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Luce e cemento in Triennale per il Salone del Mobile

| Milano | Italia |
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019-8 Il progetto ha come scopo la creazione di uno spazio completamente aperto e fruibile, al servizio del giardino e del Fiat Café presso La Triennale di Milano durante il prossimo Salone del Mobile. L’idea matrice è di identificarlo come un piccolo spaccato di “urban design”. La contaminazione del mondo della moda nel settore del design ha portato inoltre a pensare ad uno spazio “fashion”. Una distribuzione apparentemente disordinata di sedute luminose in [Fibre C] curvato faranno da filtro a un piccolo padiglione, quasi un moderno accampamento nel Parco della Triennale. Le pedane geometriche in alternanza alle sedute potranno essere usate come piano di appoggio in occasione dell’opening party e come sedute nei momenti successivi. Il padiglione sarà schermato da una galleria realizzata con pannelli curvati, sagomati e decorati, un corridoio-filtro. Il materiale [Fibre C] definibile come una “concrete skin” è in grado di coniugare i vantaggi del cemento decorativo, grandissima lavorabilità e durata, con quelli delle fibre di vetro, ovvero, riduzione dello spessore e del peso, stabilità e protezione contro gli incendi. [Fibre C] riporta all’attualità il fibrocemento nel linguaggio degli involucri nell’architettura contemporanea, come un marmo del futuro. All’interno un’atmosfera suggestiva e leggera evidenzierà le finiture irregolari dei pannelli, valorizzate e giocate con la luce radente inserita nella pavimentazione. E’ la parte divulgativa vera e propria nella quale verranno posizionati piccoli totem con i campioni di materiale e dove verranno proiettate le immagini più significative delle realizzazioni in [Fibre C]. La contrapposizione tra le finiture delle panche, delle quinte sagomate e delle pavimentazioni, sia dal punto di vista materico sia da quello cromatico, contribuisce a creare un gioco di contrasti. Pietra lavica nera e pietra morbida bianca, chiaro e scuro, pieno e vuoto, materia e luce. Semplicità di forme, cura del dettaglio e dei disegni decorativi. Che si tratti di luce, di cemento, di design domina il filo conduttore di una ricerca sartoriale che accomuna la filosofia dei produttori e dei designer creando una percezione diversa tra le ore diurne e quelle serali, durante le quali la suggestione di un’atmosfera poetica viene ampliata. Le particolari finiture delle lastre (decorate con incisioni floreali o microforate) daranno la percezione di un materiale pregiato, lavorato ed impreziosito, trattato come un vero e proprio tessuto. Lo studio illuminotecnico è parte integrante dell’allestimento sia come luce di architettura scenografica sia come apparecchi progettati, realizzati e lanciati appositamente per l’evento come la panca “Indiebar”. Il gioco è ancora una volta quello della contrapposizione: la dualità è un concetto base del progetto, si parla di bianco e di nero, di luce maschile e di luce femminile, di vuoto e di pieno, di punto e di linea. Un viaggio dentro la luce, luce metafisica, luce evocativa di qualcosa di provato e dimenticato. Qualcosa di semplice e sorprendente.

 
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