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Home Arretrati 2006 The Plan 15 Due Case a Ponte De Lima

| Eduardo Souto de Moura |

Due Case a Ponte De Lima

| Ponte de Lima | Portogallo |
| Architettura |


015-5
L’architettura di Eduardo Souto de Moura si pone come una riflessione, carica dei dubbi che percorrono il processo di progetto e la costruzione dell’edificio, nella direzione di una razionalità che ammette contraddizioni e contrasti al proprio interno. Le due case a Ponte de Lima rappresentano aspetti di un medesimo programma costruttivo, residenze unifamiliari con piscina in un paesaggio fortemente caratterizzato: in questo caso, l’elemento guida è il pendio scosceso.
La loro conformazione volumetrica dai netti contorni a parallelepipedo è simile, ma la contrapposizione formale è evidente: una casa si sovrappone al declivio, emergendone con il volume a sbalzo in rilevante aggetto, l’altra segue parallela l’andamento del terreno. Non si tratta, tuttavia, di definire soltanto un diverso rapporto con la natura; entrambe le case convergono sull’idea di vivibilità, con soluzioni che corrispondono ad esigenze differenti: l’una si rivolge al paesaggio con ampie facciate vetrate a tutt’altezza che danno accesso alle terrazze coperte protette da una semplice ringhiera metallica; l’altra si concentra sugli interni, secondo la richiesta di riservatezza del committente, fornendo luminosità e visuali mediate dalle pareti esterne perimetrali.
Le abitazioni sono collegate ai rispettivi ingressi su strada tramite percorsi a gradini in granito che, proseguendo lungo il pendio sui lati chiusi orientati a sud, conducono alle piscine e agli spazi di relax.
La casa a sbalzo è lineare, ad un piano; il solaio a terra si connette alla fondazione attraverso una struttura a setti obliqui. Un nastro vetrato superiore con infissi in acciaio inox e la parete inferiore rivestita in lastre di marmo definiscono la facciata d’ingresso sul lato est, in leggero arretramento rispetto al filo della sagoma volumetrica. L’accesso è diretto sulla zona di soggiorno e sull’ampia prospettiva che si apre verso il paesaggio, attraverso la vetrata con apertura scorrevole formata da serramenti in alluminio e vetrocamera. Il lato verso ovest è diviso in due parti da un setto trasversale che separa il soggiorno dalle quattro camere da letto. La copertura, definita da pendenze limitate rispetto all’altra casa, è rivestita in lamiera di acciaio zincato.
La seconda abitazione propone una molteplice correlazione con la “naturalità” delle cose: apparentemente l’andamento parallelo al terreno sembra assecondarne l’aspra pendenza, in realtà la soluzione architettonica introduce distinzioni e livelli differenziati di relazione con l’ambiente. La casa si sviluppa lungo la fondazione che interseca il pendio, la quale consente lo sbalzo del solaio verso ovest e costituisce l’appoggio di tutta la struttura. L’accento è posto sullo spazio interno, luminoso per le ampie superfici vetrate, che tuttavia non costituiscono i confini perimetrali dell’abitazione.
Sull’affaccio verso la piscina si forma una terrazza aperta, per il taglio in copertura, che ha funzione di convogliare aria e luce sullo spazio di soggiorno a doppia altezza e sulle camere da letto, attraverso la lunga facciata vetrata che unifica il prospetto anche in questa casa. Le visuali sono quindi concentrate sulla leggibilità degli interni attraverso i tagli di luce, sulle correlazioni individuate dalla pianta che si dispone su due livelli, su un rapporto mediato con la natura circostante attraverso pareti-schermo. Il soggiorno a doppia altezza è illuminato da entrambi i fronti ed è contrassegnato dall’eleganza della scala con gradini a sbalzo e dal rivestimento in granito tinteggiato della parete sul lato est. La copertura a forte pendenza, rivestita in rame, diviene elemento architettonico visibile e caratterizzante.

Francesco Pagliari

 
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