Architettura organica per la pedagogia dell’infanzia - Centro Infanzia ZIP - Luisa Fontana
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Architettura organica per la pedagogia dell’infanzia - Centro Infanzia ZIP

Luisa Fontana

Scritto da Francesco Pagliari - 1 novembre 2011
La struttura dell’asilo nido e scuola materna a diretta prossimità della zona industriale di Padova svolge il rilevante compito di accudire a bambini d’età compresa da tre mesi a sei anni, fornendo un servizio pedagogico importante e prospettando soluzioni per un gravoso problema comune a tutti i lavoratori con prole. L’architettura si propone di innervare di concezioni spaziali innovative le considerazioni di base per un corretto e fruttuoso sviluppo dell’infanzia, in linea con gli intendimenti pedagogici. Il progetto di Luisa Fontana opera in questo senso, richiamando una visione progressiva della responsabilità dei progettisti per individuare spazi vivibili, luminosi, gradevoli, confortevoli, ecologici, in cui accogliere i bambini durante la giornata lavorativa dei genitori. Un’architettura che sembra crescere ed accompagnare il progredire delle percezioni nella prima infanzia, un’architettura da vivere come una continuità spaziale in cui avvengono esperienze e sollecitazioni sensoriali rilevanti. L’edificio si percepisce come una sorpresa costante, che si articola per fasi successive, all’esterno e negli interni. La figure geometriche che compongono la pianta intrecciano andamenti curvilinei e formano spazi correlati: ambienti circoscritti, aule sui generis per una suddivisione dei bambini nelle diverse età e nei diversi gradi di assistenza di cui necessitano, dai lattanti agli svezzati e via via conquistando gradi superiori di autonomia; zone fluide, spazi in cui si sovrappongono funzioni di collegamento fra le parti del Centro Infanzia e la possibilità di svolgere esperienze educative comuni. La planimetria del Centro insiste sulla connessione fra spazio costruito e zone a verde e giardino, in cui applicare giochi, comprendere gli spazi aperti, esercitare attività coerenti al progetto pedagogico, sperimentare progressivamente visioni dirette della natura, per la vicinanza di due importanti parchi urbani al complesso del Centro Infanzia. Il progetto procede per sottolineature e connessioni: l’edificio è inserito in un’area a verde di pertinenza, appare come una costruzione arrotondata, in cui riconoscere ulteriori elementi di riparo in forma di piccole grotte che sporgono dalla parete curva esposta a sud con superfici vetrate e serramenti a formare una geometria poligonale, come se si trattasse della carlinga d’un aereo antico. Le vetrate determinano l’effetto di una serra bioclimatica chiusa, che sfrutta l’esposizione solare: d’inverno si accumula calore; d’estate la possibilità di aprire settori nella vetrata consente l’eliminazione del surplus termico. Un pergolato a montanti e fili metallici, che suggerisce un’immagine stilizzata di alberi, sorregge vegetazione a foglie caduche, contribuendo al controllo dell’irraggiamento solare nelle opposte condizioni stagionali. Ciascuna grotta costituisce una transizione fra l’esterno e l’interno: si tratta dell’ambiente primario che ospita i bambini suddivisi per età, uno spazio ellittico definito e racchiuso da tramezze curvilinee, che si pone in posizione intermedia fra esterno ed interno. La superficie della parete esterna è chiara, istoriata di mosaici colorati che si attengono alle esperienze sensoriali dei bambini, con immagini che si susseguono dal decoro astratto alle figurazioni umane e paesaggistiche. Le “aule” via via aumentano in dimensioni e si dispongono come una raggiera attorno al nucleo centrale dell’edificio: l’elemento ellittico in cui si eseguono esperienze di psicomotricità si intreccia ad uno spazio aperto a giardino che contiene giochi, attrezzature, vegetazione; le pareti vetrate che si aprono sul giardino confermano un rapporto visivo costante con le sezioni didattiche, bozzoli crescenti dello sviluppo. Colori tenui si diffondono per le pareti interne dei collegamenti, mentre le pareti delle aule-bozzoli verso gli spazi distributivi sono rivestite di mosaici di color bianco, punteggiati di inserti musivi fortemente colorati, un rimando e raddoppio espressivo che riproduce cristallizzati a scala maggiore alcuni disegni di bambini d’età differenti. Nelle aule si erge una struttura tronco-conica che esplica una duplice funzione: accogliere i servizi igienici per i bambini e formare una torre di ventilazione, attraverso l’intercapedine protetta da lamiera forata nella parte superiore del volume. L’attenzione al significato di un’architettura eco-compatibile arricchisce il progetto del Centro Infanzia di una nota ulteriore di qualità: gli strumenti architettonici dispongono l’edificio su una pianta a corretto orientamento, con le zone amministrative e di servizio poste nel settore a nord per lasciare alla vivibilità degli spazi d’attività pedagogica il versante a sud; per il benessere climatico interno e per considerazioni di natura ecologica il progetto articola tecnologie evolute, con pompe di calore geotermiche, energia solare, recupero delle acque piovane per irrigazione e scarichi. Un edificio in cui luce e ventilazione naturali sono elemento di valorizzazione qualitativa, un’architettura organica che vive di spazi colorati ed immaginifici, luoghi simbolo in cui sia più facile seguire l’evoluzione cognitiva e la crescita dell’infanzia.

