Centro di ricerca ONCOLOGICA Agora
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Centro di ricerca ONCOLOGICA Agora

Monolite intelligente

Behnisch Architekten

Centro di ricerca ONCOLOGICA Agora
Scritto da Michael Webb -

Lo studio Behnisch Architekten si distingue per la capacità di inserire architetture emblematiche in tessuti urbani dalle dimensioni limitate. Ne sono una dimostrazione gli interventi condotti a Stoccarda e Boston, città che ospitano le due sedi dello studio, e il Centro di Ricerca Oncologica Agora, uscito vincitore da una gara ristretta a inviti. In quest’ultimo progetto, inserito in un sito ben visibile e di ampiezza esigua con vista su Losanna, la sfida era rivolta all’integrazione del nuovo edificio all’interno del campus medico dell’università cantonale. Il Centro doveva infatti dialogare con l’imponente blocco ospedaliero e con altri volumi a scala inferiore presenti sul campus. La forma è stata determinata sia dal sito a margine di un pendio ripido e verdeggiante, sia dal desiderio di conservare gli scorci visivi tra le strutture confinanti. Lo studio si è posto come obiettivo di primaria importanza il favorire la comunicazione tra i 400 ricercatori - dislocati nei quattro livelli dei laboratori e degli uffici - negli spazi comuni dell’auditorium e del ristorante/caffetteria, accessibili dall’atrio. Una griglia geometrica con funzione ombreggiante avvolge i piani superiori, proteggendo la struttura e rafforzando l’impianto monolitico della costruzione. La prima esperienza dello studio con questo genere di soluzione fu un parcheggio multipiano a Santa Monica, California, dove uno schermo colorato proteggeva dalla luce solare diretta, orientando al contempo l’illuminazione naturale all’interno dei piani. A Losanna gli architetti hanno raggiunto un sofisticato livello di precisione, avendo calcolato il mutevole orientamento dei raggi solari proiettati verso l’edificio che assume forme curve e inclinate nel rispetto dei confini del sito e dello spazio occupato dall’involucro. L’utilizzo di software CAD e di modellazione 3D ha permesso di realizzare un’elegante struttura rivestita di pannelli in allumino, piegati e perforati per filtrare la luce, montati su un telaio in acciaio posizionato a una distanza di 60 centimetri dalla facciata; nell’intercapedine sono state realizzate passerelle per la manutenzione. Gli angoli, in quanto punti di intersezione, sono stati progettati con particolare attenzione. Il rivestimento di facciata, dalla finitura bianca opaca con riflessi metallici, inquadra le viste sulla città, sul lago e sulle Alpi. Durante l’inverno il sole a bassa quota illumina naturalmente gli interni, mentre d’estate i raggi vengono diretti sui soffitti, evitando ogni esposizione diretta. Osservando l’involucro dal basso verso l’alto, si rilevano associazioni formali tra le sue sporgenze a punta e le cime montuose, tra i suoi piccoli triangoli in alluminio e le vele delle imbarcazioni sul lago Lemano. Il reticolo di facciata sembra aprirsi e chiudersi quando si percorre la superficie della terrazza esterna all’atrio dove le vetrate si presentano rientranti e prive di schermatura. Il Centro di Ricerca Oncologica si presenta come fosse un oggetto scultoreo, un elemento intermedio tra le abitazioni convenzionali della città e il blocco ospedaliero, ora parzialmente nascosto alla vista dal basso. I costi aggiuntivi del sistema ombreggiante sono ammortizzati dalle soluzioni economicamente sostenibili adottate per la facciata, dall’involucro ben coibentato al rivestimento in intonaco e alle aperture con telaio in legno. Dimostrata la propria efficacia, questo sistema ombreggiante è stato impiegato per la nuova sede centrale di Adidas a Herzogenaurach, Germania, e per un ulteriore complesso universitario delle facoltà scientifiche e ingegneristiche di Harvard. L’esposizione rispetto al sole varia ovviamente da luogo a luogo, ma le sue variazioni possono venire calcolate e messe a sistema; i software permettono infatti di modellare e tagliare ogni singolo elemento mettendo in evidenza come le maggiori complessità non riguardino la ricerca su materiali e loro metodi di produzione, bensì la logistica. Come spiega Stefan Behnisch «la griglia concretizza un’idea alternativa ai sistemi ombreggianti operabili che avevo in mente da molto tempo. Nel corso dei tre mesi di gara abbiamo avuto sufficiente tempo e risorse economiche per perfezionare questa soluzione sofisticata; solitamente non abbiamo tempo per farlo e, quando vogliamo essere particolarmente innovativi, presentiamo idee ancora abbozzate che rendono difficile per la giuria valutarne la complessità, o ancor peggio la fattibilità realizzativa». Behnisch prosegue con elogi rivolti alla committenza per aver autorizzato gli studi in gara a presentare di persona le proprie idee - anziché ricorrere a una valutazione in forma anonima -, permettendo in tal modo al suo team di dimostrare il funzionamento del sistema ombreggiante e di presentare i test in mock-up. La sostenibilità è un elemento prioritario in tutti i progetti dello studio e il sistema oscurante ha un peso significativo nell’evitare accumuli di calore in estate e nel diffondere la luce naturale durante tutto l’anno. La copertura con pannelli fotovoltaici assicura gran parte dell’energia per gli impianti meccanici, mentre riscaldamento e raffrescamento a pannelli radianti del pavimento vengono ulteriormente incrementi dalla ventilazione naturale regolata tramite aperture operabili manualmente. Sono pochi i programmi medici a superare, per importanza, la ricerca di nuovi trattamenti e cure per malattie oncologiche; il Centro Agora mette in relazione alcune delle menti più brillanti di altre istituzioni svizzere con l’obiettivo di lavorare assieme a docenti universitari e di organizzare conferenze con specialisti da tutto il mondo. Gli architetti hanno realizzato un luogo di lavoro favorevole alla riflessione, ricco di luce naturale, sviluppato per promuovere l’interazione sociale e il continuo scambio di idee. Ciascun gruppo di laboratori ha la propria zona di relax e svago; tutti i ricercatori gravitano più volte al giorno tra caffetteria e ristorante dove pannelli colorati appesi al soffitto ravvivano gli spazi comuni durante i grigi mesi invernali. Elementi triangolari in compensato, collegati da segmenti luminosi, trasformano le superfici dell’auditorium in un insieme di forme dinamiche, acusticamente performante, che interpreta simbolicamente il senso di aggregazione e di comunità. Queste soluzioni sono state già impiegate nel progetto dell’auditorium del Centro per conferenze WIPO nella vicina Ginevra, realizzato interamente in legno dallo studio di Stoccarda (THE PLAN 078). Qualora i modelli di ricerca evolvessero, sarà semplice riconfigurare l’edificio eliminando le partizioni in vetro e in cartongesso che dividono i vari piani. Agora è frutto di una creatività altamente funzionale, che incentiva il progresso scientifico e apre le porte a nuove importanti scoperte in ambito medico.

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