Casa di vacanze a Selva di Cadore - EXiT architetti associati
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Casa di vacanze a Selva di Cadore

EXiT architetti associati

Scritto da Francesco Pagliari - 1 ottobre 2011

Il progetto risponde al desiderio di un appassionato di montagna di abitare una casa di vacanze a Selva di Cadore con la propria famiglia: il recupero di un tabià, tipico edificio d’architettura montana adibito a stalla e fienile, con struttura in legno su basamento di pietra. L’elaborazione progettuale è stata fondata su una fase iniziale di accurato rilievo delle parti lignee e degli incastri strutturali, per consentire certezza alle successive operazioni di smontaggio e rimontaggio dell’edificio. Nell’obiettivo di conservare nella maggior misura possibile la consistenza materica dell’edificio, molte travi e tavole sono state recuperate e ripulite; per alcune si è operata un’integrazione con elementi lignei di recupero, in modo da garantire una continuità di colore e materiale. Sono stati eliminati piccoli volumi accessori aggiunti nel tempo, mentre è stata inserita una nuova struttura portante in acciaio a vista verniciato di nero, disposta secondo una geometria adatta alla misura e alla modularità consolidate dei tabià, che collabora con quella originaria in legno. La scelta progettuale è consistita nel dichiarare la presenza degli elementi strutturali in acciaio all’interno, contrassegnando in maniera decisa gli ambienti; all’esterno, per conferire omogeneità di percezione attraverso colore e materia, le travi e gli elementi sporgenti della nuova struttura sono rivestiti con travi in legno di recupero opportunamente scavate. Per gli ambienti interni, la scelta dei materiali combina riferimenti alla tradizione e alla contemporaneità: per le parti strutturali è utilizzato legno di larice, abete per i tamponamenti, pietra dolomia, acciaio verniciato di nero ed intonaco grezzo bianco. L’intreccio dei materiali consente di definire la natura di ciascun ambiente domestico, in modo da costituire un sistema organico: le diverse caratteristiche di apparenza e di densità dei materiali introducono un diffuso valore di abitabilità e di comfort sensoriale. Assunto fondamentale di progetto è l’adesione alla tradizione costruttiva dei tabià: il legno continua a invecchiare in modo naturale, assumendo, con il trascorrere del tempo e secondo le variabili condizioni di esposizione agli elementi atmosferici, una protezione naturale e coloriture differenti, tonalità grigie per il lato nord e rossicce per gli altri fronti. La casa è autosufficiente dal punto di vista energetico. Il sistema fotovoltaico fornisce l’energia sia per il riscaldamento che per l’illuminazione. I pannelli sono totalmente integrati nella copertura, realizzata in scandole di larice. Il sistema di riscaldamento a pavimento è elettrico, permettendo anche di definire l’edificio “ad emissioni zero”, in quanto non sono presenti emissioni dirette di CO2, collegate ad apparati di riscaldamento a combustione.