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Design ad uso quotidiano

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Scalzo è alto più di due metri  ed è diventato famoso per dei piccoli oggetti domestici, appendiabiti, stendibiancheria, saponette, gemelli usa e getta……Nato a Londra nel 1966, vive e lavora a Bologna, dove ha deciso di stabilirsi, dopo aver valutato pregi e difetti di altre città in Italia, paese che ha adottato quando ha abbandonato Londra, dove la vita era diventata troppo cara per un designer e dove torna solo in vacanza, per stare in famiglia. Con sano pragmatismo britannico ha esaminato la qualità di vita del capoluogo emiliano: il costo degli affitti, il funzionamento d’asili e scuole (è sposato con due figli), il traffico, il tempo dei trasferimenti per recarsi alle sedi delle industrie italiane con le quali collabora, paragonandoli con Milano, la capitale economica e morale del design, che pare una scelta ineluttabile per chi abbia deciso di dedicarsi alla professione. E poiché l’ago della bilancia pendeva in favore di Bologna, non ha esitato ad eleggerla suo domicilio, anche se niente lo legava a questa città. Non parenti, non ricordi, non amicizie, non impegni professionali, ma solo la possibilità di una vita meno concitata e più distesa. Bologna è una città che si addice alla sua flemma e al suo signorile distacco, che ancora regala, con i suoi ritmi più umani, il tempo per assaporare il quotidiano. “E’ molto importante per me e per il mio lavoro”, dichiara, “avere una vita di tutti i giorni normale, con la mia famiglia e con i miei amici fuori dall’ambito del lavoro. Come designer creo oggetti per la vita di tutti i giorni; come è possibile che siano validi se non la conosco, se non la vivo?”
A considerare gli oggetti che ha disegnato per Magis, per Driade, per Authentics, si deduce che la vita di tutti i giorni la conosce molto bene. Bergne possiede un invidiabile talento nel dare forma imprevedibile a quegli oggetti d’uso quotidiano, normalmente trascurati dal design. Oggetti che ci stanno accanto molte ore al giorno, ma che raramente degniamo di un secondo sguardo, sui quali, proprio in quanto di massima pertinenza, è difficile, o appare inutile, lasciare il proprio segno. Fresco di college ha subito messo in piedi una struttura per realizzare e distribuire le sue piccole invenzioni. La prima è stata un paralume in lamierino d’acciaio, tagliato a laser, che trasformava una comune lampadina in un apparecchio per illuminare verso l’alto e verso il basso. Un progetto efficace, ma così semplice da poter essere spedito al cliente per posta in una busta. Immediato il successo che attirò su Bergne l’interesse delle industrie d’ oggettistica. Tra i suoi best seller un sapone da doccia traslucido a forma di anello che si appende ad asciugare ad un piolo, creato per Authentics. “ L’azienda tedesca”, dice Bergne, “mi aveva chiesto di disegnare un portasapone, e io ho pensato che potevo disegnare un sapone che eliminasse il problema del portasapone” Poiché crede che gli oggetti quotidiani debbano aiutarci a sorridere, cerca tutti i modi possibili per strappare un sorriso. E ci riesce senza sovraccarichi estetici, senza cadute nella gadgettizzazione, senza sconfinamenti nel kitsch, ma sempre mantenendo una limpida concisione formale e funzionale. Semplifica, pur regalando prestazioni impreviste ed estetiche inusuali, riduce senza rinunciare all’eleganza, anzi conferendo alle sue piccole cose di tutti i giorni la classe degli oggetti esclusivi. Non ricorre ai metamorfismi, creando piccoli mostri, secondo la voga lanciata da Alessi, ma lascia che le cose siano cose, in grado di far “sorridere” senza ricorrere a maschere, ma presentandosi per quello che sono, offrendosi con qualche prestazione impensata in modo discreto ed elegante.  E’ il caso di Mr. Mause l’appendiabiti con la struttura ricoperta di setole colorate creato per Driade. “L’idea”, sostiene, “mi è venuta osservando gli scovolini dei biberon del mio bambino. Mi sono reso conto che poteva essere un sistema per realizzare un’appendiabiti che teneva meglio in forma le spalle, nuovo e spiritoso nell’estetica”. E così anche l’ometto, irto di setole colorate, è diventato un oggetto che fa sorridere e che non sfigura nella categoria di quelli da regalo. Per Magis ha ripensato un altro dei dimenticatoi del design, “Spin”, uno stendibiancheria pieghevole in plastica, che può fare bella mostra anche in salotto. L’ha disegnato, prendendo spunto dall’asciugatrice a rotazione. Si tratta di una ruota appoggiata su una base , che va riempita d’acqua per renderla stabile. La biancheria si appende sui raggi e sul cerchio. Quando non si usa si piega per ridurre il suo ingombro. Le sue invenzioni migliorative non camuffano gli umili strumenti nel tentativo di renderli allegri compagni di strada della faticosa routine domestica, ma li innalzano di rango, dando loro la dignità di veri progetti.
“L’ispirazione mi viene,” confessa,“perché so osservare con sguardo laterale le tecnologie e i materiali industriali, immaginando come potrebbero essere utilizzati in modo diverso. A volte metto assieme un materiale e una funzione, senza lavorare sulla forma, e il prodotto salta fuori”. Certi progetti sono scherzi visivi, capaci d’essere anche funzionali come Mr Mause. Confinare Bergne nell’ambito dell’economia domestica, anche se indubbiamente i suoi piccoli oggetti esprimono compiutamente la sua cifra, sarebbe riduttivo, perché il designer bolognese d’adozione ha al suo attivo sedie e tavoli per View, lampade per Luceplan e per O Luce, vasi architettonici in terracotta per il nuovo marchio Teracrea, servizi da tavola per Driade. Anche “Bop”, il posto per mangiare creato per Driade nel 2003, non è il solito servizio da tavola. Intanto abbina la porcellana, materia antica, naturale e nobile con la plastica, materiale artificiale povero, di nuova generazione, creando l’incontro tra due culture della tavola, creando un’apparecchiatura completa.  Piatti  e posate sono alloggiati nel vassoio, dotato di scanalature studiate per accoglierli. Via il problema della tovaglia, del servito all’americana, eliminato il ripetitivo rito dell’apparecchiatura. Ogni posto è già predisposto. E chi vuol mangiare davanti al televisore ha il suo set già preparato. Sarà banale, eppure nessuno ci aveva pensato prima, nonostante i nuovi servizi, più o meno ben disegnati, si moltiplichino. Il segreto di questo design “ servizievole” ed impeccabile lo rivela Bergne quando raccomanda ai suoi studenti di non cercare le idee sulle riviste di design, che servono solo per documentare l’evoluzione della professione. “Le idee per nuovi progetti si trovano dappertutto, basta essere disponibili  ad osservare il mondo circostante, compreso quello domestico, con curiosità, senza pregiudizi  e con la convinzione che la bellezza possa essere ovunque”.

Cristina Morozzi

 
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