Building D Ridefinire gli spazi di lavoro
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Building D, ridefinire gli spazi di lavoro

Il progetto fa parte dell’intervento di rigenerazione urbana Symbiosis, volto a creare un business district che strizza l’occhio all’arte e alla cultura

Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV)

Building D Ridefinire gli spazi di lavoro
Scritto da Redazione The Plan -

A sud di Milano, nella zona di Porta Romana, Symbiosis costituisce un intervento di rigenerazione urbana della società europea di investimento e sviluppo Covivio, volto a creare un nuovo business district in un’area già storicamente strategica per lo sviluppo economico della città, un distretto a vocazione economica destinato a diventare un nuovo polo per Milano. Come suggerisce il nome, Symbiosis è progettato per essere integrato, come in simbiosi, nel tessuto urbano, con un’offerta di servizi che esula dalla vocazione prettamente economica del business district, aprendosi a realtà dedicate alla cultura quali musei, fondazioni, showroom e centri di ricerca. Il masterplan progettato dallo studio ACPV – Antonio Citterio Patricia Viel è fortemente improntato alla sostenibilità e l’ultimo edificio completato, Building D, su progetto degli stessi architetti, ne è uno dei fiori all’occhiello.

 

Due edifici per una sola architettura

Building D, ACPV ©Leo Torri, courtesy of ACPV

Building D si sviluppa su due volumi connessi tra loro, di altezze diverse e che parlano differenti linguaggi architettonici. Un corpo di fabbrica più basso, di quattro piani, più chiuso e compatto, si affaccia a sbalzo su via Orobia. L’ultimo piano dell’edificio più piccolo ospita un giardino pensile, a servizio anche dell’altro volume. Questo si eleva per nove piani e si compone di un grande parallelepipedo vetrato su entrambi i prospetti longitudinali, i quali ricordano quelli dell’adiacente Fastweb Headquarter, che si innesta su un podio che presenta lo stesso motivo di facciata a frangisole verticali dell’edificio più basso e su pilastri a forma di V.

Il piano terra si caratterizza per l’apertura e la permeabilità: i porticati, le aree verdi e gli specchi d’acqua, in cui si riflette la mole vetrata dell’architettura, si fondono con la vicina Piazza Olivetti, mettendo in relazione l’edificio con il quartiere, animandolo con la vita del distretto.

 

Sostenibilità e comfort per gli utenti

Building D, ACPV ©Leo Torri, courtesy of ACPV

Una progettazione efficiente e sostenibile, l’attenzione al comfort degli ambienti e al benessere degli utenti sono i punti cardine che hanno guidato gli architetti di ACPV nella definizione dell’edificio, che ha infatti ottenuto le certificazioni LEED Platinum e WELL Bronze, a conferma dell’attenzione posta verso la sostenibilità.

Gli interni sono organizzati per promuovere la comunicazione e la collaborazione tra gli utenti: sono aperti, interconnessi e offrono un’ampia gamma di servizi per rispondere alle moderne esigenze di lavoro. Le aree comuni, presenti capillarmente a ogni piano, nonché il giardino pensile, incentivano infatti l’interazione, anche informale, tra le persone e una serie di servizi digitali permette la collaborazione e il lavoro anche con gli utenti da remoto.

In occasione dell’inaugurazione dell’edificio è stata presentata l’opera d’arte site-specific Altra Natura dell’artista Pamela Diamante: un’opera che sembra emergere dal terreno come un organismo vivente, quasi a simboleggiare un ponte e un collegamento tra cultura e natura.

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Credits

Location: Milan, Italy
Architects: ACPV - Antonio Citterio Patricia Viel
Client: Private
Area: 20,000 m2
Completion: 2022
Photography by Leo Torri, courtesy of ACPV ARCHITECTS

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