Due case in Spagna - Casa dell'atrio
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Atrium House

Fran Silvestre Navarro

Due case in Spagna - Casa dell'atrio
Scritto da Francesco Pagliari -
Due case dell’architetto valenzano Francisco Silvestre Navarro: in contesti geografici differenti, ad Ayora nella zona montana all’interno della regione di Valencia e a Godella, a poca distanza dalla costa mediterranea, le residenze unifamiliari di considerevoli dimensioni introducono in paralleli orientamenti di progetto, che esplicitano chiarezza propositiva nel linguaggio architettonico, chiarezza nel definire spazi e relazioni dell’abitare. Le due residenze sollecitano una riflessione critica sulla ricerca espressiva, proponendo geometrie nette, elaborando uno sviluppo di volumi lineari e apparentemente semplici, in cui l’efficacia si abbina al rigore compositivo. La residenza ad Ayora, addossata alla scarpata sottostante al castello, si inquadra fra le vecchie case del paese e la natura rocciosa dell’ambiente. La sagoma esterna della casa emerge lungo la via, negando tendenze mimetiche per materia e forma nei confronti della storicità del luogo. L’edificio si inserisce a cuneo sul declivio naturale, la luminosità materiale della calce riveste le pareti perimetrali, i tre piani si sovrappongono a salire verso il livello superiore, in cui lo spazio abitativo si dilata aggregando la camera da letto principale, gli ambienti di studio, soggiorno, cucina e sfocia con una imponente parete vetrata sulla grande terrazza, delimitata da nude pareti e dal profilo degli spuntoni di roccia: elementi di progetto che misurano rigore ed espressività. La residenza appare mediare fra introflessione e relazioni con l’esterno, fra densità delle pareti e scorci sulle qualità visive di natura e paesaggio: il volume compatto e spigoloso combina ortogonalità ed elementi obliqui, si apre alle facciate laterali con vetrate, parzialmente assimilate all’integrità di parete per mezzo di sistemi scorrevoli per l’oscuramento; sul fronte verso strada al secondo livello, una loggia coperta all’interno della sagoma perimetrale dà luce e respiro agli interni. Il corpo scale a rampa unica fra i piani diviene nodale, un’accentuata e piena geometria scultorea che segna gli interni ed accompagna la luce zenitale dallo stretto lucernario fino al primo livello che accoglie due stanze da letto e l’ingresso all’abitazione sfruttando il dislivello del terreno. Al piano terra, si collocano ambienti di servizio, garage e cantina. Nel tessuto urbano parcellizzato e frantumato di Godella, la Casa del Atrio si delinea in un lotto quadrangolare suddividendo gli spazi abitativi secondo una planimetria ad L. Due i piani: al livello inferiore, si trovano garage, attrezzature tecniche e lavanderia; gli spazi per attività ginniche, biblioteca e studio si affacciano su un patio coperto con pareti vetrate orientate verso sud. Al livello superiore, i due corpi della L incorniciano con lineari pareti vetrate a tutt’altezza un ampio patio e una lunga piscina: la zona pranzo con l’ingresso, il soggiorno e una terrazza coperta affacciano verso nord; la zona notte, con due nuclei autonomi e la grande stanza principale, si orienta verso la luce di levante. L’orizzontalità è il segno distintivo, le linee si ripetono accomunando residenza e patio attraverso il leggero diaframma di pareti vetrate, nel riflesso luminoso che offre lo specchio d’acqua.

Francesco Pagliari
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