Il Genzyme Centre, situato in un’area dimessa ma adiacente ad altri istituti di ricerca di Cambridge nel Massachusetts, è stato progettato come simbolo di progresso per due clienti, un operatore immobiliare privato, specializzato nella costruzione di edifici adibiti a laboratori e una società leader nel settore delle biotecnologie. Lo scopo era di fornire un ambiente di lavoro di elevata qualità per il personale dell’azienda, caratterizzato da un elevato grado di formazione e molto ricercato per la sua grande specializzazione. Scopo del progetto era di sviluppare un edificio i cui spazi interni definissero anche la forma esterna, partendo dall’ambiente di lavoro singolo per arrivare alla progettazione dell’intera struttura. L’edificio è protetto dal clima rigido di Boston grazie ad un involucro di vetro sobrio ma ad alte prestazioni, rispettoso delle normative della città. L’ambiente interno risulta così svincolato dalle restrizioni climatiche esterne. I vari elementi dell’involucro interagiscono con le strutture spaziali dell’interno - uffici, giardini, volumi aperti per più piani. Visto dalla strada, l’aspetto esteriore dell’edificio è definito dalla leggerezza e dalla trasparenza delle facciate in vetro, movimentato dalla gamma di sfumature multicolori di tende e persiane, dalle tende frangisole e dalle vivaci serigrafie collocate dietro alle vetrate. Giardini pensili contribuiscono a dare alla facciata un aspetto sempre mutevole, una combinazione di profondità, trasparenza e riflessi. I piani inferiori racchiudono un confortevole spazio aperto al pubblico, che è diventato una nuova attrazione per l’area circostante. Per dirigersi verso la reception nell’ammezzato, sia i visitatori sia i dipendenti passano attraverso il giardino centrale, ricco di verde e di acqua. Sopra questo livello, aperto al pubblico, i piani adibiti ad uffici presentano una pianta aperta che consente di ottenere configurazioni spaziali diverse. Al centro dell’edificio è stata creata un’oasi climatica - un atrio che si estende a tutta altezza sui 12 piani dell’edificio, ramificandosi come un albero i cui rami vadano dal cuore della struttura alle facciate e creando quindi delle soluzioni spaziali con identità private e pubbliche. L’atrio è collegato con le varie aree dell’edificio, che è organizzato come una città verticale, con “unità abitative” ovvero spazi di lavoro individuali, vaste aree pubbliche e giardini estesi per tutta l’altezza dell’atrio. Quanto al “paesaggio” degli uffici, si può spaziare con la fantasia: posti di lavoro aperti e uffici chiusi si alternano a seconda delle necessità e delle situazioni. L’arredamento del Genzyme Centre, per lo più su misura, ha una gamma molto vasta di colori, forme e materiali e offre quindi esperienze spaziali e visive diverse. I vari elementi si possono combinare in modo che si adattino ai gusti individuali, ma anche in modo da identificare gli spazi specifici. Le aree di lavoro, concentrate e rispettose del privato, creano uno stimolante contrasto con i vasti spazi pubblici dei giardini e dell’atrio. Nei giardini interni, le piante contribuiscono a migliorare il clima all’interno dell’edificio aumentando l’ossigenazione dell’aria e catturando le sostanze inquinanti. La scelta delle piante è ispirata all’idea di impostare i singoli giardini su tipologie arboree diverse. L’atrio riceve luce naturale, filtrata e riflessa con diversi mezzi e accorgimenti. Al di sotto dei lucernari, il soffitto è formato da lamelle che riflettono, rifrangono e filtrano la luce verso il basso riducendo l’abbagliamento, ma non la quantità. La luce solare così filtrata viene ulteriormente dispersa all’interno grazie a pareti riflettenti e “lampadari”, costituiti da prismi acrilici di alta qualità, che animano l’atrio con motivi cangianti di luce iridescente e creano un effetto simile ad una nuvola che si muove e muta direzionando la luce solare.








