La Centrale di cogenerazione a ciclo combinato, situata nei pressi di Reggio Emilia, è un impianto tecnicamente innovativo per la produzione di energia elettrica attraverso turbine a gas e a vapore che ottimizza le risorse energetiche per produrre, attraverso scambiatori di calore, acqua surriscaldata per il circuito di teleriscaldamento.
L’impianto arricchisce il polo energetico esistente, costruito negli anni Ottanta in un comparto adiacente al lato nord della ferrovia Milano - Bologna, che si affaccia sulla campagna aperta. La collocazione della nuova centrale è al margine nord del complesso.
Il corpo edilizio della centrale si sviluppa in senso longitudinale, lungo l’asse est-ovest, in una sorta di argine visuale fra la campagna e il costruito. La conformazione del nuovo edificio si presenta come una struttura a base rettangolare, caratterizzata da due semigusci come involucro esterno, che avvolgono il corpo della grande “navata”, in cui sono alloggiati impianti e macchine. Lo sviluppo longitudinale dell’architettura riduce l’effetto volumetrico complessivo del nuovo edificio nell’ambiente.
Le grandi aperture a nastro, protette da frangisole metallici, interrompono la continuità del rivestimento e ne allegeriscono la percezione.
Il rivestimento a semigusci contiene elementi fonoassorbenti integrati, per rendere minimo l’inquinamento acustico. La struttura dell’edificio è prefabbricata in acciaio, con grandi centine a sostegno della copertura metallica a doppia falda e carena rovesciata, il cui rivestimento è in pannelli fonoassorbenti d’acciaio e lamiera microforata. Il settore superiore della facciata ventilata è in zinco titanio. Il basamento in laterizio armato di colore scuro, utilizzato anche per il timpano dei prospetti trasversali, mitiga l’aspetto marcatamente tecnologico sulle facciate longitudinali. L’uso del mattone nello zoccolo richiama la precedente centrale, la cui immagine fu curata negli anni Ottanta da Marco Zanuso.
La facciata principale di ingresso è in acciaio corten e vetro: la parte vetrata consente anche il controllo visivo degli impianti. Una scala in acciaio esterna sul prospetto fornisce il collegamento verticale.
Il semiguscio di copertura aggettante sul lato sud funge da protezione per la scala e ripara la vetrata dall’influsso dell’esposizione solare. Scale e passerelle interne danno accesso alle zone di controllo e alle operazioni di manutenzione per le macchine. Un complesso sistema di passerelle consente il prelievo dei fumi lungo la superficie esterna del camino alto 40 metri. L’illuminazione interna per le zone impianti è assicurata da una serie di lucernari zenitali, posti sul piano sottostante i gruppi aerotermo. L’organizzazione dei percorsi pedonali interni è longitudinale; grandi portoni metallici per gli accessi di servizio e manutenzione interrompono il basamento lungo le facciate laterali, richiamando il materiale utilizzato per il guscio di rivestimento.




