By A Web Design


Home Arretrati 2006 The Plan 17 Rivington Place Centro Culturale di Arti...

| David Adjaye |

Rivington Place Centro Culturale di Arti Visive

| Londra | UK |
| Point of View |


024-3
Rivington Place, il nuovo Centro culturale di arti visive, recentemente inaugurato nella zona est di Londra, è il primo edificio costruito nella capitale inglese negli ultimi 40 anni grazie a capitali pubblici. Si tratta inoltre di un’opera altamente significativa per l’architetto David Adjaye, che firma con questo progetto il suo primo edificio dedicato all’arte.
Il nuovo Centro accoglie due importanti enti dedicati all’arte: l’Istituto internazionale di arti visive, Iniva, e l’Agenzia fotografica Autograph ABP che cinque anni fa si unirono in un’alleanza strategica per formare un unico Centro pubblico permanente, guidato dal dinamico Stuart Hall, teorico dell’arte, già vicedirettore di entrambe.
Shoreditch è un’area storica protetta nella zona est di Londra scelta negli ultimi anni da molti artisti e designer come sede dei loro atelier.
Rivington Place si colloca agevolmente all’interno di un panorama di istituzioni artistiche tra cui, poco distanti, la White Cube Gallery, la Whitechapel Art Gallery e il Geffrye Museum. Le strade strette e i vecchi magazzini conferiscono all’area parte di quell’atmosfera che richiama un passato industriale, mentre i nuovi negozi, bar e club, come il Cargo e il Comedy, le gallerie, i negozi di libri d’arte e gli showroom di design, vi apportano un carattere di vivace contemporaneità. Questo nuovo edificio trasforma definitivamente l’area in una vera e propria meta culturale.
La struttura, di 1445 m2, comprende diversi spazi, tra cui, al piano terra, un vasto project space con una parete vetrata a tutta altezza; una piccola caffetteria (50 m2); tre aree di lavoro dedicate alla cultura e aule didattiche; la compatta Stuart Hall Library e uffici per 20 dipendenti. Le porte della galleria, scorrevoli a scomparsa, consentono lo svolgimento di svariate attività: esposizioni di opere site-specific, mostre fotografiche, installazioni di sculture e opere multimediali, proiezioni e conferenze che possono aver luogo nello spazio della galleria o nelle altre sale.
L’impressione è quella di un edificio riuscito, nato dal felice incontro di linguaggio architettonico e soluzioni spaziali, non appariscente o artificioso, mai monotono, ma, piuttosto, convincentemente efficace e dotato di spazi con caratteristiche sapientemente differenziate.
Nel giugno 2004, quando fu concessa la licenza edilizia, il sito era vuoto. Era stato utilizzato come parcheggio fino ad alcuni anni prima dal vicino Municipio di Shoreditch che l’aveva in seguito venduto, fortunatamente per le due organizzazioni, prima dell’aumento vertiginoso dei prezzi di case e terreni, sebbene l’area stesse già diventando un luogo ambito da artisti e designer per l’apertura dei propri studi. I lavori di costruzione iniziarono nel febbraio 2006 e il personale ha cominciato a trasferirvisi alla fine dell’agosto 2007.
Il volume del Rivington Place è simile a quello dei magazzini presenti nella zona, così come lo sono i colori e l’aspetto dei materiali impiegati. In altezza si adegua agli edifici circostanti anche se, osservato da Rivington Street, appare più alto dei suoi cinque piani, un gioco prospettico che costituisce una delle sue peculiarità. L’entrata si colloca sul lato lungo dell’edificio, con una lunga fascia vetrata al piano terra, che affaccia su Rivington Place. La lobby non è molto ampia in larghezza e profondità, ma occupa un volume di tre piani, uno spazio di respiro che ha l’impatto di una forte presenza culturale e la cui suggestione è intensificata dalle finestre che forano le pareti della scala e dalle fasce luminose che ne accompagnano le ringhiere. La parola atrio sembra qui suggerire il concetto di “collettivo”. Lo stile scelto da Adjaye per la panca collocata accanto all’ingresso, per gli arredi della reception e della parete posteriore evoca molteplici riferimenti culturali che alludono al passato senza mostrare elementi che lo rappresentino. Parla, enigmaticamente, di un luogo speciale di creazione e cultura.
Il sistema di facciata pensato da Adjaye è di grande impatto visivo sia all’esterno che all’interno ed è l’elemento che maggiormente determina il successo dell’edificio. La facciata è costellata di aperture rettangolari che si alternano all’interno di una griglia in espansione, nel lato frontale, di uguale larghezza, ma differente altezza ad ogni livello successivo. Per contrasto, nei prospetti laterali gli elementi della griglia presentano variazioni sia in altezza che in larghezza. Questo schema ritmico conferisce un senso di verticalità al prospetto rivolto a sud che affaccia Rivington Street, mentre ha l’effetto opposto sui lati lunghi rivolti a est e a ovest, dove l’edificio appare meno alto di quanto sia in realtà.
