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Home Report 040 Three Houses

| Alison Brooks Architects |

Three Houses

| | UK |
| Point of View |


013-7
Canadese di nascita, londinese d’adozione, Alison Brooks ridefinisce con la propria architettura il modo di progettare la tipologia residenziale. In Gran Bretagna la costruzione di edifici per abitazioni è controllata dalle grandi imprese e le architetture squadrate che rappresentano la maggioranza di questa produzione lasciano poco spazio alla creatività. Alison Brooks teme che le logiche commerciali possano creare dei ghetti: “lo sviluppo residenziale è parte della costruzione della città, è un’attività sociale e politica. Dovrebbe essere il luogo della sperimentazione e del cambiamento”. Da quando è stato fondato otto anni fa, lo studio Alison Brooks Architects (ABA) opera nel settore del design urbano, residenziale, di interni e paesaggistico, proponendo progetti sperimentali caratterizzati da schemi nuovi che l’hanno resa famosa.
FUL House (1999) rappresenta una critica e una metamorfosi della tipica abitazione terrazzata vittoriano-edoardiana. Nel 2001 il progetto VXO amplia una casa con giardino degli anni ‘60 a Hampstead con tre nuovi elementi per creare un campus domestico dalle strutture e dal paesaggio altamente espressivi. Per il progetto di sviluppo residenziale Brookland Avenue (2002-) a Cambridge per la Countryside Propreties, che sarà il più vasto insediamento moderno di edilizia pubblica dal 1965,
la Brooks vince un Riba Housing Award (2003). La commissione giudicatrice ha riconosciuto la natura esemplare del progetto in relazione alle linee guida del governo britannico per interventi sostenibili.
Con il lavoro di ABA, Alison Brooks dimostra l’intenzione di portare l’architettura oltre il suo usuale contesto e dentro il paesaggio, conferendole un nuovo carattere che supera le convenzioni e gli schemi predefiniti. Alison Brooks è affascinata dalla complessa sensibilità barocca che l’architettura può raggiungere attraverso pochi semplici movimenti e la configurazione dei piani, come degli origami, che spesso, nei suoi lavori recenti, consistono in superfici piegate o avvolgenti in un unico materiale.

Salt House
Sulla costa britannica, un ambiente un tempo assai più industriale di adesso, Brooks ha realizzato una versione moderna dell’architettura tradizionale. Salt House (2005) a St. Laurence Bay sulla costa dell’Essex, è una casa di 350 m2 ad atrio, dalle forme moderne, rivestita in legno, con la copertura in lastre in pietra nera. Situata al termine di una sequenza di vecchi cottage bianchi in legno con “bow windows” (originariamente case di pescatori di ostriche), presenta come le altre un padiglione a un piano sul lato sud, un alloggio per gli ospiti che definisce il cortile di accesso. La casa vuol essere allo stesso tempo una trasformazione della locale tipologia vernacolare e un prototipo per la costruzione in piane alluvionali.
In Gran Bretagna le case al mare sono spesso abbastanza austere. La ricerca per il progetto di Salt House si rifà alle case di vacanza costruite negli anni ‘60 lungo la costa del nord America, in un clima di ottimismo e prosperità. Ha rappresentato una svolta l’idea di addossare un portico alla facciata, elemento tipico delle case americane (e indiane).
“Gli spazi semi-pubblici favoriscono gli incontri, e rispondono alla necessità di socializzare” afferma la Brooks. Al piano terra il pavimento rivestito in legno prosegue esternamente a nord e a sud in terrazze digradanti, creando così un unico ambiente.
La divisione orizzontale in due piani è interrotta dall’inserimento di un lucernario centrale che connette gli spazi interni e apre la casa in verticale verso il cielo. La geometria delle linee di facciata si ispira a quella dei “bow windows” tipici della zona. Le pieghe della superficie esterna creano ampie forme e armoniche transizioni spaziali tra gli ambienti, scomponendo la pelle bidimensionale e sottile che separa l’interno dall’esterno. Ai proprietari è piaciuto molto lo spazio aperto, senza colonne, l’organicità della pianta e la possibilità di accedere da ogni stanza a una terrazza.
Con ogni progetto la Brooks cerca di esplorare nuove soluzioni ma
elementi simili tendono a riemergere. Salt House gioca con le superfici piegando, inclinando, alzando e sviluppando diverse soluzioni compositive per il piano superiore tramite il collasso delle geometrie delle superfici. A rischio di conferire a Salt House l’aspetto troppo preciso e pulito di un plastico, il processo progettuale ricerca la forma pura e perfetta di un cristallo di sale.

