Il complesso immobiliare “Bergognone 53” a Milano nasce da un concorso internazionale promosso dalla società immobiliare Hines e si colloca in una zona ad alta concentrazione di edifici industriali in via di dismissione nei pressi di Porta Genova, tra i Navigli, la circonvallazione e la periferia. Il progetto prevede l’integrale ristrutturazione del complesso già delle Poste Italiane, quattro edifici degli anni Sessanta - Settanta che racchiudono una corte interna. Interpretando i quattro blocchi (A, B, C e D) come unità urbana, l’intervento conservativo mantiene i volumi esistenti, rifunzionalizza e aggiorna il design d’insieme, inserendo nuove finestre, aprendo spazi a doppia altezza e una nuova corte-giardino.
L’ accesso principale su via Bergognone è stato creato demolendo parte dell’edificio su via Tortona in modo da generare nuove visuali verso il giardino interno. La corte, parzialmente coperta, pavimentata in pietra e protetta dai blocchi dei volumi, è su livelli diversi che creano una sovrapposizione di giardini: uno spazio unitario su cui affacciano le hall dei singoli edifici. La vela di copertura utilizza il principio strutturale della catenaria ed è composta da “scaglie” di vetro trasparente sulle quali l’acqua meteorica può scorrere.
L’edificio “A” di nove piani, l’intervento più consistente, affaccia a ovest su via Bergognone. Il nuovo prospetto ad involucro trasparente dona un’immagine unitaria di contemporaneità ed è realizzato con ampie campiture in vetro, corrispondenti alla struttura modulare del blocco; il lato sud-ovest maggiormente esposto si caratterizza per l’aggiunta di una “seconda pelle” con uno sbalzo di 60 cm. Questa protezione funziona come una persiana, un filtro passivo: i vetri selettivi riducono l’impatto dell’irraggiamento solare e limitano il ricorso a sistemi di condizionamento interno.
La scelta architettonica si integra con la nuova impiantistica per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi. L’utilizzo della tecnologia delle “travi fredde” a soffitto, connesse all’impianto di ventilazione, in parte integrate nel sistema di illuminazione e in parte nel controsoffitto forato e collegate ad una batteria alettata alimentata con acqua calda a bassa temperatura in inverno e con acqua refrigerata in estate, consente un elevato comfort climatico puntuale negli ambienti ed il loro raffrescamento, associando un’elevata efficacia di ventilazione a velocità massime dell’aria. Il risparmio energetico deriva dal connubio fra minima aria esterna di ventilazione e diversa ripartizione dello scambio termico; si sfruttano simultaneamente irraggiamento, autoconvezione e induzione, finora separati, per un migliore controllo localizzato nella distribuzione dell’aria. La valutazione energetica del complesso è avvenuta, in fase di progettazione, in due tempi: simulazioni tridimensionali, eseguite con il software Ecotect, hanno analizzato orientamento ed esposizione solare per individuare le facciate più esposte all’irraggiamento estivo ed il necessario ombreggiamento per la corte interna. In fase esecutiva, sono stati determinati i consumi invernali ed estivi, quantificando il risparmio energetico.
Il dato rilevante e conseguente alla strategia di progettazione è il valore globale di consumo: 145 kW/mq per l’edificio “A”, mentre per un edificio uguale realizzato con materiali standard sarebbe
280 kW/mq. Le facciate a taglio termico con vetri selettivi integrati alla doppia pelle ottengono una trasmittanza unitaria K (il flusso di calore che, in regime stazionario, passa attraverso una parete) di 1,4; per una facciata standard è 2,5. Ogni scelta di progetto contribuisce a ridurre i consumi: doppia pelle, selettività delle vetrate, isolamento, sistema a travi fredde e impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio “C”.