Il rivestimento esterno è una griglia dalla grafica rigorosa, formato da sottili pannelli neri di cemento prefabbricato dotati all’interno di uno strato isolante. A questi si alternano le finestre, fornite di doppi vetri a controllo solare, prive di cornice, collocate sulla superficie interna dei profondi vani e dei pannelli isolanti di acciaio rivestiti con una finitura nera riflettente applicati lungo l’esterno. In particolari condizioni di luce questi difficilmente si distinguono dal cemento, un intenzionale effetto ottico che conferisce alla facciata un piacevole e sobrio dinamismo.
Nel Centro è assente l’ermetismo che contrassegna molte case private realizzate da Adjaye nel passato. La galleria del pianterreno ha una lunga parete vetrata alta 4 metri che consente di osservare l’interno in occasione di opening ed eventi artistici, e sottolinea ulteriormente il carattere pubblico dell’edificio.
All’interno, il suo disegno a scacchiera ha risonanze che intensificano e diversificano il carattere di ogni singola sala. La maggior parte degli ambienti ha finestre collocate a due livelli differenti: quelle poste in basso consentono la vista sulla strada mentre quelle in alto incorniciano squarci di cielo. La collocazione inconsueta e l’alternanza di dimensioni ha l’effetto di confondere in chi osserva il senso delle proporzioni.
La singolarità di queste caratteristiche enfatizza l’identità propria di ogni sala e conferisce persino agli spazi più piccoli un carattere unico. La strategia di Adjaye di inglobare il motivo della diversità nel suo disegno architettonico è una scelta molto appropriata per la realizzazione di un edificio condiviso da due Istituzioni che insieme promuovono la diversità nelle arti visive e la cui esposizione inaugurale, “London is the Place for Me”, ha esplorato il tema della compresenza di comunità di immigranti di varia provenienza ora residenti nel Regno Unito.
La struttura dell’involucro e dei solai è in cemento armato realizzato in opera, con il rivestimento esterno in elementi prefabbricati di cemento, mentre la copertura è a shed con i piani inclinati rivolti a settentrione, come comunemente si ritrova negli edifici industriali.
L’effetto delle finestre è reso più forte poiché si aprono all’interno di ampi spazi privi di colonne, come nel lato sud di Rivington Place, dove Adjaye realizza una vasta sala con una campata di 11.4 metri sostenuta da setti di calcestruzzo.
L’opera è stata commissionata da esponenti dell’Iniva e di Autograph: entrambe le organizzazioni promuovono gli aspetti internazionali e multiculturali delle arti visive e la loro esigenza di avere una sede permanente, dove una buona combinazione programmatica possa integrarsi nel suo contesto culturale, viene soddisfatta con la realizzazione di un edificio che, celebrando la ricchezza e la diversità delle arti nel Regno Unito, al contempo assolve alle proprie funzioni fondamentali.
Adjaye ha dato prova di essere l’architetto più idoneo a tradurre in una sintesi architettonica convincente le loro intenzioni. A lungo ammirato per le formidabili case private e gli atelier di artisti realizzati a Londra, ha già dimostrato di essere in grado di affrontare progetti più importanti completando due Idea Stores, le nuove biblioteche municipali per il distretto di Tower Hamlets a Poplar e Whitechapel nel 2004 e 2005, entrambe con un budget relativamente basso. Lo Stephen Lawrence Centre di Lewisham, nel sud di Londra, un Centro ricreativo costruito in memoria di uno studente di architettura di colore assassinato, inaugurato quest’estate, ha ricevuto importanti riscontri dalla critica. A ottobre è stato inaugurato il Bernie Grant Centre a Tottenham - un’altra area londinese in decadenza e carente di belle architetture. In ambito internazionale, Adjaye ha intensificato la sua opera aprendo uffici a New York e Berlino. Altri edifici residenziali e pubblici sono stati completati nell’autunno del 2007, incluso il Museo di Arte Contemporanea di Denver.
Rivington Place è un progetto maturo, solido e concettualmente avanzato dove il coraggioso gioco delle proporzioni ha avuto un esito vincente. L’abilità di Adjaye nel sapiente impiego di proporzioni e caratterizzazioni è considerevole, e le sue soluzioni non sono mai anonime o ripetitive. Nel disegno si ritrova l’influenza implicita del suo sempre vivo interesse per i modelli spaziali ed estetici africani. L’edificio dà un contributo significativo al suo contesto e conferisce alle due organizzazioni un prestigio duraturo, riuscendo a rifletterne le aspirazioni e al contempo donando all’est di Londra un nuovo Centro sociale e culturale che rinforza la sua identità postindustriale e contribuisce alla realizzazione delle sue future aspirazioni. Rari sono gli edifici che in questa area di Londra hanno raggiunto finora risultati paragonabili.

Lucy Bullivant

 
abbonamenti-4

Archivio The Plan