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| Marco Ciarlo |

Passerella sul Reno

| Kehl | Germania |
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Il progetto per la nuova passerella sul Reno si rifà integralmente all’intenzione di creare un giardino delle due sponde. Il progetto si colloca nella logica geografica del “Parc du temps” che suggerisce di installare la passeggiata in una continuità circolare.
Il ponte è doppio e questo sdoppiamento moltiplica i percorsi, offre un punto d’incontro, un balcone nel cuore del fiume, e Il progetto per la nuova passerella sul Reno si rifà integralmente all’intenzione di creare un giardino delle due sponde. Il progetto si colloca nella logica geografica del “Parc du temps” che suggerisce di installare la passeggiata in una continuità circolare.
Il ponte è doppio e questo sdoppiamento moltiplica i percorsi, offre un punto d’incontro, un balcone nel cuore del fiume, e permette di riprendere un’altra direzione verso la passeggiata in alto oppure al contrario di raggiungere la riva.
La struttura si sdoppia come la passeggiata: si è trattato di pensare una struttura rigida la cui inerzia trasversale fosse compatibile con la luce dell’opera.
Così, gli impalcati molto stretti, di 4 e 3 metri, formano la soletta di una trave ad inerzia variabile, di quasi 12 metri nel centro, tesa tra la corda e l’arco dei due sentieri pedonali. Questo dispositivo permette di irrigidire artificialmente un impalcato in sé troppo sottile per rispondere agli effetti dinamici delle sollecitazioni dei pedoni e del vento su una luce libera di 130 metri.
I due impalcati distanziati e con un profilo che forma due curve su piani diversi, sono collegati da traverse e tensori diagonali per formare una trave molto traforata che permetta la vista del fiume.
I percorsi sono realizzati con pavimentazioni in calcestruzzo che permettono allo stesso tempo di zavorrare l’opera evitando i movimenti bruschi dovuti ai carichi dinamici o asimmetrici, e di ottenere una finitura anti-scivolo indispensabile in quest’ambiente umido.
La struttura delle pile è molto slanciata per non separare il cielo dal fiume. Il legame è dato  dall’attraversamento, dalle due linee arrotondate degli impalcati, sottilissime tra cielo e acqua, per ancorare all’orizzonte questo rapporto gravitazionale.

 
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