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Home Arretrati 2004 The Plan 07 Sede del Dipartimento dei Trasporti

| Morphosis Thom Mayne |

Sede del Dipartimento dei Trasporti

| Los Angeles | USA |
| Architettura |


016-2
Il complesso architettonico che ospita la sede distrettuale del “Dipartimento dei trasporti della California” a Los Angeles (Caltrans) correla in modo articolato un volume su quattro piani, che costituisce una sorta di basamento, e un corpo edilizio che in parte vi si sovrappone e si sviluppa in forma di parallelepipedo su 13 piani. Uno spazio urbano, una piazza di vasta fruibilità e funzionalità introduce all’architettura dinamica del complesso, proponendo elementi di copertura a pensilina di frastagliata geometria ed elementi di ibridazione fra linguaggio grafico, architettonico ed artistico, per segnalare e accompagnare visivamente l’edificio in un contesto caratterizzato dalla velocità.
Aspetto formale, materiali e struttura dell’edificio interpretano pienamente un’idea contemporanea di trasformazione, coordinando e variando di significato le componenti del progetto: l’architettura deve apparire e contrassegnare, utilizzando gli elementi singoli in maniera difforme o attraverso mutazioni funzionali, come accade quando l’involucro esterno della facciata ovest piega leggermente e diviene articolata pensilina oppure quando la piazza pubblica si prolunga senza interruzioni in una loggia interna all’edificio.
“Evento scenografico” ed architettura si coniugano nelle dinamiche fasce orizzontali luminose e colorate, progettate insieme all’artista Keith Sonnier, prendendo come riferimento le sequenze cicliche dei “nastri” di luce delle autostrade californiane. Il numero “100”, nella facciata ovest, non è solo un elemento grafico, ma appartiene all’espressività dell’architettura, caratterizzando e definendo l’intero edificio, in un ambito riconducibile a talune riflessioni di Robert Venturi. Si costruisce secondo duplici rapporti vuoto/pieno, positivo/negativo, per forma, volume e relazione con la piazza urbana e la loggia aperta interna, moltiplicando i significati, con la stessa intensità della scritta Hollywood sulla collina.
Al livello della piazza pubblica, si concentrano gli spazi per le attività dedicate alla cultura e tempo libero quali zona espositiva, sala conferenze, aree di ristoro, aree commerciali, mentre gli uffici trovano collocazione ai piani superiori. Il corpo più alto presenta una facciata a doppio involucro con quello esterno “a schermo”, formato da pannelli perforati in alluminio. Il basamento a quattro piani alterna aperture vetrate al rivestimento in lastre di fibrocemento, con tonalità analoga ai pannelli perforati. La luce, solare e artificiale, determina molteplici variazioni che sono fondamento dell’idea progettuale.
La facciata prospiciente la piazza, muta seguendo l’irraggiamento solare, aprendo e chiudendo i pannelli in funzione dell’intensità luminosa e dell’apporto di calore. L’edificio, nelle ore del giorno a maggior incidenza di luce, assume un aspetto chiuso, opaco, quasi fosse privo di aperture; all’attenuarsi della luminosità, il processo si inverte, e l’involucro si trasforma e raggiunge, al crepuscolo, la massima trasparenza.
La visione notturna si arricchisce con la luminosità della “facciata artistica” con i suoi neon che si alternano tra il colore rosso e blu e con la “struttura luminosa” trasversale che caratterizza il prospetto nord prospiciente ad uno degli assi principali della città. La facciata sud invece, è formata da pannelli fotovoltaici, la cui preziosa energia coadiuva il dispendio globale del complesso per circa il 5%. Sul medesimo prospetto si sviluppa la scala di sicurezza, con inconsueta capacità di integrarsi nel progetto.
L’assetto planimetrico degli spazi adibiti ad uffici sviluppa soluzioni libere e senza subordinazione gerarchica, ponendosi l’obiettivo di incrementare l’efficienza per mezzo del comfort diffuso negli ambienti. La disposizione delle postazioni di lavoro si basa sulla correttezza nell’esposizione alla luce, in maniera egualitaria, lasciando però autonomia ai singoli dipendenti nel predisporre una propria zona di lavoro secondo criteri personalizzati. E’ possibile infatti gestire l’entrata di luce ed aria tramite aperture manuali degli elementi di facciata.
Un altro elemento importante della distribuzione interna riguarda il sistema “skip stop” per i collegamenti verticali, che opera su criteri innovativi: consiste nel fermare gli ascensori ogni tre piani, per consentire un incentivo forzato all’uso delle scale, nell’intenzione di sviluppare a partire da semplici scambi di frasi, una socialità utile al miglioramento della qualità lavorativa.

Francesco Pagliari

 
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