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| Herzog & de Meuron |

CaixaForum

| Madrid | Spagna |
| Architettura |


026-4
A Madrid, nel cuore culturale che allinea il Museo del Prado, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, il Museo Thyssen-Bornemisza, l’edificio CaixaForum progettato dallo studio Herzog & de Meuron indica un nuovo punto focale d’architettura, una “calamita” per costituire un polo di molteplici attività, espositive, performative, d’aggregazione sociale e culturale, con uno specifico accento sulle arti contemporanee. L’architettura corrisponde alla complessità dell’operazione: l’edificio del CaixaForum si sovrappone, in modo articolato e con finezza di dettaglio, ad una preesistenza industriale, evidente e dal valore riconosciuto nel paesaggio urbano della capitale. L’antico edificio per la produzione di energia elettrica “Central del Mediodía”, con il suo profilo di capannoni a shed, le murature perimetrali in mattoni, le finestre ricche di decorazioni, è un punto fermo nella storia industriale di Madrid nel secolo XX.
Su tale monumentale presenza, Herzog & de Meuron costruiscono un’importante operazione di trasformazione urbana ed architettonica, per unire un complesso di funzioni e luoghi. Si costituisce un nuovo spazio pubblico, con la nuova piazza che collega l’edificio col Paseo del Prado. Si inserisce il “giardino verticale” ideato da Patrick Blanc, una parete vegetale di grande efficacia visiva, che prospetta una quinta di natura in rapporto al CaixaForum e propone un valore ambientale con la notevole varietà di specie alloggiate, proprio nelle vicinanze del Giardino Botanico.
Il progetto riprende in gran parte il perimetro murario in mattoni dell’antica centrale elettrica, integrandolo nella nuova costruzione: elemento di memoria urbana, diviene una sorta di silhouette materica nel nuovo edificio. Il primo passo è l’operazione “chirurgica”, come la definiscono Herzog & de Meuron, che seziona l’edificio preesistente eliminando lo zoccolo. CaixaForum appare come se fosse sollevata da terra, formando così un’ampia piazza coperta per il transito pedonale pubblico, 2500 m2 al riparo di un soffitto dalle forti triangolazioni geometriche e dai volumi cristallini. La piazza dà accesso alle due componenti separate del nuovo edificio, i due piani nel sottosuolo e i quattro livelli superiori. Il pavimento della piazza coperta segue il leggero declivio verso il Paseo del Prado; all’esterno, una linea spezzata segue la pendenza della strada ed erode la fascia inferiore del perimetro murario in mattoni, che ormai funzionano come un rivestimento storicizzato.
I volumi che ne sovrastano il profilo compongono un’immagine di forte rilevanza, un’articolazione scultorea ed architettonica che opera in maniera duplice, sul rilievo dei volumi che emergono come parti di un fortilizio, parete e torri, e sul differente trattamento del rivestimento esterno, in pannelli quadrati con lato di 1 metro in ghisa di fusione e finitura a porosità arenose. Dove il rivestimento si sovrappone alle finestre, i pannelli sono traforati, con un fine disegno a filigrana, che suggerisce un effetto decorativo assimilabile al “mudéjar”, soprattutto per la trasparenza alla luminosità naturale o artificiale, sia nella visione interna sia in quella esterna.
CaixaForum si compone di due universi distinti, separati dalla piazza coperta e comunicanti attraverso questo spazio. Nei due piani sotterranei trovano collocazione il teatro-auditorium con 333 posti a sedere, il foyer, spazi di servizio e posti per il parcheggio delle auto. Il piano del foyer è caratterizzato dal chiaro pavimento in legno, che riveste anche balaustre e gradini della scala. Nella zona foyer-auditorium pareti e soffitto configurano una superficie unitaria, ai fini dell’assorbimento e dell’isolamento acustici: la superficie è costituita da pannelli metallici a modulo quadrato, 1 metro di lato, con finitura ad “escrescenze”; una rete metallica a maglia fine completa il rivestimento. La miriade di punti luce a soffitto introduce un’atmosfera quasi incantata.
Il corpo scale per i piani superiori è un blocco centrale con struttura in cemento armato, e pavimento e balaustre in cemento color naturale: le rampe si legano alle balaustre, che formano un elegante andamento curvilineo. Gli spazi al secondo e al terzo livello, per 2000 m2 complessivi, sono dedicati alle esposizioni d’arte antica e contemporanea, fornendo ambienti aperti e di grande flessibilità, anche per installazioni ed espressioni della contemporaneità, modulati dai binari di illuminazione che corrono a soffitto. Il coronamento dell’edificio, il quarto piano con le finestre protette dal rivestimento esterno traforato, ospita il ristorante e gli uffici amministrativi.

Francesco Pagliari

 
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