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Home Arretrati 2005 The Plan 12 Viadotto di Millau

| Foster and Partners |

Viadotto di Millau

| Gorges du Tarn | Francia |
| Structure |


012-10
Si ritiene sovente che i ponti appartengano al dominio degli ingegneri piuttosto che a quello degli architetti. L’architettura delle infrastrutture tuttavia determina un possente impatto sull’ambiente e il viadotto di Millau, progettato da Norman Foster in stretta collaborazione con gli ingegneri strutturisti, rende evidente quanto possa essere essenziale il ruolo dell’architetto in questi progetti.
Situato nella Francia del sud, il ponte costituisce il più alto viadotto stradale al mondo, collegando le reti autostradali A75 di Francia e Spagna nell’itinerario diretto fra Parigi e Barcellona, attraverso il Massiccio Centrale. Il ponte supera il fiume Tarn, che scorre in una spettacolare gola scavata tra due altipiani: a nord, il “Causse Rouge” e, a sud, il “Causse Larzac”. L’autostrada dispone di due corsie per senso di marcia, con banchine di emergenza. In automobile, attraversare il ponte richiede circa un minuto; le attrezzature dei caselli per il pagamento del pedaggio contrassegnano il lato nord del ponte. Appare interessante notare che letture alternative della situazione topografica avevano suggerito due possibili soluzioni strutturali: la prima, esaltare l’attraversamento del fiume; la seconda, affrontare nel modo più economico possibile la sfida di coprire i 2460 metri che intercorrono fra l’uno e l’altro altopiano. Sebbene storicamente il fiume sia l’origine geologica del paesaggio circostante, in questo punto il suo letto è molto angusto e per questo motivo è stata la seconda interpretazione a suggerire la soluzione strutturale più adeguata. Il viadotto presenta un profilo spettacolare, ma allo stesso tempo non costituisce un intervento pesante nel paesaggio.
Con una struttura sostenuta da cavi e montanti, il ponte è leggero, trasparente, modulato su una luce ottimale fra i piloni: ciascuna luce si estende per 342 metri, l’altezza dei piloni varia da 75 a 245 metri (pressoché equivalente alla Torre Eiffel), mentre i montanti si innalzano per altri 90 metri al di sopra del piano stradale. Per compensare le dilatazioni e le contrazioni della massa di cemento, ogni pilone al di sotto della carreggiata si divide in due elementi più sottili e flessibili, mentre i montanti al di sopra del piano stradale disegnano una struttura ad A. La forma rastremata dei piloni corrisponde all’entità dei carichi strutturali, minimizzando il profilo nell’alzato.

 
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