B5, edificio dei media comunicativi - Comparto riqualificazione Rizzoli - Barreca & La Varra
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B5, edificio dei media comunicativi - Comparto riqualificazione Rizzoli

Barreca & La Varra

Scritto da Francesco Pagliari - 7 febbraio 2012
Nella zona nord-est di Milano, fra assi di scorrimento veicolare, collegamenti metropolitani e il Parco Lambro, gli edifici del gruppo RCS costituiscono un polo della comunicazione e dei media, un luogo della modernità milanese nella seconda metà del XX secolo, in cui si poteva esprimere l’abilità imprenditoriale e l’avvedutezza prospettica; allora come oggi le scelte localizzative possono rappresentare nei fatti un indirizzo culturale importante, attribuendo valore ad azioni contrapponibili di rinnovamento, sostituzione, trasferimento. L’area nota come comparto Rizzoli, che costeggia la via dedicata al fondatore dell’impresa, Angelo Rizzoli sr., forma un caso d’interesse, poiché vi si opera una sostituzione architettonica che si potrebbe definire in loco, in quanto è l’azienda medesima a promuovere il rinnovo degli edifici, che ospitavano redazioni delle riviste e impianti tipografici, subentrando in questo modo a se stessa: nel 2001, il progetto (Boeri Studio: Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) vincitore nel concorso ad inviti indicava un assetto sezionabile per tasselli successivi, nel duplice obiettivo di configurare un’identità architettonica relazionale degli edifici e un’identità urbana riconoscibile, una porzione di città che guarda al proprio interno e nello stesso tempo si apre al rispecchiamento con la città che matura evoluzioni significative. Una corte urbana aperta, determinata da un edificio ad immagine “vetrosa” composto da un corpo basso che verso il Lambro si erge in una torre d’angolo a 18 piani: questo è il primo tassello dell’area, cui segue ora l’edificio B5, concluso nel 2011, secondo il progetto di Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, nel frattempo costituitisi in studio autonomo. L’edificio persegue la continuità con gli obiettivi del piano d’inquadramento, ponendosi in relazione con la costruzione realizzata adiacente (il cosiddetto blocco C, che forma la corte aperta e comprende la torre): la volumetria rileva i medesimi caratteri di semplificazione e regolarità della massa a parallelepipedo di cinque piani, un principio compositivo utile anche per le valutazioni di contenimento del dispendio energetico dell’edificio, che insieme all’ottimizzazione del progetto impiantistico a pompe di calore consentono di inserire l’edificio in classe A. Le facciate si sviluppano omogenee, associandosi nella correlazione dei materiali all’edificio C: la consistenza “vetrosa” ne caratterizza lo sviluppo, nell’idea di formare un punto di riferimento secondo un fronte duplice, per incrementare il valore configurativo verso l’interno dell’insediamento in cui si producono diverse forme dei media e fornire un indice d’orientamento verso le zone urbane circostanti. Lo studio del sistema facciata diviene oggetto prioritario, nella molteplicità dei fini: il progetto definisce un rivestimento di base unitario per l’edificio, lastre in vetro serigrafato, che si differenzia nella composizione articolata degli elementi. La ricchezza nell’immagine dei prospetti si determina in una combinazione per fasce orizzontali di moduli verticali: le lastre vetrate configurano una composizione “grafica” delle facciate, incrociando gli elementi, fra trasparenza ed opacità, in coloritura alternata di bianco e grigio, mentre al piano terreno la coloritura dominante delle lastre è in nero. Le fasce marcapiano a pannelli in vetro temprato serigrafato scandiscono la partizione orizzontale delle facciate, una base monocroma in nero ad incorniciare le lastre verticali, che si dispongono in una tessitura sfalsata ai vari livelli. Il piano bidimensionale, graficamente articolato, del prospetto si arricchisce di una componente che determina profondità: dal filo di facciata emergono elementi seriali, lastre verticali in vetro serigrafato nero, con funzione anche di brise-soleil. Si genera così un carattere di mutevolezza, attraverso la coniugazione degli elementi della facciata, omogenei per materia e differenti per valori cromatici e di trasparenza, che segue le differenti condizioni di luce naturale, l’incidenza nel corso del giorno e delle stagioni, e propone una considerazione dinamica della visione: il punto di vista crea la connotazione percettiva della facciata e il movimento dell’osservatore coglie la variabilità programmatica lungo il perimetro dell’edificio. L’edificio B5 accentua implicazioni urbane, mediando fra quote diverse del suolo ed evidenziando il collegamento passante a piano terra, rivestito in lamiera stirata preverniciata in grigio, fra l’interno del comparto, il “villaggio della comunicazione mediale”, e l’apertura verso i parcheggi e la vegetazione. La struttura portante è a travi e pilastri con solette in laterocemento e tamponamenti in laterizio; la pianta tipo si orienta alla flessibilità: le zone di lavoro si volgono verso il perimetro, i corpi scale ed ascensori, le zone servizi e le sale di riunione si dispongono longitudinalmente al centro del piano.

