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| Arassociati |

MAMbo, Museo d’arte Moderna

| Bologna | Italia |
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022-7 Bologna è stata interessata negli ultimi anni da un intenso programma di riqualificazione urbana che ha incluso la zona della ex Manifattura Tabacchi dove è sorta un’area specificamente dedicata alle arti visive, denominata “Manifattura delle Arti”. Sono stati realizzati il centro polivalente della “Salara”, i laboratori teatrali del Dams, la Cineteca e Biblioteca Comunale all’interno dell’ex Macello. Concepito nel 1999, il MAMBo (Museo d’arte moderna di Bologna) raccoglie l’eredità della Galleria d’arte moderna con la nuova sede e si inserisce in questo polo culturale. L’edificio scelto per il MAMBo, l’ex Forno del pane, ricco di aggiunte edilizie che si sono sovrapposte nel tempo, ha richiesto un impegnativo progetto, curato dallo Studio Arassociati (Aldo Rossi Associati), per la necessità di esprimere l’idea di contemporaneità. L’istituzione diviene un luogo di eventi, supera l’accezione classica di museo, è contenitore e promotore d’arte e iniziative culturali. L’esposizione inaugurale “Vertigo”, organizzata da Gianfranco Maraniello, giovane direttore del museo e curata da Germano Celant, conferma l’impostazione attiva e l’avanguardia del MAMBo, come il progetto di Denis Santachiara per l’allestimento evidenzia l’uso comunicativo ed espressivo degli spazi: grandi strutture ad “arco” gonfiabili intersecano architettura ed evento transitorio d’arte nel processo espositivo. Nel nuovo MAMBo, fulcri progettuali sono spazi flessibili ed ambienti integrati (circa 8000 mq in tutto). La riorganizzazione conserva la struttura originaria, demolisce le superfetazioni e razionalizza la planimetria in un percorso espositivo/conoscitivo. Rapporti funzionali e passaggi di scala (urbana e architettonica) si evidenziano con muri di nuova costruzione, corpi lapidei indipendenti e liberi. Gli spazi interni sono progettati in concezione minimalista e neutra, per accogliere differenti possibilità espositive e la pluralità delle forme d’arte contemporanea. Gli arredi appositamente realizzati per il MAMbo divengono elemento importante per facilitare la percezione delle opere d’arte negli allestimenti così come l’uso di conoscenze e tecnologie avanzate, per supporti strutturali, sistemi illuminotecnici e impianti, duttili e poco invasivi. Cromie e materiali seguono questi criteri: pareti bianche per spazi espositivi, cemento levigato o legno di rovere (fornito da Listone Giordano) nelle sale espositive e negli uffici. L’articolazione su più livelli degli spazi espositivi, amministrativi e di accesso pubblico, è centrata sul foyer al piano terra, l’antico cortile coperto dell’ex Forno del pane, orientato alla città con le nuove scale che conducono al parco e alle aree di libero accesso per didattica, convegni e ricerca (Biblioteca dell’arte), ristorazione e libreria. Altro fulcro, accessibile dal foyer, è il salone dei Forni, segnato da due ciminiere, memoria dell’antica fabbrica, e da nuovi archi strutturali in acciaio che consentono di allestire grandi opere e installazioni. Attorno a questo spazio alto più di 15 metri, ruotano altri ambienti espositivi: al pianterreno per mostre temporanee e al primo piano per le collezioni permanenti, correlate al terrazzo di copertura del foyer, col grande lucernario che dà luce al corpo scala centrale. L’illuminazione, uno dei nodi del progetto, ha visto l’intervento attivo di Zumtobel, azienda storicamente legata al mondo dell’arte. La luce artificiale è diffusa a soffitto e integrata da elementi puntuali, per ottenere, effetti di “luce diurna” e massima versatilità nella definizione delle sale. Il progetto illuminotecnico, modulato sulle diverse destinazioni, ha previsto per gli spazi espositivi pannelli retroilluminati con apparecchi fluorescenti Tecton Tetris e un binario elettrificato con segnale Dali per faretti Vivo (progettati da Eoos Design), orientabili e flessibili per valorizzare le singole opere. Per gli uffici sono adottati apparecchi ML4 (Luce morbida), a incasso o plafone, mentre in ambienti comuni, servizi e corridoi si utilizzano elementi Panos con vetro di protezione trasparente, o i downlight ideati da Ettore Sottsass e Chris Redfern, caratterizzati dal rigore geometrico della forma esterna e del riflettore, un pezzo unico di policarbonato, quadrato. Per la gestione dell’illuminazione è utilizzato il sistema Luxmate Professional: sul tetto dell’edificio un eliometro, le cui fotocellule rilevano la situazione della volta celeste e direzione dei raggi solari, fornisce dati per ottimizzare l’apporto della luce naturale e comprimere i consumi. Nelle singole sale, touch panel permettono una regia luminosa indipendente. Le proposte di Unifor e Molteni&C per gli arredi sono in linea con le scelte progettuali dell’allestimento. Unifor, oltre a fornire le sedute Vitra, ha realizzato su disegno la reception: corpo metallico circolare, verniciato in bianco, con il piano interno in laminato e il piano superiore in vetro retroverniciato nero; bianchi gli armadi guardaroba a parete. Per le zone operative sono stati utilizzati tavoli della serie Misura, con piano in laminato grigio, strutture e schermo divisorio grigio platino. Unifor ha fornito inoltre tavoli a struttura in alluminio brillantato e piano di cristallo retroverniciato bianco, e librerie in noce, con mensole e ante in vetro satinato, della serie Naòs System, per le aree direzionali e le sale riunioni, in cui sono presenti armadi aperti o con chiusura ad anta battente forniti da Molteni&C., insieme alle librerie per la Biblioteca in agglomerato ligneo laccato avorio.

 
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