VitraHaus si inserisce nel Vitra Campus, che a Weil am Rhein ospita architetture di grande forza comunicativa e sperimentale. Vitra, azienda del design, “colleziona” oggetti architettonici: gli edifici per la produzione progettati da Grimshaw, Gehry, Siza e quella attualmente in costruzione di Sejima; il centro conferenze realizzato da Ando; la presenza densa di figurazione del Vitra Design Museum, nel progetto di Gehry del 1989; nonchè la prima opera costruita dalla Hadid. Ricostruzioni di opere di Jean Prouvé e di Buckminster Fuller, la scultura di Oldenburg e van Bruggen aggiungono capacità d’attrazione per un luogo deputato della contemporaneità, fra arte, design e progetto d’architettura. In questo contesto, l’intervento di Herzog & de Meuron per il VitraHaus definisce un edificio di valore dimostrativo, per una duplice funzione: luogo espositivo per la collezione dei prodotti aziendali dedicati alla residenza, con la capacità di ambientare gli oggetti dell’arredo in una “casa” vera e propria; inoltre, l’edificio si pone in continuità con la caratterizzazione del Campus quale laboratorio del progetto. Herzog & de Meuron sviluppano un’idea di volumetria archetipica nell’abitare, dodici corpi architettonici a geometria elementare che si sovrappongono evidenziando notevoli aggetti, in un gioco di composizioni che costruisce un edificio articolato. L’orientamento verso il paesaggio è direzionale: i volumi sono sagomati secondo una sezione elementare a pentagono, composta di pareti laterali, pavimento e copertura a due falde inclinate, che sfocia in un frontone completamente vetrato, come se il volume fosse sezionato per mostrare l’interno. Le sovrapposizioni dei volumi rendono complesso l’edificio che si sviluppa su cinque livelli, ricco di prospettive e di aperture, di rapporti fra volumi a sbalzo e fra volumi che si intersecano l’uno nell’altro. L’area di sedime è pavimentata in doghe di legno, che si dilatano in una linea continua a formare panchine lungo due volumi al piano terreno dove divengono parte del rivestimento di parete. Orizzontalità e verticalità si integrano, l’edificio si divarica e sconfina con i frontoni vetrati verso il paesaggio fra pianura e colline, con la città di Basilea sullo sfondo, fra Germania, Francia e Svizzera. La geometria costituisce preponderante nodo d’immagine, un’architettura che si riveste d’intonaco color grigio antracite per sottolineare il rigore delle linee e dei contrasti con i fronti vetrati, fonti di luce come lanterne, nelle trasformazioni visive offerte dalla contrapposizione di visione notturna e diurna. L’interno si assembla come una sequenza di ambienti abitativi, le pareti bianche, in contrasto con l’esterno, avvolgono gli oggetti del design e dell’arredo, nuovi e storici, amplificandone il valore espressivo, ed i percorsi si arricchiscono di scorci e variazioni attraverso la sinuosa ed organica conformazione delle scale.Francesco Pagliari








