Casa d’angolo di Raimondo Guidacci | THE PLAN
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Casa d’angolo

Raimondo Guidacci

Casa d’angolo di Raimondo Guidacci | THE PLAN
Scritto da Francesco Pagliari -

A San Severo, città dell’entroterra pugliese a poca distanza da Foggia, capoluogo provinciale, il progetto di Raimondo Guidacci interviene nella sostituzione di un preesistente deposito nel centro storico, con un edificio unifamiliare che dà dimostrazione di riflessioni architettoniche sui temi della sostituzione, dell’edificio d’angolo, della relazione col tessuto storico urbano. Il centro storico di San Severo si caratterizza per costruzioni generalmente a due o tre piani fuori terra, con facciate in mattoni per lo più intonacati, e di frequente intonacati di bianco secondo una sobria e razionale tradizione mediterranea, con tetti piani o coperture a falde poco pronunciate in coppi. Il contatto di tali edifici a terra è sovente sottolineato da lastre in pietra o con intonaco a coloritura differenziata, più scura rispetto al fondo della facciata. La presenza di costruzioni più alte è in genere il prodotto di sostituzione edilizia in tempi recenti.
Il progetto della “casa d’angolo” riconosce la specificità delle condizioni urbane di contesto e procede attraverso una linea interpretativa che aspira ad una particolare riconoscibilità dell’architettura, delineando l’abitazione con misura ed intelligenza compositive. L’edificio unifamiliare si compone di un seminterrato per il garage e cantina, del piano rialzato per i due ambienti cucina/pranzo e soggiorno, separati dalla scala, dei due livelli superiori per le stanze da letto; l’ultimo livello dà accesso ad un vasto terrazzo. L’assunto principale è di proporre un’abitazione introflessa, anche per risolvere problematiche legate alla riservatezza dell’abitare: elemento fondamentale è il patio interno, a ridosso della facciata che dà sulla via Colombo – dalla quale via si accede all’abitazione -. Il patio, con pavimentazione in listelli di legno, si colloca al piano rialzato in continuità con lo spazio della cucina/pranzo ed è protetto da un alto muro cieco che si innalza fino al primo livello di piano: la facciata si definisce così attraverso il muro, al sopra del quale si apre il vuoto incorniciato da una trabeazione; l’unico punto di discontinuità nel prospetto cieco è costituito dalla porta d’ingresso in metallo, una lastra esterna in pietra facilita l’accesso al ristretto spazio del “pianerottolo” che prosegue all’interno con l’elegante scala. Un patio riservato, protetto e luminoso nello stesso tempo, che si relaziona con la zona cucina del piano rialzato e col cielo. Il basamento in pietra nobile corre lungo le due facciate, assorbendo le lievissime differenze di quota nel terreno; nella facciata “laterale” verso via Balbo si evidenziano partiture più complesse: la fascia inferiore in alluminio anodizzato costituisce una variazione modernizzata ed ampliata dell’idea del basamento, verso una definizione di funzionalità per accogliere i contatori delle reti di servizi e il portale di accesso al garage, oltre che ricoprire un ruolo estetico nella composizione del prospetto; nella facciata si evidenzia il nucleo centrale, tutto incorniciato dall’intonaco bianco della parete, in cui si aprono le due finestre del soggiorno al piano rialzato e le finestre delle stanze da letto al primo livello, e i rispettivi balconi, con balaustre chiuse da lamine metalliche. Il disegno della facciata, quindi, si descrive anche con le sue componenti materiche – intonaco e fasce in alluminio (il basamento in orizzontale e la fascia verticale fra le finestre) – che rendono “pittoriche” le variazioni nella riflessione luminosa e contribuiscono a determinare l’individualità dell’edificio.
L’angolo della casa è in un certo senso negazione della fisicità e della geometria nell’incrocio fra le due pareti: l’angolo non si definisce nell’incontro, ma nella contrapposizione che le separa; al di sopra del terrazzo all’ultimo livello, l’angolo diviene virtuale e le pareti si aprono, per sperimentare con un taglio deciso - sezionando la materia delle pareti - l’influsso di una porzione di cielo, in una visuale inusuale.

Luogo: San Severo, Foggia
Anno di realizzazione: 2019
Superficie del lotto: 80 m2
Superficie coperta: 80 m2
Volumetria: 500 m3
Architetto e direttore artistico: Raimondo Guidacci
Appaltatori principali: D’Aries Antonio, Minicucci Luigi

Consulente strutturale: Vitaliano D’Amico

Sanitari: Duravit

Fotografie: © Beppe Giardino, courtesy Raimondo Guidacci

 

Raimondo Guidacci
Raimondo Guidacci (Foggia, 1968) si laurea in Architettura presso lo IUAV, diplomandosi contemporaneamente al Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia. Nel 1998 apre uno studio professionale a Torino, svolgendo la sua attività tra la Puglia e il Piemonte. Collabora con Emanuele Levi Montalcini e Guido Martinero ai Laboratori di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (1995-2005), dove nell’anno 2017-2018 è docente a contratto. Alcuni suoi lavori sono pubblicati su riviste specializzate e selezionati in premi di architettura, mostre e rassegne. Tra le pubblicazioni si ricordano gli Almanacchi di Casabella 2001, 2003, 2005, 2008; il libro a cura di Marco Mulazzani Architetti Italiani, le nuove generazioni (Electa, 2006), le riviste Abitare, Costruire, D’Architettura, THE PLAN, C3, Lotus International.

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#Beppe Giardino  #San Severo  #Italia  #Residenza  #Europa  #Raimondo Guidacci  #Architettura Italiana 

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