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| Kengo Kuma |

Museum of Kanayama Castle Ruin and Community Center

| Ota | Giappone |
| Architettura |


042-6 Il nuovo Museo e Centro Comunitario Kanayama, progettato da Kengo Kuma & Associati, si richiama all’antica fortezza medievale, dal medesimo nome, situata nella città di Ota, a poco più di un centinaio di chilometri a nord di Tokyo. Il sito è dominato dai resti del castello Kanayama, su un modesto rilievo che diviene parco: luogo a rilevanza archeologica, monumento di storia e di cultura tecnica; le vestigia conservate indicano molteplici temi, il sistema a più livelli di mura difensive in pietra, la tecnologia di scorrimento delle acque, l’importanza della postazione militare. L’architettura del Museo delinea una strategia di connessione col sito archeologico: l’edificio a molteplici funzioni apre gli spazi per creare continuità relazionale e introdurre al centro comunitario, fornendo occasioni di partecipazione collettiva nei laboratori d’arte e d’artigianato. Nel complesso architettonico si sommano i valori funzionali ed espressivi, i materiali costruttivi orientano un atteggiamento osmotico, che riflette la storia ed indaga la contemporaneità: si conservano i reperti, si espongono testimonianze d’arte con raffinatezza, si elabora una pratica di restauro nei laboratori. Il Museo, a due livelli e un piano parzialmente interrato, si colloca in una conca rispetto alle circostanti vestigia, con una differenza di quota di circa 6 m: l’edificio si raccoglie attorno ad una corte, una sorta di piazza interna pavimentata in lastre di calcestruzzo e settori in ghiaia. Sulla corte si aprono le pareti vetrate a tutt’altezza del perimetro interno del complesso; l’ingresso, con l’obliqua facciata a mosaico, accentua la continuità visiva verso la corte. Lo sviluppo della muratura esterna in pietra naturale caratterizza l’architettura, in una lettura contemporanea della storicità del luogo. Le lastre in pietra, rettangolari a due differenti dimensioni, si congiungono ai rispettivi angoli e compongono un articolato disegno a pieni e vuoti, sulla sottostante struttura in lamiera d’acciaio, costituendo un sottile schermo. La leggerezza dinamica del disegno diviene esplicita permeabilità alla luce, quando alla lamiera di sostegno si sostituisce un telaio in acciaio. Lo stesso schema di disegno prosegue all’interno, nel controsoffitto a pannelli in cemento e fibra di legno, posati con differenti angolazioni e in parte sovrapposti, che nella sezione espositiva formano cellule tridimensionali, incrementando la profondità dello spazio.

Francesco Pagliari

 
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