Francesco Pagliari

Luogo: Milano
Committente: Iniziativa Immobiliare Due (Prelios, Morgan Stanley, RCS Mediagroup)
Anno di Realizzazione: 2011
Superficie Costruita: 12.500 m2
Architetti: Barreca & La Varra - Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra
Coordinamento Progetto: Andrea Perego
Coordinamento della Direzione Artistica: Dino Polverino
Design Team: Alessandro Grassi, Fabrizio Lampis, Simona Oberti, Marina Ranieri
Development Management: Prelios

Consulenti
Progetto Architettonico Esecutivo e Progetto Strutturale: S.C.E.
Impianti Meccanici e Elettrici: Teknema Consulting
Impianto Antincendio: Studiogamma

Fornitori
Ceramiche dei Locali Servizi: Soc. Privedil
Pavimentazione in Pietra di Ingressi e Scale: VGC
Porte Metalliche e Porte REI: Soc. Schievano
Impermeabilizzazioni: Soc. Ing. Alajmo

Fotografie: © Paolo Rosselli

Barreca & La Varra 
Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, già soci fondatori nel 1999 di Boeri Studio con Stefano Boeri, nel 2008 fondano a Milano Barreca & La Varra.
Nell’arco di questi anni hanno sviluppato progetti importanti quali il Centro Europeo per la Ricerca Biomedica Avanzata a Milano per conto della Fondazione CERBA e gli uffici per RSA - Royal Sun Alliance a Genova. Contemporaneamente continuano a seguire lo sviluppo della fase esecutiva e costruttiva di progetti sviluppati negli anni precedenti come Boeri Studio, quali il Bosco Verticale per Hines a Milano, La Villa - Centre Régionale de la Méditerranée a Marsiglia per la regione francese PACA e il rinnovo dell’Ospedale Maggiore Policlinico a Milano.

Gianandrea Barreca 
È fra i fondatori di Gruppo A12, con il quale promuove e realizza seminari, ricerche, mostre, installazioni sulla condizione urbana contemporanea e in particolare sulle relazioni tra contesto urbano e arte pubblica. Dal 2004 collabora con la Domus Academy di Milano e dal 2006 è direttore del Master in Urban Vision and Architectural Design. Dal 2009 insegna Composizione Architettonica presso la Facoltà di Ingegneria Edile e Architettura di Genova.

Giovanni La Varra 
Insegna Composizione e Progettazione Urbana alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e Urbanistica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano. Autore di numerose ricerche sull’abitare contemporaneo e sulle forme temporanee e autorganizzate di uso dello spazio pubblico, con l’agenzia di ricerca Multiplicity ha promosso e realizzato studi e installazioni sulla condizione urbana contemporanea. Tra esse si ricordano USE-Uncertain States of Europe, una ricognizione sul futuro del territorio europeo esposta a Bordeaux nel 2000, a Bruxelles nel 2001, a Tokyo e a Milano nel 2002, e Solid Sea, ricerca e installazione sul Mediterraneo presentata alla rassegna d’arte contemporanea Documenta XI (Kassel 2002) ed esposta a Vienna, Berlino e Rotterdam. Dal settembre 2009 all’aprile 2011 è stato consulente dell’Ufficio di Piano Expo 2015.


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