Centrale di termovalorizzazione Hera
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Centrale di termovalorizzazione Hera

Scritto da Redazione The Plan -
Il progetto dello studio Gae Aulenti Architetti Associati per l’ampliamento della centrale di termovalorizzazione Hera di Forlì si colloca come un manufatto attento alla ricerca di tecnologie che coniughino richieste del committente, soluzioni morfologiche e tecniche innovative esplicitando la destinazione industriale filtrata però e quasi smaterializzata attraverso l’involucro. La planimetria si sviluppa seguendo l’andamento Nord-Sud dell’adiacente complesso preesistente e nello stesso tempo la forma allungata del lotto: i volumi sono compatti e i tetti piani si articolano su vari livelli. I singoli edifici differiscono fra loro, ma trovano un’immagine unitaria negli allineamenti sui nuovi fili stradali, sugli assi degli edifici stessi e nella relazione funzionale tra gli elementi e l’uso di materiali e colori omogenei. L’idea è di non omologarsi alla tipologia del capannone industriale, tramite l’accostamento di volumi regolari, arricchiti da una torre quasi scenica, che copre un camino, con funzione simbolica. I diversi corpi, riconoscibili per forma, dimensioni e materiali, si susseguono secondo una sequenza corrispondente al ciclo di lavorazione dei rifiuti. Le funzioni insediate vanno dall’accettazione e pesa degli automezzi, agli uffici e spogliatoi per il personale, agli edifici più complessi come il termoutilizzatore, cuore dell’impianto, il forno caldaia e il sistema di depurazione fumi, oltre ai fabbricati per cicli termici e i servizi ausiliari, il trattamento delle scorie e la stazione elettrica. L’involucro è stato progettato pensando a un contrasto fra gli elementi in cemento armato e quelli in lamiera: i primi solidi e compatti, gli altri caratterizzati dall’effetto ottico dell’attraversamento della luce per la lamiera forata e la rete o della riflessione dell’intorno sulla superficie della lamiera in acciaio inox. Nell’edificio del termoutilizzatore, la struttura metallica realizzata con doppie IPE collegate da tralicci e rivestite con reti, doghe forate e pannelli riflettenti è funzionale al montaggio degli impianti, da posizionare prima di realizzare l’involucro esterno. L’uso di tamponamenti opachi, semitrasparenti e completamente trasparenti, serve anche a rendere evidenti il ciclo di lavorazione e le macchine, consentendo giochi di luci e volumi notturni, quando gli edifici sono illuminati dall’interno. I progettisti hanno deciso di utilizzare diverse lamiere a seconda delle funzioni: per i tamponamenti, il rivestimento a doga forato Sauternes Lumière con campiture comprese nelle travi metalliche, a creare l’effetto di smaterializzazione delle superfici esplicitato nelle intenzioni di progetto, per il camino la doga con finitura brillante a specchio Sauternes 900. La ricerca dei progettisti e di Arval by ArcelorMittal ha consentito inoltre di studiare una doga forata finita ad hoc in preverniciato colore rame ossidato, con un’evidente riduzione dei costi rispetto al rame unita a un’elevata garanzia di tenuta nel tempo.

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#Strutture in Acciaio  #ArcelorMittal   #2009  #Report  #The Plan 037 

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