Casa Convent, tra storia e contemporaneità
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Casa Convent, tra storia e contemporaneità

Nel centro di Alaquàs, vicino a Valencia, una dimora storica è stata ampliata per ospitare la residenza di una famiglia, con un volume che si mimetizza nel contesto storico

Mano de Santo

Casa Convent, tra storia e contemporaneità
Scritto da Redazione The Plan -
Ha partecipato al progetto Jung

Il centro storico di Alaquàs, in piena Comunitat Valenciana, è caratterizzato da tante stradine su cui si affacciano case basse e di piccole dimensioni. A pochi passi dal Castello, una residenza storica è stata ampliata dagli architetti di Mano de Santo Equipo de Arquitectura, con un intervento delicato e minimalista, che confonde i contorni tra l’architettura preesistente e la nuova addizione.

L’urbanistica, con i suoi vincoli relativi all’altezza degli edifici, e il carattere tipicamente tradizionale delle case vicine, hanno segnato un perimetro ben preciso in cui gli architetti si sono mossi, guidati dalla volontà di creare un continuum con la preesistenza e di integrare dolcemente tra loro le due architetture.

 

Un patio come perno della composizione

Casa Convent, Mano de Santo –Equipo de Arquitectura ©Diego Opazo, courtesy of Mano de Santo –Equipo de Arquitectura

La casa storica sorge proprio all’angolo di uno degli isolati del centro e presenta due fronti affacciati su strada. La facciata principale, quasi totalmente bianca, è caratterizzata da una simmetria dominata dal balcone centrale: fregi, stucchi e modanature, chiaro segno dei secoli passati, cedono il passo a superfici lisce e a un prospetto chiuso e impenetrabile sul lato adiacente, dove il bianco della muratura rimane l’unico elemento di continuità. Su questo fianco è difficile leggere la transizione tra la storia e la contemporaneità: il nuovo intervento si appoggia infatti sulle vecchie murature fondendosi con esse senza soluzione di continuità.

Dietro a questa quinta cieca e chiusa, nell’inconsapevolezza dei passanti, si svolge la vita della casa, cui si accede tramite il patio nascosto. Questo è un elemento di filtro tra interno ed esterno e perno attorno cui è stata sviluppata tutta la composizione. Costituisce un espediente architettonico semplice e al contempo intelligente con cui Mano de Santo ha soddisfatto diverse esigenze: distributive, volumetriche e di illuminazione.

Il patio, infatti, porta luce nelle porzioni più centrali della casa e offre agli abitanti un ambiente all’aperto di cui godere della privacy domestica. All’interno, in corrispondenza di questo spazio, si trovano il corridoio e le scale che collegano i due livelli della casa, come se il patio fosse quindi un’estensione all’aperto del vano scale. Gli ambienti del piano terra e del piano primo sono, così, divisi in due poli distinti, che corrispondono alle due diverse architetture, quella vecchia e quella nuova.

Al piano terra il patio separa il grande garage dal living della casa, al piano superiore divide invece la zona notte in due aree: la zona padronale, costituita da una grande camera con bagno, e le due stanze per i figli sul lato opposto.

>>> Scopri anche Attico Padre Jofre, una residenza di Mano de Santo a Valencia.

 

Interni ed esterni giocano con le stesse tonalità

Casa Convent, Mano de Santo –Equipo de Arquitectura ©Diego Opazo, courtesy of Mano de Santo –Equipo de Arquitectura

Gli interni, come gli esterni, sono caratterizzati dalla semplicità e dalla pulizia delle grandi superfici bianche, su cui spiccano elementi in legno, attentamente calibrati.

Le finestre sono state studiate per richiamare la geometria delle case vicine: gli infissi in legno chiaro riprendono quelli del prospetto storico, riproponendoli in chiave contemporanea.

All’interno, gli stessi colori – il bianco delle murature e il legno delle porte, dei mobili della cucina e degli arredi su misura - ripropongono la palette di toni della facciata, trasmettendo una sensazione di ordine e simmetria.

 

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Location: Alaquàs, Valencia, Spain
Architect: Mano de Santo Equipo de Arquitectura (Francesc de Paula Garcìa Martìnez, Ana Gil Collado, Francisco Miravete Martìn)
Year: 2021
Built-up Area: 400 m2

Electrical system: Jung

Photography by Diego Opazo, courtesy of Mano de Santo Equipo de Arquitectura

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