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barth headquarters, dove si fondono arte, architettura e design

La sala bar, luogo dedicato alla socialità, è il cuore del nuovo ampliamento della sede aziendale a Bressanone, che ospita anche uno spazio espositivo

Julian Tratter, Markus Hinteregger

barth headquarters bressanone
Scritto da Redazione The Plan -
Ha partecipato al progetto Barth Innenausbau

Location: Brixen, Italy
Architects: Julian Tratter, Markus Hinteregger
Client: barth
Photography by Gustav Willeit / Jürgen Eheim, courtesy of barth

 

Arte, architettura e design si fondono nel progetto di Julian Tratter e Markus Hinteregger per il nuovo ampliamento della sede aziendale di barth Interiors a Bressanone. L'intervento nasce dalla necessità di barth, storica realtà a conduzione familiare specializzata nella realizzazione di interni su misura, di rinnovare e ampliare la propria struttura. Il nuovo Stabilimento 3 introduce infatti ulteriori spazi in grado di ospitare gli oltre 90 dipendenti dell'azienda, riflettendo il valore aggiunto che barth è in grado di assicurare a committenti e progettisti.

Il concept progettuale, basato su un'idea di essenzialità, mira a preservare il più possibile l'edificio esistente. Gli elementi strutturali sono stati portati in evidenza attraverso demolizioni frutto di un'accurata selezione, per poi venire integrati da interventi non invasivi. L'approccio olistico dell'azienda, che nelle sue realizzazioni combina tradizione artigiana e tecnologie high tech, si rispecchia appieno nel progetto.

barth Interiors HQ - Julian Tratter, Markus Hinteregger © Jürgen Eheim, courtesy of barth

 

Un luogo di formazione dell'identità

Grazie a Stabilimento 3, gli imprenditori Ivo e Max Barth, rispettivamente la quarta e la quinta generazione alla guida dell'azienda, hanno potuto concretizzare la loro visione di un luogo di formazione dell'identità per i dipendenti di barth. In particolare, la riconversione dell'ex capannone industriale ha permesso di ricavare aree comuni dedicate alla socialità, oltre agli spogliatoi a servizio del personale, e a una galleria d'arte contemporanea privata.

Quest'ultima, che può essere anche aperta al pubblico, trasforma in realtà un sogno a lungo coltivato da Ivo Barth, appassionato collezionista d'arte. Fino al 27 luglio, la galleria ospita un'esposizione dedicata a Sven Sachsalber, artista e performer venostano, scomparso nel 2020 a soli 33 anni. Curata da Lisa Mazza e Walter Angonese, la mostra si intitola Ich brauche noch Zeit (ovvero "Ho ancora bisogno di tempo") e offre una panoramica del lavoro di Sachsalber, di cui Ivo Barth era amico e collezionista.

barth Interiors HQ - Julian Tratter, Markus Hinteregger © Jürgen Eheim, courtesy of barth

 

barth – bar[th] – [b]art[h]

Il cuore dello Stabilimento 3 è l'area bar, destinata sia ad accogliere i dipendenti dopo il lavoro, sia a ospitare le inaugurazioni delle mostre. Da qui nasce il gioco di parole intorno al nome stesso dell'azienda: "barth", infatti, contiene al suo interno sia la parola "bar" sia la parola "art". Così, in un perfetto rispecchiarsi dell'architettura nel linguaggio, il complesso di barth ospita al suo interno il luogo di incontro bar[th] e lo spazio d'arte [b]art[h].

Gli interni della struttura sono caratterizzati dalla stessa purezza di forme e di colori che contraddistingue il fronte esterno: grandi superfici in scala di grigi, come la pavimentazione continue e la struttura a soffitto, dialogano con altre porzioni rivestite in legno, quali il parquet a listoni oppure la boiserie presente in alcuni ambienti. La finitura lignea, inoltre, viene ripresa nel dettaglio del corrimano che accompagna le scale interne.

barth Interiors HQ - Julian Tratter, Markus Hinteregger © Gustav Willeit, courtesy of barth
 

Diverse sono le opere d'arte integrate nel complesso architettonico. L'ingresso all'edificio è segnato dall'opera monolitica dal titolo Out of Earth, in a Silver Cocoon di Mischa Sanders e Philipp Putzer, mentre una scultura in ferro di Antony Gormley, che rappresenta una figura umana in piedi, si erge sul bordo esterno del tetto.

Anche i due silos gemelli che svettano al di sopra dell'edificio offrono l'occasione per allestire due opere artistiche: Lasso di Eva Schlegel è un'installazione composta da cinque anelli che girano intorno alla struttura cilindrica situata in prossimità del fronte principale; la "torre gemella" è invece avvolta dall'opera bicromatica di Esther Stocker del 2006.

 

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