La casa unifamiliare è il fondamento della cultura abitativa statunitense, una fusione tra il desiderio di unicità, o d’indipendenza, e l’inesorabilità delle tecniche di produzione di massa. Nei decenni più recenti, architetti creativi - l’esempio più famoso è di Frank Gehry con la propria casa a Santa Monica - hanno usato la ristrutturazione di case generiche unifamiliari come un luogo di ricerca per una radicale concezione di forma, linguaggio e vita domestica. Come Gehry prima di lui, Douglas Garofalo con il suo studio di Chicago, abbina e trasforma elementi nuovi e elementi esistenti, fino a fonderne i reciproci ruoli di nucleo e derivazione.
La casa, riconfigurata da Garofalo a Spring Prairie nel Wisconsin, emerge dal rosso edificio originario come una serie di padiglioni color arancio che abbracciano in parte una piscina e un patio. La nuova costruzione non ha affatto inglobato il preesistente edificio autonomo, lo ha invece liberato e potenziato, rafforzandone l’intimità: un capanno per gli attrezzi, un padiglione nascosto e una stalla per lama e capre separano un “santuario” interno, ma all’aperto (piscina e patio) da un mondo esterno dall’apparenza naturale come prati, orchidee, una fitta foresta e un piccolo lago dove potrà essere collocato un ulteriore padiglione.
L’ampliamento più prossimo all’edificio originale è un’ala a due piani per gli ospiti (genitori al piano inferiore e bambini al superiore), avvolta da una membrana di titanio, a grandi scaglie. Luminoso complemento alla sottostante struttura ortogonale color arancio, il titanio si colora di blu e verde pallidi contro la distesa del cielo e del prato. Il rivestimento si espande fino ad avviluppare l’interno con un profilo filante che fa risultare sorprendentemente delicato questo compatto materiale industriale. Suggestivo e biomorfo, il titanio riappare come argentea balaustrata metallica del balcone, ponte di accesso alla “prua” protesa del vecchio edificio (la camera da letto principale).
La residenza a Spring Prairie è un rifugio dalla vita metropolitana di Chicago, una fuga bucolica per la numerosa famiglia dei committenti, una coppia con sei figli e rispettivi coniugi e molti nipoti.
Più a nord, nella Green Bay, la residenza Nothstine è l’abitazione permanente di una coppia con tre figli quasi adolescenti. In questo intervento, Garofalo ha sfruttato il pendio naturale del luogo, in discesa dall’esistente casa squadrata vicino alla sede stradale, lasciando scorrere un nuovo elemento strutturale che curva e si piega fino a racchiudere spazi sinuosi e interconnessi, con viste panoramiche verso l’esterno.
Sebbene le forme siano futuristiche e ricordino i movimenti fluidi del brasiliano Oscar Niemeyer, l’effetto finale dà la sensazione di essere all’interno di una splendida e complessa casa/albero. Il marito colleziona macchine in miniatura: lo spazio al piano superiore dell’edificio originario è divenuto un salone-galleria, in cui le pareti sono dedicate all’esposizione della collezione e il pavimento ad un arcipelago di piste a serpentina. La moglie coltiva orchidee: il visitatore entra in casa attraverso una serra vetrata con la sua particolare atmosfera umida, ed esce dal lato esposto a ovest su una passerella che sporge come un pontile di avvistamento per bird-watching.
Formalmente, la ristrutturazione della Nothstine Residence è definita dalla sua superficie estrusa: come la monoscocca di uno yacht da gara, è una membrana contigua costituita da una struttura ibrida di acciaio e legno, tutta avvolta in fibra di vetro gialla. Color giallo viscoso, quasi iridescente. Le vedute sull’esterno sono incorniciate dai piani configurati da pavimento, muri e soffitto nel loro proiettarsi verso i bordi rastremati. Come per il pontile trapezoidale di avvistamento, il guscio monolitico è posizionato e sostenuto da montanti tubolari in acciaio. Questi pilastri consentono all’involucro del soggiorno di librarsi al di sopra del giardino e del laghetto ornamentale sottostante. Il nucleo centrale dell’edificio rimane visibile su entrambi i lati, un punto attorno al quale la nuova costruzione serpeggia e si lancia.
Green Bay si sviluppa in verticale, Spring Prairie in orizzontale: la sua copertura curva in metallo galleggia al di sopra del terreno e ne sottolinea la piattezza con un tappeto formato da piccole lastre in calcestruzzo con ciuffi d’erba. I volumi rettilinei di Garofalo sporgono arditamente sotto il rivestimento in titanio per trasformarsi in grezzi elementi lineari e canonici come il recinto degli animali … e verso una staccionata di confine con un orto, in una lontana eco dell’autosufficienza di Thoreau a Walden Pond.
L’orizzonte e la orizzontalità sono temi fondanti e ricorrenti dell’urbanizzazione e del progetto negli Stati Uniti, comuni a Thomas Jefferson ed a Frank Lloyd Wright, un figlio del Wisconsin che ha aperto alla natura le dimore del primo modernismo. A differenza della statica singolarità degli edifici, opera di precedenti generazioni, l’architettura di Garofalo a Spring Prairie è un collage di frammenti e di forme, che dialogano l’una con l’altra, adattando l’uso ed il contesto alle sfumature della costruzione. Al di sotto del concavo punto focale della copertura a costoloni rivestita in titanio, la cucina presenta finestre a lamelle sulla facciata dell’abitazione principale. La vita a Spring Prairie si svolge per gran parte all’aria aperta, attorno alla piscina e al patio ombreggiato da un tessuto giallo da paracadute teso in orizzontale da un’ossatura in metallo.
Green Bay, insenatura maggiore del lago Michigan, gode di un clima rigido se non severo. La Nothstine Residence è, rispetto alla precedente, più compatta, aperta al sole pomeridiano e a scorci sul lago. Una striscia gialla unisce la camera da letto principale (l’attico con vista prospettica), il soggiorno (visibile in trasparenza dalla strada), uno studio, una serra e, nella porzione schermata più in basso, una stanza multimediale high-tech.
La ristrutturazione di entrambe le case avviene ai margini dell’ortodossia industriale dell’edilizia in America. Il principale appaltatore di Green Bay, ad esempio, costruisce ‘rimorchi’ o case mobili durante i mesi estivi. Per delineare il sentiero che scende a “zig zag”, l’architetto utilizza, mettendoli in evidenza, i segmenti in acciaio ondulato che si usano per il contenimento del terreno. Garofalo possiede un occhio d’artista per gli elementi complementari: i sostegni verticali a V nel giardino; la gigantesca inferriata dell’ingresso e della passerella di avvistamento; la nicchia in assicelle di legno, come un bozzolo, nella zona soggiorno; e l’ovoidale camino sospeso e rotatorio, degno di un film di spionaggio degli anni Sessanta.
Garofalo è inserito nell’attuale dibattito teorico, ovvero l’evoluzione del linguaggio architettonico e delle capacità tecniche offerte dalla computerizzazione (è forse più conosciuto a livello internazionale per la Chiesa Coreana Presbiteriana nel Queens a New York, realizzata in collaborazione con Greg Lynn e Michael McInturf). Queste case, e precedenti progetti di abitazione per lo più nei sobborghi di Chicago, rivelano comunque un impegno verso la contemporaneità architettonica, insieme ad una personale estetica che si dimostra, in parte, delicatamente surreale. Si attende ora di verificare progetti più grandi a scala urbana, verso i quali, queste residenze possano essere una tappa.
Raymund Ryan








