Ampliamento della Scuola di Musica per la Gioventù: scandire narrazioni nel tempo e nella poesia - Miralles Tagliabue EMBT
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Ampliamento della Scuola di Musica per la Gioventù: scandire narrazioni nel tempo e nella poesia

Miralles Tagliabue EMBT

Scritto da Francesco Pagliari - 1 settembre 2012

La nuova Scuola di Musica per la Gioventù, Istituto della Città-Land di Amburgo per l’insegnamento musicale a bambini e giovani “da 6 mesi d’età a 25 anni”, la cui offerta formativa si estende a tutto campo - jazz, pop, musica classica, strumenti, musica corale, musica etnica, attività performative -, è un’opera d’essenzialità poetica progettata dallo studio EMBT (Enric Miralles, Benedetta Tagliabue): il progetto di concorso risale al 1997, la realizzazione si completa nel 2000, con un edificio articolato nella suddivisione di aule per l’insegnamento ed uffici amministrativi.A distanza di una decina d’anni dalla conclusione dei lavori, EMBT ne progetta l’ampliamento, che fornisce ulteriori tasselli per il complesso: si eleva il grande ed evidente volume dell’Auditorium per 420 posti, il vasto spazio dell’ingresso-foyer a piano terreno si estende senza soluzione di continuità in una sala multifunzionale a pianta rastremata sottostante all’Auditorium, un luogo in cui sostare ed effettuare attività artistiche performative, che dispone di una pedana-palco mobile. L’Auditorium, inaugurato nel settembre 2011 con una festosa manifestazione corale dei corsi musicali della Scuola, occupa lo spazio fra gli edifici esistenti, si addossa da un lato all’antico edificio con pianta a L, che rappresenta anche il limite del lotto, e si relaziona all’edificio realizzato nel 2000, che si allunga con una pianta ad intreccio concavo-convesso, con volumi sostenuti da pilotis, prospetti vetrati, struttura in acciaio, finitura di rivestimento mista per le facciate (pannelli metallici, superifici a mattoni, sezioni intonacate). L’Auditorium è dedicato a Enric Miralles: la scritta che appare sul fronte trapezoidale della pensilina d’accesso costituisce un riferimento d’elevata raffinatezza grafica, utilizzando i caratteri tipici dello studio EMBT; il complesso dell’edificio, che si percepisce come un’intricata sovrapposizione di volumi, diviene una radice di pensiero architettonico, nella correlazione fra gli elementi di un medesimo intento progettuale che si dispiega in un tempo lungo e in fasi differenti, nelle variazioni che questo stesso tempo può intercalare nella correlazione fra l’una e l’altra sequenza di volumi, nella sensibile espressività dell’ampliamento che si ripercorre nei colori, nei materiali. nelle strutture dello spazio. La pensilina a geometria segmentata è un elemento segnaletico immediato e congruente, conduce all’ingresso, in cui si dispiega la sollecitazione a percepire uno spazio complesso e sfaccettato, costituito di eleganza e di durezza materica. Geometrie interrelate; le pareti a lastre vetrate e pannelli metallici, oblique o perpendicolari, seguono una stretta curvatura per accompagnare elementi arborei di natura; la pavimentazione del piano terreno assembla fasce separate che declamano un’alternanza cromatica nei toni del rosso; il mobilio in legno per la zona d’accoglienza e di guardaroba nel foyer asseconda una forma architettonica, attrezzature ad elementi componibili e spostabili per rimodulare possibili accenti e direzioni. Lo scatto dinamico dello spazio a doppia altezza nella zona iniziale del foyer si commisura alla dilatazione dei segni e delle materie: apertura verso il cielo, consolidamento delle visioni verso l’esterno e verso il corpo della Scuola di Musica anno 2000, percezione implicita della zona relativa al foyer superiore di servizio alla sala per musica, suggerita dalla trama metallica del parapetto - che si riannoda ai ballatoi e ai percorsi nell’altro edificio -.L’Auditorium si definisce all’esterno su due volumi a tamburo di perimetro irregolare, l’uno a coronamento dell’altro, l’uno connotato sulla parete esterna da rivestimento in lastre di zinco, l’altro connotato da corsi di mattoni e fasce ad intonaco. Il volume maggiore corrisponde all’invaso di sala da musica e gallerie, si sovrappone al foyer-sala multifunzionale e ne deborda all’esterno, sorretto da un sistema di grandi pilastri. Una zona lastricata in pietra sottolinea la proiezione del volume dell’Auditorium a terra, mentre il prospetto compone una configurazione complessa, secondo il trattamento materico: i settori intonacati in tenue tonalità costituiscono una sorta di costante di fondo, con altezze differenti, che si interpola con l’invenzione espressiva ed architettonica nella tessitura del rivestimento in corsi di mattoni, in parziale assonanza con l’edificio realizzato nel 2000. La formulazione di “onde” e di accenti attraverso la coloritura dei mattoni, dal tenue beige al blu profondo, passando per il rosso ed il marrone, ordisce una trama di intensità, come se fosse accostata una sequenza di ceramiche decorative: si attrae luce, la si riflette per punti e superfici a differente luminosità, rendendo quasi eterea la massa volumetrica. Un fascino decorativo e architettonico, in cui operano idee coniugate: introdurre simultaneamente percezioni di “smaterializzazione” e di profondità apparente nella parete dell’Auditorium e, di conseguenza, infragilire la certezza nelle sensazioni percettive, frapponendo un’altra connotazione alla distanza geometrica dei volumi che compongono l’edificio. Una misura dell’invenzione architettonica: correlarsi all’esistenza concreta del proprio progetto precedente nello stesso luogo, sovrapporre richiami a fondamenti di altri progetti, in un flusso che discute dell’opera architettonica in quanto forma vitale, dei dubbi e delle relative certezze, del nucleo essenziale delle architetture cui il labirinto del tempo possa continuare ad assicurare vita in una perenne condensazione poetica del “non finito”.

