Ampliamento cimitero di San Mauro Torinese
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Ampliamento cimitero di San Mauro Torinese

Raimondo Guidacci

Ampliamento cimitero di San Mauro Torinese
Scritto da Francesco Pagliari -

L’ampliamento al preesistente cimitero indica una rigorosa direzione d’indagine architettonica, per enucleare caratteri di essenzialità: il luogo e la funzione implicano il riferimento ad un’impronta di monumentalità contemporanea e all’efficacia del simbolismo che connoti il senso del raccoglimento e della memoria. Attraverso l’essenzialità compositiva, l’architettura dell’ampliamento prospetta un luogo del ricordo che accompagna e comunica, offrendo una forma costruita significativa, ma non prevaricante, nel valore del silenzio e della concentrazione. La purezza delle linee architettoniche fornisce un quadro di raffinatezza nel complesso delle immagini di riferimento; l'ampliamento dispone i due volumi edilizi a tre piani fuori terra su una pianta a L aperta verso uno spazio libero a corte trapezoidale; nei fronti verso la corte, l’evidenza della struttura a pilastri a tutt'altezza diviene ritmica interpretazione dello spazio nello scorrere modulato degli elementi tecnico-materici. Sono nuclei fondamentali del progetto, che dichiarano e definiscono i caratteri del luogo, secondo i principi di un discorso piano e comunicativo, per interpretare l'ampiezza delle sensazioni nella memoria. Nell'ampliamento, di cui è ora realizzata la prima parte dell'intervento complessivo, si accordano struttura e materiali, con rigore compositivo, visuale e prospettico. I pilastri strutturali in calcestruzzo armato a sezione rettangolare sono rivestiti per quasi tutta l'altezza dalle lamine in acciaio Cor-ten che ne allungano la sezione, mentre le facce verso il portico e verso le logge ai piani superiori lasciano a vista il calcestruzzo. Si forma così una relazione materica e visuale a più componenti nel percorso interno coperto: la visione sfuggente e ripetuta delle lamine di Cor-ten, nella forte presenza del colore rugginoso e nella superficie d'apparenza scabra che sembrano suggerire una forma molteplice del tempo, entra in colloquio dinamico coll'intradosso della soletta in calcestruzzo a vista con l'impronta dei casseri e col grigio pavimento. E la superficie sabbiata delle lastre in marmo di Carrara, che rivestono i loculi, determina per opposizione una tangibile continuità, un riflesso luminescente d'omogeneità nella facciata interna e nei corridoi perpendicolari al perimetro, una superficie che si distingue e distacca fisicamente da solette e pavimenti attraverso un cordolo in calcestruzzo. Allo stesso modo, le lamiere in Cor-ten non rivestono l'intera altezza dei pilastri: un vuoto di 3 centimetri separa dalla soletta e dal pavimento, introducendo ulteriori fattori di distinzione fra gli elementi della composizione. Il perimetro esterno si accentua sulla testata a nord con la parete piena a grandi lastre in marmo apuano nuvolato, che formano un disegno screziato e mutevole come l'aria, e sul fronte est colle lamiere di acciaio Cor-ten a grandi dimensioni in tessitura sfalsata. Il fronte ovest è contrassegnato dallo sviluppo delle scale principali; su questo prospetto si situa il punto di attacco per la successiva seconda fase dell'ampliamento, reso evidente dal pilastro non rivestito dalle lamiere. L’eleganza è la radice sintetica dell'intervento architettonico, che trasforma il colloquio ravvicinato fra i singoli elementi in una sequenza di suggestioni, fuggevoli e durature, che si accumulano nel quadro disegnato dalla cornice della copertura aggettante e si susseguono nel passo ritmico dei pilastri, prolungato dai cipressi.
Francesco Pagliari

Luogo: San Mauro Torinese, Torino
Committente: Comune di San Mauro Torinese 
Anno di Realizzazione: 2011 
Architetti: Raimondo Guidacci
Design Team: Francesco Negri, Nadia Saglietti
Impresa di Costruzione: ICF Impresa di costruzioni Ferrara

Consulenti
Strutture e Impianti: Arching - Stefano De Pippo
Analisi Geologica: Andrea Valente Arnaldi

Fornitori
Decorazioni: Sikkens
Pavimentazioni Esterne: Pavesmac
Marmi: Venturino Marmi
Scossaline in Copertura: Rheinzink
Illuminazione: SBP

Fotografie: © Beppe Giardino

Raimondo Guidacci 
Raimondo Guidacci (Foggia 1968) si laurea in architettura nel 1995 presso lo IUAV (relatore Carlo Magnani) di Venezia. Contemporaneamente si diploma al Conservatorio di Musica Benedetto Marcello.
Nel 1996 apre uno studio professionale ad Orsara di Puglia e nel 1998 a Torino. Dal 1995 al 2005 collabora con Emanuele Levi Montalcini ai Laboratori di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, dove dal 1996 al 1999 è anche assistente di Guido Martinero.
Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su riviste specializzate e selezionati in premi di architettura, mostre e rassegne. Tra le pubblicazioni si ricordano in particolare: gli Almanacchi di Casabella; il libro a cura di Marco Mulazzani Architetti Italiani, le nuove generazioni, edito da Electa nel 2006, oltre a riviste specializzate tra le quali The Plan, Abitare, Costruire, D’Architettura, C3.
Il progetto di due case in Puglia è stato selezionato al Premio Cosenza 2004 e al Premio Barbara Cappochin 2007 nella categoria “migliori opere internazionali”; ha vinto il premio INARCH/ANCE 2008 per la categoria “opera realizzata da giovane professionista”; è stato premiato nella sezione architettura al Premio di architettura per la Capitanata 2010, assegnato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia.
Svolge la sua attività professionale tra la Puglia, sua terra di origine, ed il Piemonte, dove vive attualmente.

 

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#Torino  #Italia  #Edificio funerario  #Europa  #Raimondo Guidacci  #Architettura Italiana 
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