Casa a Nichelino, architetto Raimondo Guidacci
  1. Home
  2. Architettura
  3. Casa a Nichelino

Casa a Nichelino

Raimondo Guidacci

Scritto da Francesco Pagliari -

A Nichelino, comune a sud di Torino nella prima fascia della conurbazione metropolitana in cui si riconoscono tracce agricole accanto agli insediamenti industriali e alle emergenze architettoniche del passato di città-capitale, si situa l’intervento di ristrutturazione ed ampliamento della costruzione, risalente all’inizio del XX secolo. L’edificio si inserisce nella sequenza a cortina che comprende alcuni edifici, originariamente a due piani fuori terra e collegati dalla linea di gronda omogenea. Diversi interventi negli anni recenti hanno alterato, con sovralzi mansardati, il profilo unitario che doveva dimostrare la sequenza di piccole case d’abitazione, provviste di un certo tono nella struttura e nel decoro, come può dimostrare la presenza residua di modanature al cornicione che risvolta sulla facciata libera dell’edificio d’angolo, che conclude la breve cortina. La serie di edifici rimane stretta fra la strada, relativamente trafficata, sull’affaccio principale e la linea ferroviaria sul retro, ciò che determina un effetto importante, la presenza della fascia di rispetto ferroviaria che limita le modificazioni sul retro per gli ampliamenti eventuali.
Il progetto distingue le opere di rinnovo sul prospetto anteriore verso strada e l’ampliamento ex novo sul retro. Alla base delle elaborazioni progettuali, una serie di ragionamenti sulla caratterizzazione degli interventi contemporanei in un tessuto edilizio relativamente fragile, in cui si intrecciano presenze decorose d’architettura minore ed interventi d’un recente passato, che marcano in modo deciso, quasi aggressivo, il tessuto urbano. La contemporaneità si esprime nel progetto di Raimondo Guidacci seguendo principi di differenziazione, nell’esplicitare gli elementi distintivi, e nell’assumere modalità misurate e coerenti. Un elemento fondamentale affiora nella differenza che si coglie fra rimodulazione del prospetto anteriore ed ampliamento sul retro dell’edificio: medesima attenzione nello svolgimento progettuale, fra dettaglio, controllo dei materiali e sviluppo della raffinatezza, che si dilata su tutto l’intervento. La facciata su strada ottiene risultati d’eleganza formale agisce in termini quasi bidimensionali, attraverso l’idea di suddividere il prospetto in due parti, pur mantenendo una identificazione unitaria riconoscibile. L’ampliamento si sviluppa in termini volumetrici, in cui il linguaggio contemporaneo trova accenti leggibili, distintivi, nella semplificazione degli elementi, che agiscono sul volume, sui materiali, sulla continuità lineare che si mantiene come principio d’ordine.
La facciata verso strada si suddivide in due porzioni, distinte per materiali, ma unificate da un punto di vista oggettivo dalla costituzione di una dimensione di “chiusura del prospetto”, a significare che l’abitazione è quella che si dirige verso il retro, è il volume dell’ampliamento, quella parte che contiene gli ambienti dove si vive, fra i due livelli che ospitano la zona soggiorno e cucina a piano terreno e la zona notte al livello superiore. L’ampliamento, cioè, è la nuova casa, la nuova abitazione, con gli spazi abitabili espressi in maniera funzionale, elegante, contemporanea. L’abbondanza di superfici vetrate a tutt’altezza determina una luminosità inusuale. La linearità nella geometria delle “cornici” (solette e cornicione) articola una composizione che si definisce anche nei volumi sfalsati sulla pianta trapezoidale (desunta dalla fascia di rispetto ferroviario); gli elementi oscuranti a pannelli scorrevoli in alluminio donano riflessi luminosi alla facciata e ne rendono mutevole il disegno nella disposizione di aperture e chiusura, gli accorgimenti progettuali di dettaglio propongono uno spazio raffinato ed elegante, da vivere in maniera piena, verso lo spazio aperto-giardino retrostante alla casa. Luminosità, correlazione fra interno ed esterno nelle visuali e nella connessione fisica con lo spazio aperto, rigore nei dettagli e nei nuclei compositivi (il pilastro rovesciato sottostante al balcone ne è un esempio): elementi di un ragionamento che media fra espressività e resa funzionale con una definizione che disegna aspetti poetici dell’abitare.
Il prospetto verso strada trova una propria connotazione nella bidimensionalità della composizione, la superficie che si definisce nelle due differenti porzioni sotto la dimensione unitaria, lineare ed aggettante, fornita dal cornicione rivestito in lamiere d’alluminio - in cui si nasconde il canale di gronda e da cui scende il pluviale che indica la separazione di mezzeria fra le due parti della facciata -. La facciata è “chiusa”, come a difendere l’abitazione nascosta all’interno, dietro lo sviluppo di materie che racchiudono e celano. Materiali differenti nella facciata: listelli di marmo bianco percorrono orizzontalmente l’intera superficie della porzione di sinistra (per chi osserva dalla strada), su uno zoccolo in corten che stabilisce una relazione omogenea  con la quota lievemente variabile del marciapiede; i listelli fungono inoltre da frangisole per l’unica finestra; a destra, lastre sfalsate in corten dominano la superfici: la porta pedonale, il portone per il garage, gli scuri per le finestre si unificano e scompaiono nel rivestimento, che contrasta con forza con i listelli in marmo per densità della materia e nella qualità del riverbero tonale. Il dettaglio, anche in questo caso, suggerisce una forma di progetto globale ed esteso nel controllo di una misura rigorosa, che interviene anche nella formalizzazione del numero civico inciso sulla lastra metallica e nel maniglione per la porta pedonale d’accesso che si definisce nello spessore del rivestimento.
Una dimensione “pittorica e materica” si dilata sulla superficie bidimensionale della facciata su strada; una profondità spaziale e volumetrica ingloba lo spazio abitabile nell’ampliamento sul retro dell’edificio: un medesimo rigore compositivo, per proporre differenti componenti della qualità abitativa.

Francesco Pagliari  

Luogo: Nichelino, Torino
Committente: Masa
Anno di realizzazione: 2018
Superficie lorda: 90 m2
Architetto: Raimondo Guidacci
Direzione artistica: Raimondo Guidacci
Direzione lavori: Diego Paltanin

Consulenti
Opere Strutturali:
Diego Paltanin

Fornitori
Rivestimenti in marmo:
Catella Fratelli

Fotografie: © Beppe Giardino

Iscriviti alla newsletter:
Ho letto la privacy policy e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali.
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell'architettura e del design
Non perdere interessanti opportunità di formazione
Scopri in anteprima i contenuti del Magazine e della Webzine di THE PLAN
Tag
#Beppe Giardino  #Torino  #Italia  #Acciaio corten  #Residenza  #Europa  #Raimondo Guidacci  #Architettura Italiana 

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054