Wrap House

Anche per la Wrap House a Chiswick, zona ovest di Londra, l’architettura è riconducibile ad un unico elemento planare che crea una relazione organica tra gli elementi interni ed esterni. Un’estensione in legno di 100 m2, all’interno di un giardino di una casa singola, realizzata in tempi brevissimi (febbraio-luglio 2005), crea una sequenza continua di nuovi spazi interni interconnessi. La geometria triangolare del tetto (rivestito semplicemente in tavolato di legno) si comprime per ricavare uno spazio appartato sul retro e nel contempo valorizzare la veduta sul giardino dalla finestra del piano superiore. All’estremo opposto dell’edificio il tetto si ripiega verso l’alto per offrire diverse inquadrature del giardino. La superficie di copertura si sviluppa partendo da un camino centrale e forma una struttura esterna in legno per pranzi e ricevimenti estivi.

Fold House
Fold House a Wandsworth, Londra sud (2002) evidenzia chiaramente l’interesse di ABA per la smaterializzazione. Per l’intervento di conversione ed ampliamento di 420 m2 di una grande casa vittoriana, in un’area sottoposta a vincolo conservativo, l’architetto ha progettato un singolare spazio soggiorno-pranzo definito da una lamiera patinata in ottone ripetutamente piegata. Da una semplice scatola vetrata si diparte e si sviluppa una forma elementare che genera una varietà di spazi esterni fra cui un cortile tra l’edificio esistente e la nuova costruzione e un porticato coperto, con lamiere ripiegate che creano sedute e riflettono la luce. Le vetrate sono a scomparsa permettendo a due delle facciate di aprirsi completamente verso il giardino. Anche l’uso di pannelli patinati in ottone che cambiano colore col tempo, con l’esposizione agli agenti atmosferici e alla luce, è dovuto all’intento di evitare un’architettura statica. “Se l’architettura può essere ridotta a qualcosa di così semplice come pannelli tagliati e piegati, essa diventa estremamente bidimensionale anche se le forme sono tridimensionali, è come creare un origami: si esprime l’assenza di peso”. In un primo momento, poichè ai clienti piaceva molto la Dulwich Picture Gallery di Rick Mather con i suoi infissi patinati, gli architetti avevano pensato di usare l’acciaio Cor-Ten ma in realtà essi volevano ottenere un effetto di maggiore leggerezza. Le lamine in bronzo sono molto costose, ma avendo usato pannelli in ottone saldati per il muro e la scalinata dell’Opera House di Tel Aviv (progetto di Ron Arad, ndr), la Brooks conosceva il materiale e sapeva che i pannelli in ottone, essendo una lega del bronzo, sono più economici. A Fold House, le superfici in ottone patinato che rivestono un telaio strutturale in acciaio presentano ora una piacevole patina verde bluastro che mette in relazione i volumi con gli spazi esterni del giardino.
Alison Brooks intende creare una visione radicalmente nuova per la progettazione residenziale e il design urbano in Gran Bretagna. “Nella fase iniziale produciamo modelli tridimensionali... si può verificare tutto ciò che si fa, le idee si confrontano con il modello virtuale. Si permette ai clienti di comprendere il processo progettuale e le forme complesse in maniera più diretta”. Non è interessata in acrobazie strutturali fine a se stesse. “Cerchiamo di creare strutture alternative per le esperienze sociali che permettano agli individui di interpretare e capire il proprio ambiente.
Cerco di provocare collegamenti con i sensi, le emozioni, il significato di essere umani - valori che spesso sono considerati a margine in architettura”. Brooks ha la sensazione che le persone in Gran Bretagna ”sono già convinte della necessità di spazi moderni e flessibili - l’avvento dei loft è stata una parte determinante di questo passaggio - sono di idee più aperte e la cultura attuale è pronta a recepire qualcosa di diverso - ma c’è ancora uno sfasamento rispetto a ciò che viene effettivamente costruito. Dovremmo proporre, su vasta scala, una nuova idea di spazio domestico che possa migliorare la vita quotidiana delle persone: costruire abitazioni ha un grande impatto sociale”.

Lucy Bullivant

 
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