Ca’ Inua, l’essenza del luogo tra tradizione e innovazione
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Ca’ Inua, quando l’architettura esprime l’essenza del luogo tra tradizione e innovazione

Ciclostile Architettura

Ca’ Inua, l’essenza del luogo tra tradizione e innovazione
Scritto da Redazione The Plan -

A Marzabotto, in provincia di Bologna, il team di progettisti di Ciclostile trasforma un antico casale tra gli appennini in un’abitazione capace di innovare la tradizione costruttiva locale senza perdere il legame con il paesaggio in cui è inserita.

Un nome composto per richiamare l’essenza dell’edificio. Ca’ infatti si riferisce ai toponimi tipici delle abitazioni di montagna che caratterizzano le alture bolognesi. Mentre Inua, che foneticamente riprende il logo dell’azienda agricola, è una parola in lingua inuit, la lingua dell’omonimo popolo eschimese, che significa “l’essenza di tutte le cose”, un concetto universale che accomuna senza distinzioni.

Questa contaminazione linguistica permette di definire in un solo nome l’essenza del progetto: un edificio solitario, legato alla tradizione locale, in equilibrio e armonia con il paesaggio che lo circonda. Attraverso un approccio attento e rispettoso, i progettisti di Ciclostile hanno interpretato il Genius Loci realizzando un oggetto senza tempo la cui presenza diventa parte integrante del paesaggio naturale. La costruzione infatti è realizzata con materiali naturali come la pietra e il legno, affondando le sue radici nella montagna con cui diventa un tutt’uno.

Ca’ Inua è ricavata dalla demolizione e ricostruzione della vecchia casa del contadino per diventare l’abitazione e spazio di ricerca del collettivo artistico Panem et Circenses. Si sviluppa su due livelli, ma il piano terra è parzialmente interrato per sottolineare il legame con l’ambiente.

Le pietre ricavate dalla demolizione sono state recuperate e riutilizzate per il nuovo muro in pietra a vista al piano terra, elemento di congiunzione tra la nuova casa ed il fienile ristrutturato. La nuova porzione, con struttura in pannelli X-LAM, si affaccia sul fronte principale solo al primo piano, inserendosi in un paesaggio fortemente connotato. Il rivestimento è in legno bruciato, un'antica tecnica utilizzata negli appennini, ma anche in tutto il mondo, un linguaggio comune inclusivo ed accogliente.

La distribuzione interna trae spunto dalla lettura del luogo. I locali di servizio si trovano tutti sul fronte nord ed hanno piccole bucature mentre a sud la zona giorno/cucina al piano terra e le camere al piano superiore godono di ampie aperture. Le aperture del piano terra sono schermate semplicemente dallo sbalzo del piano primo mentre quelle delle camere sono dotate di sistema oscurante. Queste aperture oltre a massimizzare l'apporto energetico nelle stagioni fredde e impedire l'irraggiamento diretto in quelle calde offrono un’ampia vista sulla vallata.

Tutta la casa è coibentata con un cappotto in fibra di legno di grande spessore che permette di utilizzare come riscaldamento/raffrescamento solo un impianto ad aria alimentato perlopiù dai pannelli fotovoltaici localizzati sul tetto del fienile per mitigarne l'impatto.

Le acque piovane sono raccolte in vasche e riutilizzate per l'innaffiamento dei campi mentre l'impianto di depurazione è costituito da una fitodepurazione che funziona grazie a due stagni limitrofi all'abitazione. Il fienile è stato ristrutturato con interventi principalmente di natura strutturale ed attrezzato con tutte le basilari dotazioni impiantistiche. Ad oggi è utilizzato come deposito per le attività agricole.

Architect: Ciclostile Architettura 
Location: Marzabotto, Bologna, Italy
Year: 2019
Photography by © Fabio Mantovani
courtesy of Ciclostile Architettura 

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Tag
#Fabio Mantovani  #Bologna  #Italia  #Legno  #Pietra  #X-Lam  #Abitazione privata  #Ciclostile Architettura  #Architettura Italiana 

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