Francesco Pagliari

Luogo: Padova
Committente: Consorzio Z.I.P. Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Anno di Realizzazione: 2010
Superficie Costruita: 1000 m2
Architetti: Luisa Fontana, Fontanatelier
Direzione Lavori: Luisa Fontana, Fontanatelier
Direzione Operativa Strutture e Impianti: Arup Italia
Imprese di Costruzione: Costruzioni Edili Parpajola, S.V.E.C. Società Veneta Edil Costruzioni, De Santis Impianti

Consulenti
Strutture-Impianti, Sostenibilità: Arup Italia
Acustica: Studio di Acustica Tombolato e Cordeddu

Fornitori
Calcestruzzo: Beton Candeo 
Solai in Laterocemento: Rubini
Carpenterie Metalliche: Scarabottolo
Spriz Beton e Sonde Geotermiche: Georicerche
Tetto Verde: Daku Italia
Impermeabilizzazioni Bentonitiche: Harpo
Controsoffitto Acustico: Saint Gobain Eurocoustic
Isolante: Foamglas
Vespai Areati: Geoplast

Serramenti Interni: Simeonato
Pavimentazioni Linoleum: Forbo Resilienti
Rivestimenti in Zinco Titanio: Zintek
Mosaico: Trend Group
Corpi Illuminanti: Disano Illuminazione

Serramenti in Pvc: Schüco International Italia 

Fotografie: 1/7 © Consorzio Z.I.P., 8/14 © Andrea Chillemi

Luisa Fontana
Luisa Fontana nasce a Zurigo; si laurea in architettura con lode allo IUAV di Venezia.
Negli anni ’90 fonda il suo Atelier a Schio, Vicenza, dove sviluppa progetti sia per committenti pubblici che privati, spaziando dal disegno industriale e di interni al design urbano, all’edilizia residenziale, scolastica, ospedaliera, commerciale, culturale e di culto.
Affida l’ingegnerizzazione dei propri progetti a studi internazionali di ingegneria come Arup con i quali sviluppa anche progetti pilota nel campo della sostenibilità e del risparmio energetico.
Sensibile alle tematiche dell’accessibilità, è membro del C.E.R.P.A. (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità).
Ha lavorato come assistente e visiting professor allo IUAV di Venezia, alla Faculty of Architecture - University of Manitoba (Canada) e all’École d'Architecture de Paysage - Université de Montréal (Canada).
I suoi lavori sono stati esposti, tra l'altro, in Spagna alla III Biennal Europea de Paisatge di Barcellona (2003); in Cina al Museo di Nanjing (2006); in Brasile alla V Biennale di Architettura di Brasilia (2006); in Giappone alla Sendai Mediatheque di Sendai e all’Acros di Fukuoka (2007); in Italia all’Acquario Romano per la personale “LuisaFONTANAtelier. Global Architecture” (2010).

 


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