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Home Arretrati 2011 The Plan 53 Residenza per studenti, MIT

| Steven Holl Architects |

Residenza per studenti, MIT

| Cambridge | USA |
| Architettura |


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La Simmons Hall è il primo edificio di un nuovo sviluppo urbano, all’interno del campus del MIT, lungo il bordo del campo atletico Briggs su Vassar Street. Invece di un muro di mattoni a scala urbana, questa striscia è stata immaginata come una membrana porosa fatta di quattro o cinque costruzioni separate. La luce, la matericità, la trasparenza di questi edifici sono di particolare rilievo a causa della posizione che essi occupano, posizione libera su entrambi i lati rispetto alla struttura generale della maglia urbana. In un certo senso costituiscono una “facciata vivente” per il distretto residenziale in via di costruzione a nord di essi. Come facciata dovrebbero  impedire che si blocchi la visuale, dovrebbero essere “permeabili”.
L’edificio, destinato ad essere lo studentato del MIT, offre un concept innovativo di vita universitaria. Può accogliere 350 studenti ed è stato concepito come una porzione di città a sviluppo verticale su dieci piani, lunga 100 metri. All’interno si trovano anche un teatro da 125 posti, un night café, una mensa al piano terra ed un ristorante affacciato sulla strada ed aperto sull’esterno. I corridoi che mettono in comunicazione gli ambienti pubblici con le camere sono ampi (3,3 metri di larghezza), pensati come se fossero strade cittadine. Come nella Baker House di Alvar Aalto, l’atrio è inteso più come una piazza coperta.
Gli spazi comuni devono essere progettati in modo da riunire le persone, provocando interazione, amicizia, dialogo. Il concetto di edificio “a spugna” trasforma la morfologia porosa attraverso una serie di funzioni sociali oltre che tecniche. La massa dell’edificio nella sua globalità presenta cinque ampie aperture che corrispondono approssimativamente alle entrate principali, ai corridoi a vista ed ai principali spazi di attività all’aperto connessi ai programmi, come la palestra. In tal senso la porosità, da concetto strutturale, si trasforma in elemento programmatico e sociale.
Nel caso di uno studentato l’individuazione delle singole stanze, il carattere particolare delle parti comuni e l’individuazione dell’edificio nella sua globalità possono tutte contribuire allo sviluppo della vitalità e dell’identità di chi ne fruisce gli spazi.  Ecco perché se le aree collettive hanno lo scopo di provocare interazione e scambio, viene data in ogni caso grande considerazione all’intimità degli spazi privati, in modo che ogni singola stanza diventi una piccola “casa“, con un’identità propria.
La porosità è stata ottenuta anche nella dimensione verticale con un sistema di pozzi di luce, liberamente collegati al motivo a spugna, che traforano l’intera massa della struttura passando da un piano all’altro. Queste ampie e dinamiche aperture sono i polmoni dell’edificio, portano la luce naturale in basso e muovono l’aria verso l’alto lungo la sezione producendo una ventilazione naturale.
La struttura “PerfCon” della facciata è un progetto ed una soluzione costruttiva innovativa capace di permettere la massima flessibilità ed interazione. La profondità di 45 cm della muratura esterna scherma naturalmente l’interno dal sole estivo, mentre permette al sole invernale, che ha un’angolazione minore, di entrare affinché aumenti l’illuminazione ed il riscaldamento dell’edificio. Ognuna delle singole stanze ha nove finestre della misura di circa 0,6 x 0,6 metri che permettono agli studenti diverse opzioni per il ricambio dell’aria, per la visuale e la riservatezza. In più la luce notturna proveniente dalle camere fornisce dall’esterno un effetto magico ed entusiasmante.
La possibilità di aprire le finestre in basso ed in alto favorisce il moto dell’aria calda all’interno delle stanze a soffitto alto. Le aperture della facciata sono contraddistinte dai colori che sono stati applicati per creare un effetto cromatico differente ad ogni piano. Sulla base di un diagramma strutturale utilizzato per dimensionare le armature dei pannelli prefabbricati “PerfCon”, i colori di stipiti ed architravi cambiano a seconda della dimensione dei ferri di armatura della struttura (blu = Ø 6, giallo = Ø 7, arancio = Ø 8, rosso = Ø 9 e Ø 10, per le zone con armature di dimensione inferiore non si è fatto uso di colore).
I modelli strutturali realizzati al computer avevano evidenziato la presenza di zone che sarebbero state sovraccaricate in modo critico a causa della lunghezza delle luci e degli sbalzi negli angoli. Per risolvere la condizione di sovraccarico alcune aperture sono state chiuse.
Con la base rocciosa troppo profonda da raggiungere ed il suolo troppo instabile per supportare l’attrito dei pali di fondazione, l’edificio è stato progettato per “fluttuare” come una barca nell’acqua. E’ stato asportato un volume di terra corrispondente al peso dell’edificio soprastante. Una volta completato, la pressione esercitata dall’edificio eguaglia quella esercitata dal suolo che è stato rimosso. Una fondazione in calcestruzzo armato dello spessore di 1,2 metri trasferisce uniformemente il carico dell’edificio al suolo sottostante.

 
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