Francesco Pagliari

Luogo: Amburgo, Germania
Committente: Freie und Hansestadt Hamburg. Behöre Für Schule und Berusfsildung (BSB)
Anno di Realizzazione: 2011
Superficie Costruita: 1000 m2
Costo: 7.500.000 Euro
Architetti: Miralles Tagliabue – EMBT
Progettista Principale: Benedetta Tagliabue
Design Team: Karl Unglaub , Stefan Geenen, Verena Vogler, Max Gunst, Carmen Fischer, Gabriele Rotelli, Shavleg Chichishvili, Davide Argenteri, Kataryna Golab
Direzione Lavori: WTM Engineers
Impresa di Costruzione: Billfinger+Berger

Consulenti
Acustica: Beratungsbüro Für Bau- und Raumakustik, HCON, HILS Consult

Fotografie: © Alex Gaultier

Benedetta Tagliabue 
Benedetta Tagliabue nasce a Milano e si laurea all’Università Iuav di Venezia nel 1989. Nel 1991 inizia a lavorare presso lo studio di Enric Miralles di cui in seguito diventa socia. I suoi lavori includono importanti edifici e progetti a Barcellona e nelle sue vicinanze, Parco Diagonal del Mar (1997-2002), la sede di Gas Natural (1999-2006), il Mercato ed il quartiere di Santa Caterina (1996-2005) e la Libreria pubblica a Palafolls, così come progetti in territorio europeo, tra cui la Scuola di musica di Amburgo (1997-2000) e il Municipio di Utrecht (1996-2000).
Nel 2012 è docente alla Graduate School of Design dell’Università di Harvard; nel 2010 è docente alla Columbia University di New York e direttore delle esercitazioni pratiche presso il Tecnológico di Monterrey (Mexico), lo Iuav di Venezia e l’École Spéciale d’Architecture (ESA) di Parigi, oltre a partecipare come conferenziere su invito con cadenza pressoché mensile a congressi in tutto il mondo.
Ha ricevuto l’International Fellowship del RIBA (Royal Institute of British Architects) come architetto non originario del Regno Unito per il suo contributo all’architettura (2009) e la Laurea Honoris Causa in Arte dalla Napier University (2004).
Ha vinto il concorso per il nuovo progetto del Porto di Hafencity ad Amburgo, Germania, e per il Padiglione Spagnolo all’Expo di Shanghai 2010. Al momento sta lavorando al museo dedicato ad un pittore cinese a Neijiang e al progetto con cui ha di recente vinto il concorso per il nuovo Campus della Fudan University School of Management a Shanghai.
Lo studio Miralles Tagliabue EMBT ha la sede principale a Barcellona, una sede a Shanghai e opera in tutto il mondo.


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