Per la costruzione della propria abitazione, un committente tedesco appassionato di vela e riprese subacquee indice, nel 2001, un concorso internazionale anonimo, in cui lo studio Reichel Architekten ottiene il primo premio. La Wellenhaus esprime il tentativo di tradurre in chiave moderna le idee di “magnificenza e grandezza” che Palladio enuncia nel suo trattato “I Quattro Libri dell’Architettura”. Non si tratta di riprendere antiche forme codificate della villa palladiana (la scala di accesso, il portale ad arco, i corpi laterali di servizio, la scala di rappresentanza), ma di ricercare la connotazione di “magnificenza” nel contesto contemporaneo. L’ingresso a portale protegge l’edificio senza rivelare nulla del suo interno, la corte aperta lascia scorgere le vibrazioni dell’interno. Da qui parte una scala, nei cui punti di inversione si dipartono i vari livelli del giardino e lo sguardo si protende verso il paesaggio circostante della valle del Reno. Un ideale riferimento formale può essere il Guggenheim di New York di Frank Lloyd Wright. L’architetto Reichel, per questo progetto si orienta ad un’architettura integrata nel luogo e nell’ambiente. L’andamento delle curve di livello e il profilo altimetrico del paesaggio divengono elementi fondanti ed identificativi dell’intero progetto che definisce un’architettura di geometrie, luci ed ombre, con piani aggettanti e liberamente sovrapposti, ampie fasce curve e dinamica a spirale. L’espressività della Wellenhaus intende riferirsi simbolicamente al mare, nel movimento sinuoso ed armonico delle facciate, diretto rimando formale alle onde marine, e nei parapetti che possono ricordare le murate delle imbarcazioni. Nella pianta, il progetto tende a fare interagire per compenetrazione l’esterno e l’interno, attraverso le ampie vetrate continue che dissolvono i limiti fra gli spazi chiusi ed aperti. Al piano terra si collocano gli ambienti per gli ospiti ed il custode, una sala di proiezione e locali di servizio con cantine e garage. Il primo piano si integra in continuità col giardino e si configura come unicum spaziale fra la sala concerti, lo spazio per la collezione d’arte, l’area benessere con piscina. I piani successivi sono destinati al solo uso privato. L’ultimo piano, in cui si collocano la zona notte e la biblioteca, offre la suggestione di una completa vista panoramica. La scelta dei materiali, lasciati allo stato naturale e nell’armonia di tonalità, crea un’atmosfera elegante e al tempo stesso calda e sobria. I muri che affiorano dal terreno sono costruiti in calcestruzzo a vista impastato con colore bianco. Per i pavimenti, che in parte si prolungano all’esterno dell’edificio, e per alcune pareti interne si utilizza un rivestimento in pietra calcarea chiara di provenienza iberica. Le pareti esterne sono costituite da ampie vetrate curve, aritmicamente suddivise da porte e pannelli opachi rivestiti in lamiera di acciaio, provvisti di apertura per l’aerazione naturale. Una particolare attenzione è riservata ai sistemi di contenimento del consumo energetico, soprattutto in relazione alla notevole estensione delle superfici vetrate.











