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Home Arretrati 2005 The Plan 08 Sede del Giornale “Il Sole 24 Ore”

| Renzo Piano Building Workshop |

Sede del Giornale “Il Sole 24 Ore”

| Milano | Italia |
| Architettura |


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Il complesso progettato da Renzo Piano a Milano, per la nuova sede del giornale “Il Sole 24 ore” si trova in un quartiere, quello della “vecchia” fiera, ad alto potenziale di trasformazione. Il lavoro parte dalla ristrutturazione di un edificio industriale preesistente tra Viale Monterosa e Via Tempesta e si articola in tre blocchi disposti a corte aperta verso l’interno dell’isolato.  Nel corpo centrale su via Monterosa è l’ingresso principale, dal quale immediatamente si percepisce il verde interno, grazie all’atrio a tripla altezza che collega il livello della strada esterna a quello della corte interna, superando la profondità del corpo di fabbrica.
L’incredibile leggerezza del volume deriva dalla rottura dei fronti stradali e dei corpi dell’edificio con l’inserimento di blocchi di collegamento verticale e servizi. Le superfici venute meno da tale rottura sono state riguadagnate sopraelevando l’intero complesso di due piani, arretrando l’ultimo di 4 m dai fronti della strada e circa 2,50 m dall’interno, per non appesantire l’impatto visivo nel rapporto con il contesto urbano.
La permeabilità visiva dei fronti vetrati permette la proiezione del parco interno verso l’esterno. La folta piantumazione nel giardino ed il rinfoltimento di quella sul viale Monterosa servono a fornire alla città un nuovo “parco urbano”.  Una vera e propria onda di verde è contenuta dai corpi dell’edificio che ne assorbono la gradevolezza ed i benefici aspetti climatici, senza interromperne l’espandersi al quartiere circostante.  La collina svela con la sua sagoma la metafora dell’onda e contiene una mensa per 500 persone, un auditorium, spazi adibiti a magazzino e un parcheggio. Questi ambienti ricavano luce dal soffitto vetrato e schermato che rompe la continuità del verde della collina ed è sostenuto da travi reticolari disegnate a sagoma lanceolare in acciaio, che sbordano sul piazzale interno. Un rivestimento in cotto a listelli orizzontali ricopre il basamento dell’edificio e su via Tempesta si compone in tre torri che rompono la continuità vetrata. Le facciate sono dotate di un irrigidimento in lamine di vetro e sono staccate dai solai di calcestruzzo con vetri termoresistenti a chiusura del piano calpestabile. L’effetto così ottenuto è quello di una diffusione luminosa uniforme sul piano di facciata, come quello di una membrana che ricopre una lampada, su cui viene proiettato l’intenso lavoro delle ore notturne del giornale.
A copertura dell’intero edificio si alternano strutture in griglia metallica, in vetro serigrafato, ma più frequentemente in lamelle frangisole. L’insieme forma un piano continuo, sospeso, che sembra “volare” al di sopra dell’ultimo solaio. Compositivamente, la forte metafora dell’onda e il rapporto con il verde caratterizzano il progetto, sviluppato poi nei temi chiave della leggerezza e della trasparenza. Trasparenza che si traduce in una proiezione visiva dell’osservatore verso l’interno: un rapporto destinato ad essere capovolto la sera, quando diviene l’edificio stesso ad essere proiettato verso l’esterno. Il sistema permette quindi un continuo dialogare del complesso con il contesto cittadino con cui crea una vera interazione. La scelta del colore sgargiante per il tessuto dei sistemi oscuranti esterni stupisce per la sua originalità. Riesce ad alleggerire i toni grigi del contesto urbano circostante dando un senso di freschezza ed un tono primaverile grazie anche al rapporto che si crea fra il verde artificiale delle tende e quello naturale del giardino.

Davide Cuppini

 
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