Sono sdraiato sul divano e premo freneticamente i tasti del telecomando per cambiare canale. Mi fermo un momento su CNN: un cecchino uccide dieci persone in un Mc Donald’s a Pasadena; su GloboNews Rio banditi lanciano bombe su una scuola pubblica; persone assassinate su SBT, guerre sulla BBC, sequestri di bambini sulla RAI, rapine su Record. Sono ormai le 10,27 di sera del 27 Marzo 2000. Suona il telefono. E’ il dottor Isaias Raw, lo scienziato. Mi invita a progettare un piccolo museo. Un museo di microbiologia.
Non abbiamo soldi, economia radicale, spese contenute, fondi limitati, restrizioni economiche, ecc. (la solita storia che noi architetti del terzo mondo conosciamo bene come nessun altro).
Mi sento insieme triste e felice. Il Dr. Raw continua a parlare:
“può darsi che si possa ricevere fondi dalla FAPESP per costruire un laboratorio di alto livello in modo che i ragazzi possano compiere i loro esperimenti in condizioni professionali (questo è sensazionale e mi seduce)”.
Qualche giorno dopo mi reco col mio team all’Istituto Butanan per un sopralluogo. Spero che si tratti di uno dei soliti vecchi edifici. Niente di tutto questo. E’ un pezzo di un edificio costruito negli anni ’70, in parte cadente. Scoramento totale. Qualche momento dopo comincia a piacermi. Una bellissima zona boscosa circonda il lotto che è piuttosto isolato da tutti gli altri edifici. Un piccolo volume con proporzioni ragionevoli. Forse, se lo rivestiamo in legno potremmo avere degli ottimi risultati. Pensiamo anche ad un patio in mezzo al boschetto. Potrebbe essere bello. Con il passare del tempo altre idee mi frullano in testa.
Un pannello di vetro illuminato posteriormente che mostra il codice genetico della Xylella (importante scoperta scientifica brasiliana), potrebbe avere un effetto molto interessante.
Un grande tavolo di acciaio, vetro e legno con immagini che raccontano la storia della microbiologia. Un piccolo auditorio con poltroncine colorate.
Il 21 Febbraio 2002 il grande party per l’inaugurazione. Un’orchestra suona musica francese. La signora Hisako e il Dr. Isaias mi chiamano per una foto ricordo della targa commemorativa. Personaggi politici si agitano davanti e intorno a me e io rimango fuori dalla foto. Mi chiamano di nuovo e anche questa volta rimango fuori dalla foto. Questa scena si ripete ancora un paio di volte. Sembra un film di Groucho Marx. La signora Hisako e il Dr. Raw decidono di rinunciare. Sono definitivamente fuori dalla foto.
Marcio Kogan








