Il complesso Open Care - Frigoriferi Milanesi si affaccia su via Piranesi, strada dai fronti lunghi e compatti, in una zona contrassegnata dallo sviluppo industriale della periferia fra Ottocento e Novecento, ora inglobata nella città. Il Palazzo dei Frigoriferi è un edificio massiccio, costruito nel 1899 in prossimità dello scalo ferroviario di Porta Vittoria, in origine adibito a deposito di derrate alimentari e fabbrica del ghiaccio, per ampliare in seguito le proprie funzioni a deposito d’abbigliamento, a magazzino per opere d’arte ed arredi, con depositi di sicurezza a disposizione di banche e privati. L’odierno recupero riprende la tradizionale destinazione dell’edificio a deposito di sicurezza, inserendo laboratori per la conservazione e il restauro di beni artistici. Il progetto dello studio 5+1AA trasforma le monolitiche costruzioni industriali in uno spazio polifunzionale. Nel Palazzo dei Frigoriferi si ridisegna l’ultimo piano, conservando il sistema a volte della copertura e allestendo all’interno uno spazio di rappresentanza aperto al pubblico. Sui fronti esterni, le trasformazioni si concentrano nella nuova combinazione di colori dominati dal nero, nella conformazione dei prospetti con nuove aperture, e nel ridisegno dell’affaccio principale con un sistema di scale che collegano i piani, dal parcheggio all’ultimo livello. Il nuovo sistema distributivo si struttura intorno ad una “gola” che ospita due sobri ascensori in vetro, il cui meccanismo per il movimento rimane a vista. All’ultimo piano, si emerge dalle ombre del pozzo ad una luce intensa. L’Open Care Caveau è il nodo del complesso, sospeso fra le nere rampe di accesso, il foyer in cui prevale il bianco, il dedalo di corridoi e celle per i preziosi depositi. Il Palazzo del Ghiaccio, realizzato nel 1923, era l’arena coperta per il pattinaggio, ludico e sportivo. Cessate le attività di pattinaggio, il Palazzo diviene luogo di manifestazioni fieristiche, sportive, musicali, cinematografiche, sfilate di moda. Gli interventi si concentrano sui due volumi addossati all’edificio: foyer, bar e ristorante sono concepiti come gallerie sullo spazio centrale. Il progetto conserva in gran parte la spazialità aperta della struttura; l’inserimento di un impianto a pavimento per riscaldamento o refrigerazione serve nel caso si riattivi l’area di pattinaggio, e la soppressione di alcuni pilastri rende lo spazio centrale più flessibile e libero da vincoli. La coloritura in bianco corre dai palchi al soffitto, il rosso orna i bordi di finestre e cornici. L’affaccio su via Piranesi è regolato dall’”Edificio Stecca”, una sorta di freccia che indica l’ingresso al complesso e comunica le attività interne. La sovrapposizione di un involucro esterno in vetro rosso introduce un cromatismo contrapposto alla trasparenza dell’Open Café al piano terra, formando un segnale visivo simbolico d’animazione.











