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Home Arretrati 2007 The Plan 22 David Chipperfield in Iowa

| David Chipperfield |

David Chipperfield in Iowa

| Des Moines | Davenport | USA |
| Letter from America |


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L’architetto inglese David Chipperfield, icona di un’architettura elegante e dai tratti lineari e minimalisti, ha completato i suoi primi due progetti americani, entrambi nell’Iowa. Al centro degli Stati Uniti, l’Iowa è una vasta distesa di campi coltivati, a malapena intaccati dalla grande rete americana di direttrici viarie Nord/Sud ed Est/Ovest.
Il panorama di Des Moines, capitale dello stato, presenta i palazzi e i grattacieli adibiti ad uffici che ci si aspetta di trovare in una città della sua importanza. La nuova Biblioteca Centrale si colloca nel contesto urbano caratterizzato dai grattacieli, e si sviluppa verso ovest parallelamente a costruzioni basse e a parcheggi, per estendersi all’interno di un parco pubblico. Il termine “parallelamente” è impreciso in quanto - stranamente per un progetto di Chipperfield - la biblioteca è poligonale, amorfa, quasi organica.
Sotto ad una copertura piatta ed uniforme, le pareti della biblioteca si estendono formando una membrana continua di pannelli identici e privi di intelaiatura. Esposto alla luce solare, l’edificio risplende di un metallico color miele; dopo il crepuscolo, quand’è illuminato dall’interno, lascia intravedere ai passanti tutta la sua vita interiore.
Questi pannelli - un sistema tedesco denominato Okalux - sono costituiti da tre strati di vetro con un foglio di rete di rame posto tra lo strato intermedio e quello esterno. I filamenti di rame deviano la luce solare in eccesso, conferendo alla costruzione una stupefacente identità monolitica.
L’insolita forma dell’edificio è determinata non soltanto dal contesto e dagli accessi, ma anche dalla reiterazione, lungo tutto il perimetro, del modulo verticale Okalux (altezza 1,2 x 4 m). Seguendo questa regola pragmatica, Chipperfield evita l’uso del semimodulo, oppure di pannelli di connessione. La facciata presenta una serie di due moduli sovrapposti, che sottolineano la presenza dei due piani all’interno. A terra i pannelli poggiano su uno snello cordolo in calcestruzzo, e si sviluppano a tutt’altezza, a filo verso il cielo.
La biblioteca può essere vista come una stella a tre punte che si estendono in modo asimmetrico a partire da una griglia centrale (di 9 x 9 m) di colonne in calcestruzzo. O, al contrario, si potrebbe interpretare come una scatola ortogonale deformata e modellata. Il lungo fianco settentrionale rientra in modo da consentire l’accesso al parcheggio sotterraneo e ad un’entrata di servizio accessibile ai veicoli. La massa dell’edificio si sviluppa a partire da un edificio massonico all’angolo sinistro, per aprirsi ad ovest e verso il nuovo parco (progettato dallo Studio Zimmer Gunsul Frasca dell’Oregon). Gli angoli irregolari che ne risultano creano forti riflessi lungo tutte le facciate.
I visitatori accedono all’edificio passando tra l’edificio massonico e il parco, entrando in un portico chiuso da porte vetrate scorrevoli. Possono sostare nella caffetteria o nelle sale aperte al pubblico dell’ala Sud, oppure dirigersi a Nord ed entrare nella biblioteca caratterizzata dal grande banco dei bibliotecari, in Corian bianco.
Questo è un ottimo punto d’incontro e di socializzazione. I visitatori, a piedi, possono entrare anche da Nord, vicino ad uno spazio vetrato ben visibile, nato come libreria ma attualmente utilizzato come piccola galleria. In questo crocevia interno si trova una scalinata nera e massiccia. Una seconda scala serve l’ala destinata alla biblioteca per ragazzi, sul lato Ovest.
