Identità innovativa per una villa multipiano, di circa 900 mq, a Taichung, città-neon dal clima tropicale, tra le più importanti di Taiwan, al centro di un distretto con insediamenti industriali per produzioni ad alta tecnologia. La villa si allinea su uno stretto lotto rettangolare, racchiuso fra altri edifici; il prospetto che si affaccia su strada introduce il tema compositivo: il rapporto fra vuoto e pieno, fra superfici di materia opaca e superfici trasparenti, in fasce di forte presenza, alternate sui prospetti.
In termini volumetrici e spaziali, l’edificio è articolato in una combinazione di elementi e propone letture sovrapposte dell’architettura: una geometria regolare contiene volumi che si intersecano, separando o unendo i corpi edilizi. Interni ed esterni appaiono come elementi in stretta corrispondenza.
All’esterno, giardino, corti e terrazze rappresentano i “vuoti” di una volumetria dall’aspetto ortogonale. All’interno si generano luoghi a doppia altezza, in ambienti su piani sfalsati ma collegati, e si formano spazi che scorrono senza separazioni, creando una contiguità funzionale e visiva nel piano dedicato alla zona giorno, fra la “galleria espositiva” e l’attrezzatura lineare per la cucina che si apre senza chiusure nella zona pranzo, e senza interruzioni nella serra. Le zone studio e notte, invece, si collocano nei volumi separati ai piani superiori, per l’esigenza di avere spazi che consentano elevata tranquillità e riservatezza.
Il ribaltamento sul piano verticale della tipica planimetria di una casa a corte distanzia i corpi edilizi. Un “vuoto” si frappone così fra i due volumi: la necessità funzionale si somma al richiamo del simbolo di centralità sottinteso dalla tipologia a corte.
La struttura in calcestruzzo armato caratterizza l’architettura della villa con grande evidenza nei prospetti esterni le cui larghe fasce sono lasciate al grezzo e non rivestite. In parallelo l’evidenza dei setti e dei solai in calcestruzzo lasciato a vista costituisce un elemento che all’interno della villa diviene anche portatore di funzione “decorativa”. Il dialogo tra i materiali si sviluppa per contrasto con superfici ed elementi rivestiti in legno: alcune pareti ed i pavimenti di alcuni ambienti, la rifinitura in legno delle semplici balaustre a protezione degli spazi a doppia altezza. La villa appare un insieme di massa volumetrica e forma trasparente, grazie alle ampie fasce vetrate a tutta altezza; nella griglia dei serramenti le lastre vetrate fisse si alternano a pannelli bianchi scorrevoli, in modo da assicurare la regolazione di aria e luce. La relativa profondità del corpo edilizio permette una grande luminosità e, nello stesso tempo, la collocazione di setti in calcestruzzo determina zone più appartate. Pozzi di luce di diversa geometria, prendono luce dalla terrazza praticabile e si aprono sullo spazio cucina. La luce all’interno della villa attraverso effetti di chiaro scuro, diviene essa stessa volumetrica, rifrangendosi anche sulle rampe delle scale, che si sviluppano in posizioni nodali e di piena visibilità.
Francesco Pagliari











