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Home Arretrati 2010 The Plan 46 Vacheron Constantin Headquarters

| Bernard Tschumi Architects |

Vacheron Constantin Headquarters

| Ginevra | Svizzera |
| Architettura |


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Nel 2001 Vacheron Constantin, la più antica casa svizzera di orologeria, fondata nel 1755, indice un concorso internazionale per la definizione della nuova sede a Plan-les-Ouates, nei pressi di Ginevra, con l’obiettivo di riunire le attività amministrative e direzionali, l’accoglienza alla clientela internazionale, le attività di progetto e manifatturiere in un unico importante edificio, coniugando tradizione e innovazione.
Bernard Tschumi si aggiudica il concorso; i lavori edilizi vengono portati a conclusione in 18 mesi e nell’agosto 2004 l’edificio è inaugurato, divenendo un elemento centrale nel programma dei festeggiamenti per il 250° anniversario della casa. L’architettura di Tschumi modifica il paesaggio di assi viabilistici e insediamenti industriali: già le prime indicazioni negli schizzi di progetto individuano un edificio dalla veste unitaria, che tuttavia separa distintamente le funzioni direzionali dalle attività di progettazione e produzione, attraverso due corpi raccordati ma diversi in altezza e volume. L’unità è definita dal piano terreno completamente vetrato in entrambe le parti collegate e dal dinamico assetto del rivestimento metallico che copre l’intero complesso. Il sottile involucro esterno in aggetto sulle alte pareti vetrate laterali, è costituito da una lamina ad andamento flessuoso, che si distende sulla copertura, a cui si àncora incurvandosi e inserendosi nel corpo del volume direzionale.
Il volume verticale costituisce l’accesso all’intero complesso per impiegati e visitatori: la facciata si compone in due fasce, lo “zoccolo” di base vetrato e la parete rivestita in metallo, in leggero aggetto sulla verticale e interrotta dai lunghi tagli orizzontali delle finestre ai piani. All’interno, il volume direzionale ottiene controllate condizioni di luminosità; la parete vetrata a nord lascia penetrare ampiamente la luce neutra e indiretta dall’esterno, mentre l’opposta parete vetrata a sud filtra l’intensità dell’irraggiamento solare. Negli spazi interni del complesso, l’idea architettonica del rivestimento continuo si ripresenta: all’esterno la lucida lamina metallica suggerisce precisione e sicurezza, all’interno si propone l’accogliente sensazione di calore del legno. Si utilizza un unico tipo di legno, il ciliegio americano: riveste pavimenti e pareti, a finiture differenziate in relazione alle funzioni degli spazi, in massello o a parquet flottante; negli spazi distributivi al termine della sezione per la produzione, il ciliegio riveste anche il soffitto, con il raccordo in curvatura continua dalla parete. L’andamento quasi speculare dei rivestimenti esterno ed interno nei due materiali applicati, metallo e legno, rafforza la coerenza visiva e funzionale dell’edificio.
Per contrasto, le zone di transito e circolazione all’interno sono concepite come successione di spazi e percorsi vetrati: nell’ampio atrio d’ingresso  a tutta altezza predominano l’imponente scala a rampe contrapposte, gli elementi distributivi a ballatoio per gli ambienti ai vari piani, il vano ascensori, tutti realizzati in vetro. Il basso volume che ospita le attività produttive e di progettazione si affaccia su un cortile interno silenzioso e luminoso, e nello stesso tempo funge da copertura del parcheggio interrato, illuminato da luce naturale e ricavato su un avvallamento artificiale del terreno. La struttura portante del complesso è in cemento armato.

Francesco Pagliari

 
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