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Premio Internazionale “Architettura Sostenibile” 2007

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022-9 L’attenzione contemporanea alle tematiche ambientali e alle valenze della sostenibilità, che l’architettura può rendere operanti nelle complesse fasi del costruire, trova riscontri importanti anche attraverso la proposizione di momenti di confronto progettuale ad alto livello. In questa direzione, la consolidata ricorrenza del Premio Internazionale “Architettura Sostenibile” dà la possibilità di valutare e confrontare esperienze progettuali e realizzative all’interno di un panorama di respiro sovranazionale. Il premio è promosso da Fassa Bortolo, importante azienda nel settore dei prodotti e delle soluzioni per l’edilizia, in un rapporto di fattiva collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, ed è giunto quest’anno alla IV edizione. Il premio intende stimolare progetti innovativi nell’ambito della bioarchitettura e persegue l’obiettivo di riconoscere caratteri di qualità architettonica nella “sostenibilità” delle realizzazioni segnalate. Due sono le sezioni di concorso: “opere realizzate” e “tesi di laurea”. Per la sezione opere realizzate, l’edizione 2007 ha assegnato il primo premio al recupero di una corte colonica e nuova sala polivalente ad Altedo di Malalbergo (Bologna), progetto elaborato da Diverserighestudio (architetti Gheduzzi, Rimondi e Sorichetti). L’intervento recupera la corte colonica, ormai inglobata nel tessuto urbano: il progetto ne identifica la rilevanza come elemento architettonico significativo del paesaggio nella pianura bolognese, in grado di mantenere valore di riferimento nel contesto urbano, con l’attribuzione di funzioni commerciali e terziarie ad una tipica architettura rurale, e di svolgere un ruolo aggregativo con la nuova sala polivalente. Nelle motivazioni la giuria ha segnalato il rigore dell’impianto progettuale, coerente nel risolvere istanze compositive e problematiche di tipo climatico, e la corretta risposta alle esigenze ambientali ed ecologiche. L’intervento, pur inserendosi in un contesto contrassegnato da caratteri storici delle costruzioni rurali, non ha percorso la via del mimetismo, ma ha interpretato in termini contemporanei l’idea degli spazi collettivi nella sala polivalente, un volume regolare e riconoscibile, con un fronte vetrato a sbalzo verso la via principale. Gli elementi porticati, accesso e spazio collettivo, sono anch’essi reinterpretati con vetrate protette dall’irraggiamento solare, per organizzare un microclima ottimale. Larice naturale per i rivestimenti esterni, legno industriale per gli interni e pannelli in fibro-legno denotano attenzione per qualità e ciclo di durata dei materiali. Menzioni speciali sono state conferite allo studio spagnolo Carbajal Solinas Verd Arquitectos per l’ampliamento del Comune di Vicar (Almeria, Spagna), un’architettura “tipicamente mediterranea”, non invasiva, che ottiene la sostenibilità soprattutto attraverso l’orientamento delle facciate, le raffinate schermature, l’attenta disposizione interna, e agli architetti Alessandro Contavalli e Stefania Mirandola per la scuola Ponticelli, ad Imola (Bologna), in cui si coniugano soluzioni tecniche ed impiantistiche, uso di materiali naturali per conseguire compatibilità ambientale ed equilibrato rapporto col contesto.

 
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