Chicago è la più americana tra le grandi città americane, la più sfacciata e la meno pretenziosa. La sua inarrivabile collezione di grattacieli si concentra intorno al Chicago River e poi si estende a nord lungo Michigan Avenue in maniera eterogenea e parallela al lago Michigan. Vicino al punto in cui il Chicago River scorre sotto una serie di ponti e incontra il grande lago, subito a nord del Millennium Park con il nuovo ampliamento di Renzo Piano per il Chicago Art Insitute e con il reticolo progettato da Frank Gehry per il Jay Pritzker Pavilion (spazio aperto per concerti ed eventi), una nuova costruzione ha conquistato un posto nel ricco panorama urbano. Si chiama Aqua ed è opera degli architetti del locale, emergente Studio Gang. Oltre ad essere il simbolo di un’ambizione più oculata da parte della cultura immobiliare della città, Aqua rappresenta la maturazione sulla scena urbana di un importante studio di progettazione. Con i suoi ottantadue piani si distingue dagli edifici vicini per l’eccezionale facciata, una pelle creata dal fluttuare di piattaforme sporgenti che disegnano ampie terrazze curvilinee e poi arretrano per sparire dietro le pareti vetrate rettilinee. Sottili e quasi interamente bianche, queste piastre dalla forma in costante mutamento conferiscono al grande volume della torre un aspetto animato. La sagoma ondeggia verso l’alto come una stravagante estrusione geologica. Le ombre si scontrano con i soffitti larghi e dai contorni netti, che segnano l’edificio con più enfasi delle sottili balaustre metalliche, quasi invisibili. Dove le terrazze arretrano dissolvendosi nella parete esterna della torre, lunghe lastre di vetro creano uno specchio di luce e una superficie riflettente, simile ad un lungo lago glaciale in un paesaggio cangiante. Non c’è solo il cielo, costantemente in movimento sulla Windy City, specchiato in queste vetrate rientranti: è l’intera torre, con il suo profilo ondeggiante e il gioco cinetico tra luce e ombre, a suggerire un’affinità con il mondo naturale. Non è facile isolare e identificare elementi come finestre, porte o impianti nel disegno compositivo che si dipana in facciata senza interruzioni per dieci o venti piani alla volta, facendo sembrare l’edificio più il risultato di una forza planetaria che una classica architettura. Questa eruzione apparentemente irrazionale in una città che deve così tanto ai “boxes” regolari di Mies Van der Rohe e Skidmore, Owings & Merrill, non è arbitraria come potrebbe sembrare e non manca di precedenti storici. Il maestro brasiliano Oscar Niemeyer è stato a lungo fautore di una monumentalità sensuale, come dimostra il suo Edificio Copan completato nel 1966 a San Paulo. Lo stesso Mies già nel 1922 propose il Glass Skyscraper, la cui pianta estrusa biomorfica ispirò la Lake Point Tower progettata dallo studio di Chicago Schipporeit-Heinrich e costruita nel 1968 non lontano dall’area in cui si trova Aqua. A pochi isolati da Aqua ci sono poi le torri di Marina City, alto complesso multifunzionale di Bertrand Goldberg, altro allievo di Mies. Proprio da Goldberg Jeanne Gang prende spunto per collocare le zone di attività - reali spazi da vivere - da lui poste lungo il perimetro delle sue torri cilindriche. Tornando ad Aqua, i suoi interni sono pensati per espandersi all’esterno e librarsi sulla città fornendo una zona filtro abitabile per varie attività su tutti i lati della torre. Guardando più attentamente si nota che le facciate non sono tutte uguali: le terrazze esposte a sud sono più profonde. Il perimetro ondulato delle terrazze potrebbe nascere da un modello topografico ruotato lateralmente cui siano state apportate al computer correzioni parametriche. Il design finale della torre, però, tiene in giusto conto la luce solare, il posizionamento degli spazi abitativi, l’accessibilità dell’edificio. La forma quindi non è figlia di un diktat algoritmico, ma deriva da una serie di scelte empiriche. Avvicinandosi ad Aqua appare chiaro che la torre fa parte di una più ampia strategia urbana. L’elemento iconico verticale poggia su una lastra orizzontale a due piani che segue l’andamento della strada e si apre al pubblico con negozi e caffè. L’intradosso di una profonda tettoia, inclinata sul marciapiede, è perforato per permettere la circolazione dell’aria e della luce. Aqua, come suggerisce il nome, e in coerenza con gli standard contemporanei, è anche attento all’impatto ambientale. A nordest, una spettacolare scala aperta spiraliforme scende verso un parco interrato circondato da numerose torri costruite dagli stessi developer di Aqua, prive però della personalità e dello stile propri di quest’ultima. Gang ha convinto il suo cliente ad osare una torre più alta e snella rispetto a quella prevista inizialmente, lasciando così la possibilità di costruire in futuro un altro grattacielo a fianco del primo. Insieme a Mark Schendel, suo marito ed ex allievo dell’Office for Metropolitan Architecture a Rotterdam, Gang ha anche progettato una schiera di abitazioni - da lei definite “cliff dwellings”- che dominano il parco dalla base di Aqua (l’intero sito era il capolinea della Illinois Central Railroad). Una seconda scala riporta i pedoni al livello stradale in un grande atrio nel basamento di Aqua. Dall’interno della torre e dai suoi terrazzi la vista sul lago, sul Millennium Park e su Downtown Chicago è straordinaria. Un hotel occuperà i piani inferiori; gli appartamenti in affitto previsti nei piani centrali e quelli in vendita nella parte più alta della torre sono separati da un profondo livello orizzontale che ospita delle pareti sporgenti per un’efficace distribuzione dei venti. In questa e in un’altra fascia orizzontale all’estrema sommità di Aqua si trovano unità abitative a due piani. Lo Studio Gang non ha curato la progettazione degli interni e le piante di Aqua sono relativamente semplici. Lo studio ha comunque precisato quali dovevano essere i sei tipi di vetro utilizzati nella membrana esterna, di cui uno più opaco in corrispondenza dei balconi rientranti che producono un’ombra minore. I pavimenti si estendono direttamente sulla bianca superficie impermeabile dei balconi, separati solo da una soglia “reservoir” realizzata nel telaio delle porte scorrevoli per fermare l’acqua piovana. Gang puntualizza che il profilo ondulato dei balconi spezza e smorza il vento che sferza tra i grattacieli di Chicago. Guardando dall’alto, la copertura del basamento di Aqua appare come un vivace tetto verde contemporaneo che ospita una pista da corsa, una piscina e persino un’area per praticare yoga. Questo a riprova della propensione dello Studio Gang a progettare grattacieli non solo come oggetti scultorei, ma come elementi che integrano l’architettura a larga scala con la vita quotidiana della città.Raymund Ryan








