Bosco Verticale - complesso residenziale - Gianandrea Barreca | Giovanni La Varra | Stefano Boeri | Boeri Studio
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Bosco Verticale - complesso residenziale

Gianandrea Barreca | Giovanni La Varra | Stefano Boeri | Boeri Studio

Scritto da Caterina Testa - 30 settembre 2015

Più che un grattacielo, il Bosco Verticale, progettato da Boeri Studio e inaugurato lo scorso novembre a Milano nell’area di Porta Nuova Isola, è concepito come un prototipo sperimentale, un dispositivo urbano per rendere possibile l’accostamento e la prossimità simbiotica di architettura e natura.

Bosco Verticale nasce con l’obiettivo di diventare un nuovo modello urbano, da una parte in grado di opporsi, provocatoriamente, allo sprawl a bassa densità insediativa, dall’altra capace di introdurre alle differenti scale piccole porzioni di aree coltivate e di bosco per favorire la demineralizzazione delle città e la loro varietà biologica; in numeri: due torri di 80 e 112 metri con 480 alberi di grande e media altezza, 300 di piccole dimensioni, 11.000 specie perenni e tappezzanti, 5.000 arbusti, ovvero l’equivalente di 20.000 mq di bosco e sottobosco concentrati in 4.000 mq di superficie urbana.

Reso possibile grazie a una committenza che ha creduto (e rischiato) in un modello abitativo inedito, la realizzazione del Bosco Verticale a Milano è stata possibile grazie a Hines Italia SGR insieme a COIMA e alla ricerca di biologi, etologi, oltre che di ingegneri e impiantisti. 

La vocazione prototipale del Bosco Verticale non ha impedito di concepire i due edifici di Milano in stretta sinergia con la realtà specifica della città meneghina. Il progetto di Bosco Verticale funge da spazio di mediazione tra le altezze dei nuovi grattacieli del distretto di Porta Nuova e il reticolo di strade del quartiere Isola: la ricucitura tra le due parti di città è avvenuta da un punto di vista fisico-spaziale, sociale e relazionale. 

La scelta di elevarsi in altezza, di interrare le strade a grande scorrimento e di accedere attraverso percorsi ciclo-pedonali, ha permesso una totale permeabilità tra Piazza Gae Aulenti con i suoi grattacieli e il tessuto compatto di Isola. Il progetto degli accessi e dell’allestimento delle residenze, curato da COIMA Image e Dolce Vita Homes, ribadisce l’apertura verso la città. L’altezza delle hall e i materiali verde-bruniti, come la pietra limestone fossil dei pavimenti e l’acciaio Cor-ten del bancone, sottolineano la continuità con la natura del parco circostante e del bosco verticale.

A livello sociale, il rapporto con i cittadini e la gestione delle conflittualità sono stati fondamentali per la riuscita di una trasformazione ampia e profonda: la Casa della Memoria e La Stecca, sedi delle associazioni e delle attività artigianali del quartiere, sono nate da un processo di discussione e condivisione. 

Oltre al riconoscimento dell’International Highrise Award, il successo del Bosco Verticale sta nell’essere modello applicabile e adattabile, a Milano come in Cina, a un nuovo edificio come a uno esistente, uguale ma continuamente mutevole come la natura che accoglie.

Caterina Testa 

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