Ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo - Natalini Architetti | Guicciardini & Magni Architetti
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Ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo

Una raffinata celebrazione

Natalini Architetti | Guicciardini & Magni Architetti

Scritto da Francesco Pagliari - 4 aprile 2017

Il progetto per l’ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo di Santa Maria del Fiore, a Firenze, il Museo che accoglie ed approfondisce gli elementi della magnificenza (architettonica, artistica e scultorea) della Cattedrale fiorentina celebrata in una storia lunga secoli, elabora strategie espositive di grande raffinatezza. Situato a poca distanza dall’abside di Santa Maria del Fiore, il Museo si introduce nelle aporie museali - in breve, traslare dai luoghi d’origine preziosi oggetti d’arte, forme della cultura e membrature architettoniche per conservarne intatta la consistenza e tramandarne la memoria - e prospetta soluzioni. Riflessioni di rilievo si conducono all’interno dell’elaborazione progettuale, che affronta un edificio costituito da un complesso intreccio di preesistenze architettoniche: le relazioni fra originali e copie; le relazioni fra i vari elementi del patrimonio museale e l’interconnessione con spazi e volumi architettonici; la relazione che si pone fra un fluido percorso e i luoghi di attenzione, gli accenti che si susseguono nel Museo; l’ideazione di spazi e di intersezioni, da cui trarre indicazioni in un certo senso esplicative ed ottenere effetti impliciti di seduzione di fronte ai capi d’opera architettonici ed artistici. Ed il rapporto, esplicito o latente, con il vicino Duomo è un elemento sempre presente, una condizione imprescindibile, anche attraverso la logica evocativa che il rinnovato Museo utilizza come strumento, suscitando nel visitatore sequenze di riferimenti. Nuclei sostanziali di tali ragionamenti progettuali si determinano nella sala dell’antico Teatro degli Intrepidi, incorporato nel Museo. La sala si delinea come uno spazio rettangolare a grande altezza. Da un lato, la ricostruzione in modello a scala naturale della facciata del Duomo al tempo di Arnolfo di Cambio (fine del XIII secolo) ospita sculture originali che ornavano la facciata, riproponendone in parte la collocazione originale e le relazioni percettive con l’osservatore. Dall’altro lato, una schematica ed astratta parete in marmo a regolari aperture, cui si appoggiano le tre porte del Battistero. La luce zenitale dal grande lucernario domina lo spazio, in cui si instaurano relazioni immediate fra le due pareti e si ricostruisce in sintesi la correlazione fra i due monumenti reali, Duomo e Battistero. Altre visuali sul modello del prospetto arnolfiano si propongono dalle gallerie retrostanti la facciata astratta e dal Belvedere all’ultimo piano del Museo. Sale specifiche ospitano la Pietà michelangiolesca, un ambiente raffinato, in cui spicca il gruppo scultoreo sull’elegante basamento in pietra, e la Maddalena di Donatello.

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