso per il centro natatorio, che accoglie piscine comunali, si situa nel quartiere periferico di Mompiano, a nord della città, in prossimità dello stadio di calcio. Il progetto, vincitore del concorso internazionale indetto nel 2005, dichiara un intervento dai caratteri urbani: l'architettura del complesso non segue l'idea di un generico edificio sportivo che fornisca un semplice guscio a copertura delle tre piscine previste dal programma e differenziate per funzione, ma si incentra sull'obiettivo di introdurre relazioni, a livello urbano e all'interno dell'edificio stesso. Nell'area d'intervento si distinguono l'edificio, cui sono contigue sul lato ovest le tre piscine all'aperto, le superfici libere a nord e ad ovest del lotto, che propongono spazi di relazione ed innestano rapporti fra superficie esterna ed interno dell'edificio attraverso la parete vetrata che corre a piano terreno, sul lato nord, coinvolgendo le sale delle piscine coperte. I prospetti dell'edificio a sud e ad est affacciano direttamente lungo pubbliche vie: l'architettura interloquisce con gli spazi pubblici, attraverso la configurazione di geometrie chiare a parallelepipedo per l'edificio, i cui volumi si presentano nettamente distinguibili in una articolazione leggibile e suggestiva, nell'obiettivo di introdurre forme essenziali di quinte urbane.L'edificio assume una veste riconoscibile, con l'organizzazione delle pareti perimetrali secondo linee e fasce che assecondano la dimensione orizzontale della costruzione, ed inserendo tagli nel volume, che ne interrompono lo sviluppo lineare, sottolineano gli ingressi ed alludono a suddivisioni spaziali interne. Il rivestimento in klinker alle pareti esterne costituisce una tessitura fitta di piastrelle brunite, a variazioni tonali che differenziano le zone cromatiche, denotando un accento di continuità che si relaziona con le parti orizzontali vetrate (sul lato nord, in relazione alla superficie libera del lotto, e sul lato ovest, articolando la facciata in un rapporto distintivo fra pieni e vuoti). Al prospetto sud verso strada, la massa del volume è in lieve aggetto: rivestita in klinker, grava sulle sottostanti fasce trasparenti e semitrasparenti, un nastro vetrato intermedio e l'ampia fascia in vetrocemento, che serve a dar luce al piano interrato. Al lato est, l'architettura dichiara un blocco in aggetto; qui, l'affaccio su strada è “chiuso”, segnato da un muro che protegge una zona intermedia, a superficie sassosa: un fondale vetrato del corpo dell'edificio, con la piscina principale, che si relaziona con uno spazio protetto ed ingentilito da una vasca di bambù.Nell'edificio si posizionano tre nuclei funzionali: la piscina principale, per incontri di pallanuoto (33x25 metri), una sala con copertura e travi in legno lamellare a vista e con una tribuna che si eleva al lato sud; due piscine minori per attività d'esercizio ed apprendimento, una sala con ampie pareti vetrate verso le piscine esterne e la superficie libera; il blocco degli spogliatoi e dei servizi igienici, che si sviluppa dal piano interrato al primo piano.
All'interno, cromie e rivestimenti si presentano in veste semplificata: nella sala delle piscine minori, pareti vetrate, pareti rivestite in klinker, con coloritura scura a toni mutevoli, si relazionano alla pavimentazione chiara, su cui emergono le superfici d'acqua delle piscine.

Francesco Pagliari