Chipperfield ha scelto tonalità di blu, verde e giallo come elemento dominante rispettivamente nelle ali Sud, Est ed Ovest e ha disegnato poltrone, sgabelli e tavolini. I soffitti sono in calcestruzzo a vista, con un’illuminazione lineare sospesa. Quando non sono concentrati sui libri o sugli schermi degli innumerevoli computer, gli utenti della biblioteca possono godere della vista sulla città e la vegetazione circostante attraverso le pareti Okalux. Grazie al tetto verde, vista dagli edifici alti adiacenti, la biblioteca si fonde con il parco.
Il Figge Art Museum occupa una splendida posizione a Davenport, nella zona orientale dell’Iowa. In questa parte dello stato il confine che segue il Mississippi nel suo vasto corso dal Minnesota settentrionale al Golfo del Messico è a forma di serpentina. Il museo di Chipperfield, una diafana scatola di vetro, viene valorizzato da questo scenario. L’edificio sembra anche echeggiare le forme dei silos e degli edifici agricoli, i cui profili costituiscono una memorabile presenza nel piatto paesaggio degli Stati Uniti centrali. Sono dei manufatti, tipici dell’edilizia vernacolare americana, che hanno sempre suscitato grande interesse negli architetti europei.
La costruzione è ancora una volta vetrata e monolitica, ma qui Chipperfield ha voluto mantenere la sua tipica linearità. Il museo si estende lungo tutto l’isolato parallelamente al parco, lungo il fiume, collegando così il piazzale d’accesso con le strade della parte settentrionale della città. La facciata Sud ha una lunga rientranza asimmetrica, che invita i visitatori ad accedere attraverso l’ingresso sul lungo fiume. Dalla città, i visitatori arrivano al museo attraversando l’ampio piazzale arricchito da opere d’arte e sculture.
Per rendere possibili vedute panoramiche, una sezione centrale dell’edificio si slancia in alto, creando una torre allineata con le facciate più lunghe. Queste facciate sono costituite da pannelli vetrati trasparenti e opachi fissati orizzontalmente a filo, in modo che tutto l’edificio assuma un aspetto sia elegante sia geometrico. Il sole e il cielo creano dei giochi di luce ed ombra, mentre pannelli metallici ed aperture nel rivestimento interno generano ulteriori sfumature. Alcune parti delle facciate, variano la loro leggibilità dopo il tramonto, rivelando i “vuoti” all’interno dell’edificio: l’elegante volume del ristorante nell’angolo a Sud Ovest e lo spazio a più livelli - quasi una loggia - sul lato meridionale della torre.
Come per la Biblioteca Centrale di Des Moines, anche il museo è dotato di più di un ingresso, mentre il foyer ha la funzione di una piazza interna. Mentre al piano superiore le gallerie hanno pavimenti in legno, pareti e soffitti bianchi, a livello dell’ingresso, gli spazi pubblici hanno il pavimento nero inchiostro e soffitti lineari a cassettoni che si estendono fino alla caffetteria. In questo ambiente, le pareti color rosso vivo e le panche anch’esse rosse, nonché le strisce orizzontali di specchi producono un forte e piacevole “shock” cromatico nei visitatori, prima che questi raggiungano il luminosissimo ristorante prospiciente il Mississippi. In tutti gli interni ben proporzionati, Chipperfield ha voluto porte e portali alti e slanciati, forme sottili ed agili anche per le maniglie. Il piano primo ospita le gallerie delle collezioni permanenti sul lato occidentale e vasti studi d’arte, uffici e spazi educativi sul lato est, dove le vetrate trasparenti della pelle interna conferiscono alla facciata una sequenza di nastri orizzontali.
La torre ospita invece esposizioni temporanee, collegate da una scalinata alla loggia vetrata, che è anche giardino d’inverno, visibile dall’esterno. In entrambi gli edifici, Chipperfield ha nobilitato gli spazi destinati a funzioni pubbliche inserendoli in volumi ben distinti e confezionati su misura.

Raymund Ryan

 
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